Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime profondo sollievo per il salvataggio del bambino di cinque anni precipitato dal quarto piano di una palazzina di Rescaldina (Milano), la cui caduta, di circa quindici metri, è stata straordinariamente rallentata dai fili degli stenditoi dei balconi sottostanti. Il piccolo, soccorso tempestivamente dal personale del 118, è stato ricoverato in ospedale e non è in pericolo di vita, mentre i Carabinieri della Compagnia di Legnano proseguono gli accertamenti per chiarire la dinamica dell’incidente.
La notizia ha suscitato comprensibile emozione ed è stata raccontata come un evento eccezionale. Tuttavia, il lieto epilogo non può esaurire la riflessione pubblica. Ogni incidente che coinvolge un bambino richiama la responsabilità della comunità nel garantire condizioni di vita conformi ai principi sanciti dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza. L’articolo 6 riconosce il diritto di ogni minore alla vita, alla sopravvivenza e al pieno sviluppo; l’articolo 19 impegna gli Stati ad adottare ogni misura idonea a proteggerlo da situazioni di pericolo evitabili.
I dati epidemiologici dell’Istituto Superiore di Sanità confermano che gli incidenti domestici rappresentano una delle principali cause di infortunio in età pediatrica e che le cadute costituiscono una delle dinamiche più frequenti tra i bambini in età prescolare. Si tratta di eventi che, nella maggior parte dei casi, possono essere significativamente ridotti attraverso una combinazione di progettazione sicura degli ambienti, adeguati dispositivi di protezione, informazione alle famiglie ed educazione diffusa alla prevenzione.
Per il CNDDU è necessario avviare una riflessione nazionale che coinvolga istituzioni, amministrazioni locali, professionisti dell’edilizia, scuole, aziende sanitarie e associazioni familiari, affinché la sicurezza dell’ambiente domestico diventi parte integrante delle politiche dedicate all’infanzia. Parallelamente, l’educazione civica può contribuire a formare cittadini più consapevoli, promuovendo fin dai primi anni scolastici il valore della prevenzione, della responsabilità condivisa e della cura degli spazi di vita.
Troppo spesso la tutela dei bambini viene affrontata soltanto dopo un episodio drammatico. I diritti umani, invece, chiedono un cambio di prospettiva: la protezione dell’infanzia deve diventare un criterio ordinario di progettazione sociale. Ogni balcone, ogni abitazione, ogni luogo frequentato dai minori dovrebbe essere pensato partendo dalla loro vulnerabilità, non adattato ad essa successivamente.
Una società che riconosce davvero i diritti dei bambini non misura il proprio grado di civiltà dalla capacità di intervenire nelle emergenze, ma dalla lungimiranza con cui riesce a prevenirle. È in questa visione che il diritto all’infanzia si trasforma da principio giuridico a responsabilità quotidiana, condivisa e concreta: non un impegno da richiamare quando accade l’irreparabile, ma il fondamento stesso di ogni scelta educativa, urbanistica e istituzionale.
prof. Romano Pesavento
presidente CNDDU











