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Se Dante dovesse materializzarsi e aggiungere un altro “cerchio” dell’inferno lo dedicherebbe di sicuro ai politici del Trentino.

 

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Ultima trovata dell’assessore Roberto Failoni? Inserire la caccia ai Cinghiali con l’arco e frecce. Una pratica tra le più cruente in assoluto, l’Animale colpito con la freccia, al 99% non muore subito riesce a fuggire terrorizzato per morire alcune ore dopo, a volte giorni, tra atroci sofferenze.

 

Non bastava la persecuzione e l’uccisione degli abitanti Animali dei boschi che arricchiscono la splendida natura del Trentino, alla crudeltà dei fucili, ora si aggiunge anche quella delle frecce. Dal 2027 in via sperimentale (data prevista per l’inizio di questa vergogna), altri Animali verranno trucidati in Trentino.

 

Noi del Movimento CENTOPERCENTOANIMALISTI non staremo a guardare, poco ma sicuro e ci faremo sentire molto presto.

 

La giunta provinciale del trentino ancora una volta fa un regalo ai cacciatori, i quali, per utilizzare l’arco, dovranno essere già in possesso della qualifica formale di “controllore del cinghiale” e ottenere una specifica e successiva abilitazione all’uso dell’arco.

 

Certo che la scusa di usare l’arco e le frecce (silenziosi) per non disturbare gli altri Animali dei boschi, davvero ci lascia di sasso, tuttavia, e se la freccia mortale vagante colpisse un ricercatore di funghi? La pratica “silenziosa”  vale solo per non disturbare gli Animali?

 

MOVIMENTO CENTOPERCENTOANIMALISTI

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