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Presidente della Repubblica, Ceccanti: “Inopportuno avere al Quirinale un ex Presidente del Consiglio. Deve essere una figura di garanzia apprezzata da tutti a priori”

“Dal 1994 siamo in un sistema di partiti con due poli maggiori, poi ce ne sono anche altri per carità, per cui chi si trova a fare il Presidente del Consiglio è perché vince le elezioni e rappresenta mezzo Paese. Dovendo scegliere una persona che deve fare il Presidente della Repubblica, che ha un ruolo di garanzia, tra tutte le persone possibili, forse scegliere proprio un Presidente del Consiglio che sia stato di centrosinistra o di centrodestra non è esattamente la cosa più agevole. Come si sarebbe sentito un elettore di centrosinistra se Berlusconi fosse passato come un garante o un elettore di centrodestra come avrebbe vissuto Prodi o D’Alema come un garante? Diverse sono altre figure: Napolitano non era stato Presidente del Consiglio, Ciampi fu scelto nel 1999, primo Presidente eletto con il nuovo sistema bipolare e fu votato da ambedue poli, veniva dal centrosinistra ma era digeribile anche dal centrodestra. Napolitano e Mattarella la prima volta furono eletti solo dal centrosinistra, ma la seconda volta furono eletti da tutti perché erano figure che non erano mai state così marcatamente divisive, non avevano preso un mandato da metà Paese contro l’altro Paese. Così potrebbe succedere anche se vincesse il centrodestra, con persone di centrodestra ma diverse dai Presidenti del Consiglio di centrodestra. Un elettore di centrosinistra se la Meloni si spostasse da Palazzo Chigi al Quirinale sarebbe percepita come un garante? Io penso di no”. Queste le parole di Stefano Ceccanti, professore e costituzionalista, su Radio Cusano, nel corso del programma “Battitori Liberi”, condotto da Gianluca Fabi e Savino Balzano.

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“Ovviamente il Presidente si sceglie sempre nell’ambito della maggioranza che vince le elezioni, però si dovrebbe scegliere una persona che almeno a priori potrebbe essere votata dagli altri. Mi sembrerebbe un ragionamento per distinguere bene che cosa serve come Presidente del Consiglio e cosa serve come Presidente della Repubblica. Abbiamo bisogno di una persona che sia avvertita come un elemento di garanzia. Se fosse solo un notaio che non prende nessuna decisione tutto sommato potremmo anche disinteressarci da dove viene, ma siccome in alcuni momenti chiave di difficoltà del sistema è costretto a prendere decisioni di rilevanza, è importante che non ci sia nemmeno il dubbio che sia una persona faziosa”, ha proseguito Ceccanti. “Io sono stato un sostenitore della rielezione di Mattarella perché secondo me in quel contesto era l’unica soluzione possibile, e anche lì per evitare che il Presidente del Consiglio Draghi spostandosi al Quirinale determinasse una crisi di governo immediata e senza via d’uscita che sarebbe stata dannosa. Però essere eletto tre volte e fare 21 anni di mandato mi sembra eccessivo. Nel secondo sistema di partiti con una serie di coincidenze astrali la carica del Presidente della Repubblica è sempre stata in gioco quando ha vinto le elezioni il centrosinistra, ma queste coincidenze prima o poi finiranno e quindi prima o poi toccherà anche al centrodestra. La cosa giusta è che ciascuno schieramento proponga qualcuno votabile anche dall’altro. Secondo me è inopportuno che qualsiasi persona che abbia fatto il Presidente del Consiglio in un secondo sistema di partiti vada al Quirinale, ma ancora di più se è un Premier in carica. Perché un Presidente del Consiglio in carica spostandosi da una carica all’altra crea anzitutto problemi nel vederlo come superpartes, ma crea anche immediatamente una crisi di governo. Quindi è ancora più inopportuno pensare di eleggere qualcuno che sia in quel momento a Palazzo Chigi”.

“Se proprio dobbiamo parlare di premi di maggioranza nella legge elettorale allora introduciamo il doppio turno e il ballottaggio come nei comuni. Diamo una soglia più elevata, perché si vince con la maggioranza assoluta dei voti, e se non si prendono nel primo turno perché il sistema è frammentato, si riduce a due e ogni elettore, anche quelli che non hanno votato per i due poli maggiori, allo spareggio rientra in campo e decide la sorte. Vorrei far presente una cosa: se il premio non scatta perché non si arriva alla soglia, non c’è il ballottaggio e quindi noi abbiamo una situazione piuttosto confusa in cui nessuno ha vinto le elezioni. Molti pensano che se succede questo, quelli che stanno al centro del sistema, magari le forze centriste, faranno un accordo con gli uni o con gli altri e quindi il sistema non andrà verso le estreme. Ma chi l’ha detto?”, ha concluso Ceccanti. “Può ad esempio venire fuori un sistema a cinque in cui escono una lista estrema da una parte e dall’altra, una forza centrista e i due poli maggiori. In questo momento per come stanno andando le elezioni in tutta Europa la forza di destra-destra sarebbe la più forte delle tre fuori dai poli e quindi magari quella che deciderebbe il governo negoziando con il centrodestra. Andare su un’estrema forse non sarebbe tanto positivo per il sistema, è meglio allora che scelgano i cittadini con un secondo voto in un secondo turno. Se non vogliamo questo, ce l’abbiamo un sistema che produce dopo il voto, se nessuno ha vinto facilmente, delle coalizioni? Io non credo che sarebbe facile, potremmo votare più volte di fila perché nessuno sarebbe in grado di allearsi. In questo momento i capi dei due schieramenti non si alleerebbero mai con l’altro schieramento e quindi vuol dire che si rivoterebbe”.

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