Economia del Mare 2026, l’evento del Gruppo Il Sole 24 ORE organizzato a Genova: blue economy, porti, innovazione e sostenibilità per la crescita del Paese
L’economia del mare si conferma una delle principali leve strategiche per la competitività del Paese e per lo sviluppo del Mediterraneo. È quanto emerso dalla quinta edizione di Economia del Mare, l’evento del Gruppo Il Sole 24 ORE ospitato a Genova, a Palazzo Ducale, che ha riunito istituzioni, imprese, operatori portuali, industria nautica e mondo dell’innovazione per confrontarsi su infrastrutture, sostenibilità, sicurezza, digitalizzazione e governance del sistema marittimo.
Ad aprire i lavori sono stati Fabio Tamburini, Direttore Il Sole 24 Ore, Fabrizio Ferrari, Presidente Confindustria Genova, Piero Formenti, Presidente Confindustria Nautica, Alessandro Terrile, Vicesindaco del Comune di Genova e Assessore allo Sviluppo Economico Sostenibile, Economia del Mare e Rapporti tra porto e città, e Marco Bucci, Presidente della Regione Liguria.
Nel suo intervento Bucci ha sottolineato come l’economia del mare sia oggi riconosciuta come una delle grandi leve di sviluppo regionale e nazionale. “La Liguria deve farsi promotrice del cambiamento e guidarlo”, ha affermato, evidenziando come i cambiamenti geopolitici stiano ridisegnando le rotte commerciali e rendendo il Mediterraneo sempre più centrale. In questo scenario, la Liguria, con Genova insieme a Savona, Vado, La Spezia e Imperia, “ha tutte le caratteristiche per confermarsi come gateway del Sud Europa”, ossia la principale porta d’accesso ai mercati europei per i traffici provenienti dal Far East, dal Medio Oriente e dall’Africa.
Fabrizio Ferrari ha invece richiamato il tema della pianificazione portuale, ribadendo la disponibilità del sistema industriale genovese a contribuire alla definizione del Piano regolatore portuale: “Siamo disponibili ad aiutare sul Piano regolatore portuale, perché abbiamo le competenze, gli imprenditori e le aziende hanno le competenze per aiutare a farlo”.
I saluti istituzionali sono stati affidati a Dubravka Šuica, Commissaria europea per il Mediterraneo, che ha ricordato come il Mediterraneo, pur coprendo meno dell’1% della superficie acquatica del pianeta, generi circa 400 miliardi di euro di valore economico all’anno. “L’Italia ha svolto un ruolo centrale nel plasmare la nostra strategia per la regione: il Patto per il Mediterraneo”, ha dichiarato, indicando tra gli obiettivi “più commercio, più posti di lavoro, una migliore connettività e infrastrutture migliori”. La Commissaria ha inoltre ribadito che “la decarbonizzazione è essenziale per vincere la sfida contro il cambiamento climatico».
Il panel dedicato al Patto per il Mediterraneo e al Piano del Mare 2026-2028 è stato introdotto da Nello Musumeci, Ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare. “Il mare è tornato protagonista delle nostre agende», ha affermato il Ministro, ricordando il lavoro svolto dal Governo attraverso il Piano del Mare, la legge sulla valorizzazione della risorsa mare e gli interventi dedicati alla dimensione subacquea. Musumeci ha inoltre evidenziato un nodo cruciale per il settore: “Mancano decine e decine di migliaia di abilità professionali, diplomati e laureati, che potrebbero trovare lavoro in un settore che ancora viene guardato con una certa diffidenza”.
Nel confronto moderato da Filomena Greco e Raul de Forcade, giornalisti del Sole 24 Ore, Mario Zanetti, Special Advisor di Confindustria all’Economia del Mare, ha ricordato che “la Blue Economy vale l’11,3% del Pil nazionale” e che attraverso il Mediterraneo transitano il 27% delle rotte strategiche mondiali e il 65% degli approvvigionamenti energetici europei. Per Zanetti, porti, flotte, energia, logistica e competenze costituiscono “un’unica filiera strategica per il Paese”.
A seguire, Maria Luisa Fantappiè, Responsabile del programma Mediterraneo, Medioriente e Africa dello IAI, e Paolo Moretti, CEO di RINA Services, hanno approfondito il ruolo crescente del Mediterraneo nello scenario internazionale. Moretti ha evidenziato come “il dominio subacqueo sia la nuova frontiera dell’economia del mare: cavi, energia e infrastrutture critiche richiedono tecnologia, sicurezza e visione industriale”.
Il tema della sicurezza della navigazione è stato al centro del confronto tra Fabrizio Orengo, Contrammiraglio e Direttore dell’Istituto Idrografico della Marina Militare, e Antonio Ranieri, Ammiraglio Ispettore, Direttore Marittimo della Liguria e Comandante del Porto di Genova.
Sul ruolo dell’Italia nel Mediterraneo allargato è intervenuto Francesco Munari, Partner e Responsabile practice Port, Shipping & Transport e International & EU Law di Deloitte Legal. “L’Italia si trova oggi in una posizione geografica e geopolitica che può tornare a essere un vantaggio competitivo decisivo”, ha spiegato, sottolineando come la riforma del sistema portuale possa rafforzare il ruolo del Paese quale piattaforma logistica naturale tra Europa, Africa, Medio Oriente e Asia.
La resilienza dell’industria nautica italiana è stata al centro del confronto tra Piero Formenti, Presidente Confindustria Nautica, Barbara Amerio, CEO Amer Yachts, e Gianluca Guaitani, Responsabile Commerciale Liguria Banco BPM. “Oggi parlare di economia del mare significa parlare di politica industriale”, ha affermato Formenti, ricordando che la nautica italiana esporta circa il 90% della propria produzione e genera oltre 13 miliardi di euro di valore aggiunto. Guaitani ha definito la nautica “una filiera strategica del vero made in Italy”.
Ampio spazio è stato dedicato ai temi della decarbonizzazione e delle rinnovabili offshore nel confronto tra Amalia Ballarino, Scienziata del CERN, Cosimo Cervicato, Manager Energy Saving, R&D and Ship Design del Gruppo Grimaldi, e Ivana Melillo, WISTA Member Representative – Energy Efficiency Director. “Per Grimaldi innovare significa trasformare le sfide ambientali in opportunità industriali, con tecnologie sostenibili e applicabili su larga scala”, ha sottolineato Cervicato.
Successivamente Diego Cattoni, Amministratore Delegato di A22 Autostrada del Brennero, ha affrontato il tema dell’integrazione tra trasporto marittimo, ferroviario e stradale, mentre Laura Cimaglia, Dirigente Affari Generali e Internazionali dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio e socia Wista Italy, e Costanza Musso, Presidente Wista Italy e Amministratrice Delegata M.A. Grendi dal 1828, hanno partecipato al confronto dedicato all’efficienza e alla competitività del trasporto merci.
La trasformazione digitale dell’economia del mare è stata al centro dell’intervento di Mauro Capo, Responsabile Aerospace & Naval ITG e Responsabile Digital Sovereignty EMEA di Accenture. “Intelligenza artificiale, Model-Based Systems Engineering e Digital Twin stanno ridisegnando il modo in cui le navi vengono progettate, costruite e gestite nel loro intero ciclo di vita”, ha spiegato. Allo stesso tempo, ha avvertito, “non basta più proteggere i singoli asset: occorre ragionare sul sistema nel suo insieme”.
A chiudere i panel tematici è stato l’intervento di Gabriele Cafaro, Executive Vice President Underwater di Fincantieri, dedicato alle infrastrutture critiche e alle nuove sfide tecnologiche sotto la superficie del mare.
Le conclusioni sono state affidate a Edoardo Rixi, Viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. Sul tema della governance portuale, Rixi ha assicurato che il disegno di legge sarà migliorato nel corso dell’iter parlamentare: “Il ddl sulla governance portuale sarà corretto per poterlo migliorare”. Il Viceministro ha inoltre espresso forti perplessità sull’Ets marittimo, che a suo giudizio “crea una barriera verso l’Europa, una barriera inspiegabile”, rischiando di penalizzare i porti italiani e mediterranei rispetto agli scali concorrenti del Nord Africa.
Dalla giornata dell’ edizione 2026 di Economia del Mare è emersa una visione condivisa: il mare non è più soltanto un settore economico, ma una piattaforma strategica che integra industria, logistica, energia, innovazione, sicurezza e sostenibilità. Un asset decisivo per la competitività dell’Italia e per il futuro del Mediterraneo.











