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Le liste d’attesa restano l’emergenza numero uno. Ed esplode anche il caso: oltre il 70% dei cittadini lamenta problemi con “l’acqua del sindaco”

Cittadinanzattiva Lazio presenta il II Rapporto “Salute e Servizi nel Lazio 2025”, 22.509 segnalazioni in un anno.

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Roma, 2 luglio 2026 – Oltre 22mila segnalazioni raccolte in un anno raccontano un Lazio in cui accedere a un diritto fondamentale, dalla salute all’acqua del rubinetto, è troppo spesso una corsa a ostacoli. È la fotografia che emerge dal II Rapporto “Salute e Servizi nel Lazio 2025”, elaborato da Cittadinanzattiva Lazio sulla base delle segnalazioni dei cittadini raccolte tramite il portale regionale, la mail dedicata e i contatti telefonici con la sede.

Tre ambiti concentrano la gran parte del malcontento: elettricità, gas e acqua (9.605 segnalazioni), salute (5.601) e trasporti (5.164). Seguono, a grande distanza, rifiuti, pubblica amministrazione e verde pubblico.

Salute: le liste d’attesa restano la prima emergenza. Sulle 5.601 segnalazioni dell’ambito sanitario, le liste d’attesa pesano per il 42% (2.351 casi), trainate da diagnostica (1.353) e interventi (994). Seguono i problemi con i medici di medicina generale (1.225) e l’assistenza protesica e integrativa (897). Il diritto più calpestato è quello a un trattamento personalizzato (2.343 casi), seguito dal diritto all’accesso e dal rispetto dei tempi dei pazienti. Roma e Rieti registrano i volumi più alti.

Il nuovo sistema di prenotazione boccia se stesso. La survey condotta da Cittadinanzattiva Lazio su 750 cittadini, dopo l’entrata in vigore del nuovo modello di accesso dal 1° febbraio 2026, consegna un verdetto netto: il 76,2% ha incontrato difficoltà nel prenotare e quasi due terzi (circa il 63%) non sono riusciti a ottenere la prestazione entro i tempi massimi di legge. Il 65,9% boccia il nuovo sistema con i due voti più bassi. Più di un cittadino su cinque è stato costretto a pagare di tasca propria in una struttura privata. Lo strumento di tutela più atteso, il “Pass di garanzia”, non è stato proposto al 76,5% di chi ne avrebbe avuto diritto.

I cittadini bocciano “l’acqua del sindaco”. Il dato più sorprendente arriva dal Rapporto “Acqua potabile a Roma: miraggio o servizio?”, basato su 155 segnalazioni raccolte tra settembre e novembre 2025. Oltre il 70% dei cittadini lamenta problemi ogni giorno: pressione insufficiente (87,7%) e interruzioni della fornitura (72,7%) le criticità principali. Il fenomeno coinvolge almeno 9 Municipi su 15, con il Municipio VII in testa, e colpisce soprattutto i piani medio-alti. Il 94% denuncia disagi personali, il 37% danni agli elettrodomestici, oltre il 33% danni economici diretti. Cittadinanzattiva Lazio stima che la problematica possa interessare tra le 7.000 e le 10.000 persone nella sola area urbana monitorata.

«L’accesso all’acqua potabile è un diritto fondamentale e non può dipendere dalla capacità economica dei singoli cittadini. I dati raccolti impongono una presa in carico istituzionale immediata e strutturata», dichiara Elio Rosati, segretario regionale di Cittadinanzattiva Lazio.

Servizi pubblici: ACEA nel mirino. Escludendo la sanità, su circa 16.900 segnalazioni il gestore ACEA è il soggetto più chiamato in causa (9.119), seguito dai Comuni (2.513). La motivazione prevalente è la mancanza di servizi (oltre 10.300 casi), seguita dalle condizioni delle strutture.

 

Ufficio stampa Cittadinanzattiva Lazio

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