Advertisement

GLI ANIMALI DI LOUISE MANZON A TOP SELECTION BARCELLONA

Le creature zoomorfe della scultrice brasiliana scelte per il prestigioso riconoscimento

È ai blocchi di partenza Top Selection Barcellona 26, il premio internazionale che viene presentato al Museu Picasso Barcelona il prossimo 10 luglio a un pubblico di critici, galleristi, collezionisti e addetti ai lavori. E fino al 17 luglio è ospitato dalla Port Gallery di Barcellona in videoesposizione.

LA SELEZIONE PER BARCELLONA

Nato da progetto selettivo, il riconoscimento è particolarmente prestigioso, perché conta la partecipazione di 100 artisti a livello internazionale che si sono presentati nelle categorie pittura, scultura, grafica, fotografia, arte digitale. L’evento curatoriale nasce nell’ambito di PitturiAmo, il network dedicato agli artisti contemporanei, e la scelta di chi espone fa capo a Manuel Giménez Alvarez, che seleziona solo dieci esponenti del mondo figurativo, ai quali viene offerta l’opportunità di entrare così in un circuito esclusivo.

L’esposizione prevede la consegna all’artista di un attestato di merito al Museu Picasso Barcelona, accompagnata da uno shooting fotografico, una critica personalizzata a firma di Roberto Litta, un montepremi complessivo di 6mila euro. E l’ingresso, appunto, in un circuito ristretto di galleristi, curatori, collezionisti, attraverso un portale riservato.

Insomma, Top Selection Barcellona è un passaggio selettivo all’interno di un percorso di riconoscimento artistico strutturato. Tutti gli artisti della Top selection vengono inseriti in uno speciale sito web ad accesso riservato per i galleristi internazionali, avendo così l’opportunità di ottenere contatti, agevolazioni e inviti esclusivi ai migliori eventi dell’arte, scelti e selezionati dai galleristi stessi.

TOP SELECTION PER LOUISE MANZON, TRA FORME PURE E SIMBOLO

Fra i pochissimi selezionati figura Louise Manzon, una scultrice brasiliana attiva tra Italia e Stati Uniti. Cresciuta in una famiglia francese immersa nel cinema, ha sviluppato fin da giovane un approccio all’arte come forma di narrazione. Dopo un doppio Master

Advertisement

in Packaging e Graphic Design al Pratt Institute di New York, ha lavorato come designer prima di trasferirsi in Italia nel 2004, per dedicarsi completamente alla scultura.

La sua ricerca si sviluppa nell’ambito della figurazione contemporanea: Louise usa materiali poveri e rincorre forme pure, di dimensione simbolica. Per anni il mondo femminile è stato al centro delle sue ricerche e delle riflessioni sui cambiamenti collettivi, in cui la donna diventava sintesi di forza, dignità e bellezza. Nei lavori più recenti, in bronzo, marmo e terracotta, la scultrice si ispira al mondo animale, restituito attraverso volumi stilizzati, rigorosi, eleganti. Che rimandano a considerazioni sull’esperienza umana.

 

IL RETROTERRA DI LOUISE

Personalità autentica, Louise Manzon attira l’attenzione di critici d’arte e scrittori di fama internazionale, come Philippe Daverio, Achille Bonito Oliva, Alain Elkann, Paul Laster e Luca Beatrice. E ha esposto in sedi prestigiose quali Villa Necchi Campiglio a Milano, Fondazione Cini a Venezia, Gallery 61/Arts and Sciences a New York, Museo Marino Marini a Firenze, Palazzo della Ragione a Padova, Circolo degli Esteri a Roma, Matera 2019 Capitale Europea della Cultura, Atrium del Casino di Monte Carlo e Triennale di Milano nel 2023.

 

LE SCULTURE ESPOSTE: RIGORE FORMALE, DINAMISMO, FORZA SIMBOLICA

Per la videoesposizione spagnola sono cinque le opere scelte da Louise Manzon, che fra citazioni antiche e sintesi avanguardista si muovono nel segno dello spirito e del simbolo.

 

Chichirichis e Blablablas

Sembra sgambettare fieramente una splendida coppia in terracotta di galletti, da sempre sinonimo di vigilanza e rinascita: l’animale segna con il suo canto l’arrivo della luce e di un nuovo giorno, inaugurato appunto con una voce. Eppure l’annuncio precede un vuoto, sul quale l’artista si interroga, come sullo svuotamento delle parole, che si consumano già sul nascere. Le due figure sono vivaci eppure sintetiche, un alternarsi di superfici curvilinee, un rimando di pieni e vuoti che giocano con la luce.

 

Eco dell’Aurochs

Richiama a prima vista l’arte rupestre, il toro di Louise, un bronzo stilizzato che evoca una forza oltre il tempo. A riflettere sulla natura libera dell’animale e dell’essere umano, di una libertà che rimane insopprimibile, la scultura è un gioco di tensioni muscolari, di cariche di movimento che confluiscono nella testa segnata da un vortice e nelle corna protese verso l’esterno. Alla base del lavoro un sapere figurativo ampio, che dall’arte primitiva passa per il primitivismo del Novecento e le avanguardie.

 

Guardiano dell’anima

È un’eleganza senza tempo, quella del cavallo per il quale l’artista si è ispirata ai talismani dei Kotoko, antico popolo guerriero che viveva vicino al lago di Ciad, nel cuore dell’Africa. Forza e grazia convivono nell’animale che, portato al collo in piccolo formato, doveva proteggere da paure, ansie, senso di inadeguatezza. Le superfici lisce del bronzo, le linee fluide, disegnano un essere fiero e armonioso, che sottende un movimento elastico, in grado di proiettarsi all’esterno.

 

Voci invisibili_Apo

Sono creazioni in movimento, capaci di adattarsi alle correnti, con una straordinaria resilienza. I pesci in ceramica smaltata con pratica a freddo alludono alla complessità della vita, spesso anche delle persone, che per muoversi all’interno di correnti più grandi di loro si adattano, si adeguano, cambiano pelle senza tradire la loro vocazione. Questa capacità per l’artista è preziosa, perché richiama la libertà.

 

Voci invisibili_Lorde Howe

Se l’uomo cerca una direzione, un equilibrio tra forze opposte, i pesci danzano tra le onde e non avendo voce comunicano attraverso la risonanza. Sembra quindi che la materia sia fatta da vibrazioni ed energia: pertanto anche le persone sono in grado di sopravvivere cambiando via via la loro modalità di reagire agli eventi. Con l’acqua che le circonda, tutte le creature umane hanno la possibilità di essere plasmate dal movimento. E lo ribadiscono i mille riflessi di luce della ceramica smaltata.

 

Informazione equidistante ed imparziale, che offre voce a tutte le fonti di informazione

Advertisement
Articolo precedenteALBANESE, MAIORINO (M5S): POSIZIONE GOVERNO FAZIOSA E VIGLIACCA
Articolo successivo«Curre curre guaglio’», la nuova stagione del Trianon Viviani

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui