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Il dopo “Rottamazione quinquies”: come volevasi dimostrare

 

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Con il Comunicato “Rottamazione quinquies SI, ma da migliorare” pubblicato nel mese di Novembre 2025, questa Fondazione aveva avanzato alcune proposte al fine di consentire l’accesso alla rottamazione ad un numero elevato di contribuenti tale da garantire un gettito consistente.

Le proposte non sono state accolte. La quantità delle adesioni rilevata al 30.04.26 (ultimo giorno per presentare le domande), non rispecchia quello che il Governo prevedeva, poiché le domande presentate sono state un milione ed ottocentomila, su un bacino di contribuenti potenziali di circa sette milioni.

In considerazione dei paletti esistenti nella legge avevamo previsto una percentuale così bassa e, con il Comunicato citato eravamo stati molto chiari: appoggiamo senza riserve l’iniziativa partita dalla Lega, ma servono modifiche. Niente è stato fatto in tal senso e il flop sul numero di domande, dimostra che le modifiche suggerite avevano senso.

Infatti, avevamo detto che la nuova definizione agevolata affinché producesse gli auspicati effetti, necessitava di alcune modifiche che di seguito elenchiamo:

– far rientrare nella rottamazione cinque i debiti iscritti a ruolo fino al 31.12.2025 e non fino al 31.12.2023;

– includere nella rottamazione anche i debiti iscritti a ruolo entro il 15.01.2026, sia per aumentare le entrate, sia per evitare una ulteriore disparità di trattamento fra coloro i cui debiti sono stati affidati all’Agente della riscossione entro il 31.12.2025 e quelli che, incolpevolmente, li hanno avuti affidati dopo tale data;

– proporre insieme alla rottamazione cinque anche la sanatoria degli avvisi bonari ex art. 36 bis del DPR 600/73 e 54-bis  DPR 633/72 cosi come previsto per le cartelle (rateizzazione lunga almeno ad 84 rate mensili), oppure, in alternativa, ridurre le sanzioni come è stato fatto in passato con la Legge di Bilancio 2023 (Art. 1, commi 155-156);

– prevedere, oltre alla rottamazione, lo stralcio dei debiti fino a 2.000 euro esistenti al 31.12.2025.

Lo stralcio doveva essere previsto precedentemente alla rottamazione perché se fra le rateazioni in corso vi fossero singoli debiti residui inferiori a tale cifra, il piano di ammortamento sarebbe cambiato con conseguente necessità di rimodulazione della rate che l’Agenzia della riscossione doveva comunicare tempestivamente ai contribuenti. 

– i Comuni, dovevano accogliere con apposita delibera la definizione agevolata includendo i propri tributi locali; magari organizzando prioritariamente appositi incontri tra Governo e Enti Locali affinché si producesse un testo con il consenso di tutte le parti.

– gli interessi dovuti sulla rottamazione a decorrere dalla seconda rata, anziché al 3 per cento (aumentati rispetto alle precedenti edizioni), dovevamo essere riportati al 2 per cento;

– infine, esulando dalla rottamazione, avrebbe costituito un valido aiuto ai cittadini anticipare al 2026 (attualmente 2029) la rateizzazione ordinaria dei debiti iscritti a ruolo, fino a 108 rate mensili, e quella straordinaria da dieci a dodici anni.

Ancora oggi, stiamo parlando di una Rottamazione quinquies estesa ai Comuni. Infatti, il Decreto Fiscale n. 38/2026 convertito in Legge, prevede la presentazione delle domande tra Settembre/Ottobre 2026 da parte dei contribuenti. C’è un piccolo particolare però, da tenere in debita considerazione. I Comuni per autorizzare i cittadini a presentare la domanda di rottamazione dei tributi locali, devono approvare la definizione agevolata in Consiglio Comunale entro Giugno 2026.

Se non l’hanno fatto prima, sarà difficile che i Comuni aderiscano adesso. 

Confidiamo tuttavia in una maggiore attenzione da parte del Governo e degli Enti locali rispetto al passato e, se sarà dato spazio ai suggerimenti dati nel corso degli anni, una eventuale rottamazione sexies porterà entrate e risorse maggiori rispetto a quelle delle cinque edizioni precedenti.

Anche perché a sbagliare tutte le edizioni delle rottamazioni, prima o poi quella corretta arriva..

 

Livorno, 03 Giugno 2026

 

                                                                      FONDAZIONE COMMERCIALISTITALIANI

                                                                                       Marco Gelli

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