Il rifugio per Vito Mancuso
“C’è un’antica preghiera alla Madonna, risalente ai primissimi secoli cristiani, che nella sua essenzialità è una delle più belle tra le numerose preghiere mariane. Recita così: “Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, Santa Madre di Dio: non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova, ma liberaci da ogni pericolo, o Vergine gloriosa e benedetta”. Cosa si intende per Madonna? Certamente la persona storica della madre di Gesù, Maria di Nazareth, ma anche altro; in essa si concentra tutto il mondo divino al femminile, così florido nelle religioni classiche e così impoverito nei monoteismi abramitici; essa costituisce inoltre il simbolo della sapienza come la invoca una delle litanie lauretane: Sedes Sapientiae. Il che significa che possiamo cercare rifugio nella Sapienza, nella divina intelligenza che pervade il cosmo, e anche il microcosmo che è ognuno di noi”(Il coraggio e la paura. Vito Mancuso. Garzanti).
La facciamo diventare ancora più bella, la preghiera? Ecco: “Santa Madre di Dio, diventa rifugio per la moltitudine di creature, animali compresi, che soffrono e un rifugio non lo trovano né in terra né in cielo, e libera la moltitudine d’innocenti da ogni pericolo, o Vergine gloriosa e benedetta”. Sicuramente più bella, più generosa, anche se perfettamente inutile. L’esperienza della vita, infatti, ci fa ben capire che la Santa Madre di Dio non protegge nessuno. Ma perfettamente inutile anche perché una Madre amorevole dovrebbe conoscere i bisogni dei suoi figli e non avrebbe bisogno di suppliche per proteggerli. Vito Mancuso sa che nessuna azione da parte della Madonna è suscitata dalle suppliche, forse sa anche che la Madonna era solo la mamma di Gesù, nient’altro che una mamma, e quindi suggerisce di cercare rifugio nella Sapienza, nella divina intelligenza che pervade il cosmo. Peccato che miliardi di esseri umani e di animali, della Sapienza che pervade il cosmo non abbiano la minima idea. Un rifugio, forse immaginario, riservato a pochi. Magari solo a Vito Mancuso.
Renato Pierri











