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La stagione 2025/2026 di Spazio Teatro No’hma giunge al termine con il Gran Finale, l’evento che ogni anno coinvolge il teatro e l’interno quartiere di Città Studi. Una grande festa collettiva che segna la chiusura di una stagione molto speciale, che ha visto come assoluta protagonista del cartellone di Spazio Teatro No’hma l’Africa, con 16 compagnie da altrettanti Paesi, ognuno con la propria tradizione teatrale, musicale e artistica.

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Perfetta conclusione di questa rassegna dedicata al Continente africano è l’arrivo dal Benin della Gangbé Brass Band, che partendo dal Giardino Zen di Piazza Piola dedicato a Teresa Pomodoro, attraverserà il quartiere fino al palco del teatro, dove è atteso un evento tutto da scoprire, che coinvolgerà in prima persona Livia Pomodoro, Presidente di Spazio Teatro No’hma, e l’attore e regista Rufin Doh Zeyenouin, noto al grande pubblico per aver interpretato il Papa nel film “La Grazia” di Paolo Sorrentino.

La stagione 2025/2026 dal titolo “Uno sguardo oltre, una realtà solidale” ha visto susseguirsi sul palco 41 spettacoli provenienti non solo dall’Africa, ma anche dalla Corea del Sud, dal Myanmar, dalla Francia, dagli Stati Uniti e dall’Australia.

Un insieme di voci e talenti che hanno dato vita alla XVII edizione del Premio Internazionale “Il teatro nudo” di Teresa Pomodoro, la cui premiazione nel mese di novembre 2026 sarà uno dei momenti più attesi della prossima stagione.

Musicisti di altissimo livello, da Ronnie Jones a Treesha fino ai Fulu Miziki e Orchestra Patenguè, formata da artisti provenienti dalle etnie Bantuu e Pigmea e che ha aperto ufficialmente la stagione, hanno costellato la rassegna Armonie e Suoni, dedicata alle sonorità del mondo.

Non sono mancati grandi interpreti italiani del teatro: Claudio Moneta, Elena Bucci, la Compagnia del teatro d’ombre UnterWasser, Max Pisu, Giovanni Calcagno… Solo per citare alcuni degli attori e delle compagnie di primissimo livello che si sono esibite nel corso della stagione, portando sul palco classici della drammaturgia e interpretazioni contemporanee.

Ognuno di questi spettacoli ha rappresentato un grande successo di pubblico per il No’hma, che sin dalla sua fondazione fa della gratuità dell’ingresso il suo valore più alto. L’abbattimento della barriera economica permette a chiunque di accedere all’arte, dando inoltre la possibilità di esplorare culture molto distanti dalla propria, in una vera missione di educazione alla bellezza, principio fondamentali in un mondo sempre più intorbidito dalla violenza e dalla discriminazione.

Il Gran Finale del 15 luglio 2026 vuole essere un momento in cui tutte le attività e le esperienze maturate durante la stagione 2025/2026 di Spazio Teatro No’hma convergono insieme: la musica, il teatro, l’Italia e il mondo, il contenitore e il contesto in cui si trova, il forte legame con il pubblico, maturato in 32 anni di attività teatrale, di cui 18 sotto la guida di Livia Pomodoro, donna di legge diventata donna di teatro.

Un giorno di festa collettiva a cui tutti sono invitati, per salutare una stagione di successi e inaugurarne una nuova, in attesa di scoprire quali mondi e quali talenti calcheranno il palco dello Spazio Teatro No’hma.

 

 

Gangbé Brass Band

La Gangbé Brass Band nasce in Benin nel 1994 e da allora si distingue per la vivace fusione di ritmi voodoo, afrobeat e jazz, con melodie coinvolgenti e ballabili.
Le loro melodie gioiose hanno conquistato il cuore del pubblico di tutto il mondo, portando la musica beninese sulla scena internazionale.
Il gruppo, scoperto da Fela Kuti, ha registrato il suo ultimo album “FROM OUIDAH TO ANOTHER WORLD” nel 2025, reinterpretando il repertorio emblematico delle brass band di New Orleans nel proprio stile.
Gangbé significa “suono del metallo” nella lingua fon del Benin meridionale. La loro musica è caratterizzata da una fusione tra percussioni tradizionali africane e sonorità jazz, una simbiosi tra le percussioni vudù beninesi e gli strumenti a fiato, come il sassofono, il trombone ecc. Influenzato dall’afrobeat e dalla musica di Fela Kuti, il gruppo coinvolge il pubblico con potenti ottoni, sostenuti dai ritmi dell’Africa occidentale. Il tutto è accompagnato da una performance scenica che unisce danza ed emozione.

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