Faraone (IV): “Se ci dividiamo e a destra stanno tutti insieme, siamo degli stolti che vanno a sbattere la faccia al muro. Vannacci è un problema per il Paese, non per la sinistra”
“L’assenza di Italia Viva al tavolo dei leader del centrosinistra è un’assenza di cui si sta parlando tanto, probabilmente stiamo avendo un’eco mediatica più forte rispetto a quello che avremmo avuto se fossimo stati presenti. Per me si può incontrare chi vuole, si può andare a pranzo con chi si vuole, poi il problema però è come costruire le condizioni per vincere le elezioni. In passato abbiamo già visto foto che esaltavano all’inizio e poi si sono schiantati alle elezioni. Per cui il tema non è fare una bella foto, il problema è come costruiamo le condizioni affinché le forze politiche che si reputano alternative alla Meloni poi vincano, e con quella foto non si vince. Considero la coalizione di centrodestra una coalizione che è spinta a destra, perché guidata da una leader di destra, ma considerarla una coalizione esclusivamente di destra sarebbe un errore. Se noi ci rappresentiamo in questo Paese con i volti della foto come centrosinistra, mentre il centrodestra si dovesse rappresentare con i volti, magari anche tenendo fuori Vannacci, con Forza Italia, con Lupi, seppur con numeri limitati rispetto al passato, ma comunque in quella coalizione, io credo che comunque il rischio sia di avere una coalizione di estrema sinistra e una coalizione di centrodestra”. Queste le parole di Davide Faraone, onorevole di Italia Viva, su Radio Cusano, nel corso del programma “Battitori Liberi”, condotto da Gianluca Fabi e Savino Balzano.
“Per me sarebbe un errore non tenerci in considerazione, la storia ce lo insegna: ogni volta che la coalizione progressista si è presentata in quel modo, da Occhetto in avanti, le ha prese sempre. Se ieri è stato un passo per la costruzione del centrosinistra, cioè prima ci vediamo noi forze di sinistra e poi costruiamo un’alleanza con le forze riformiste, che è quello che ci è stato raccontato e che è quello che penso sia accaduto, allora vuol dire che è importante che si sia fatto quel passo e aspettiamo settembre per fare il secondo. Se invece c’è chi pensa che con il pranzo di ieri si sia esaurita la costruzione della coalizione alternativa alla Meloni, io credo che si stiano sbagliando enormemente e si rischia di ripetere il film di Letta di quattro o cinque anni fa, in cui il centrosinistra si è diviso in tre e il centrodestra si è presentato unito. Se questa è la soluzione che si prospetta, dico auguri all’Italia, perché io ricordo che la prossima legislatura sarà la legislatura in cui si voterà il Presidente della Repubblica e non ci possiamo permettere dieci anni di Meloni”, ha proseguito Faraone. “Se dobbiamo costruire il centrosinistra su quello che è accaduto in passato, tutti abbiamo pregiudizi su altri attori di questa coalizione; ma se vogliamo parlare del futuro credo invece che ci siano molte ragioni per stare insieme”.
“Noi abbiamo scelto di stare nel centrosinistra, se avessimo voluto fare qualcosa di diverso oggi stavamo con Calenda, Marattin e con tutti quelli che pensano di costruire un terzo polo. Quello è un regalo alla Meloni, perché era uno dei pezzi che ha portato il centrosinistra a dividersi la scorsa volta e che ha consentito alla Meloni di vincere. Sicuramente ci sarà qualcuno a cui non andrà bene la nostra posizione, ma reputiamo che sia quella corretta in un sistema bipolare. Finché le regole del gioco saranno queste qui, e addirittura la legge elettorale di cui stiamo parlando spingerà ancora di più sul bipolarismo, se noi ci dividiamo e quelli stanno tutti insieme, pur avendo le stesse differenze che abbiamo noi nel centrosinistra, siamo degli stolti che andiamo a sbattere la faccia al muro”, ha concluso Faraone. “Vannacci è un problema per il Paese più che per la sinistra. Non avevo mai sentito nessuno nel centrodestra dire che bisogna reintrodurre le scuole e le classi speciali per le persone con disabilità o che il reato di femminicidio va abolito. Oggi Vannacci lo dice e questo inquieta. Preoccupa però che ci siano pezzi del centrodestra che anziché dire: ‘Visto che dici questo, ti mando a quel paese’, vanno a inseguirlo e lo rilanciano”.










