| il PUNTO n. 1054 del 10 luglio 2026
di MARCO ZACCHERA
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Per scrivermi o contattarmi: marco.zacchera@libero.it Numeri arretrati sul mio sito www.marcozacchera.it
AVVISI AI LETTORI
MILLE PUNTI…FANNO UNA VITA. Al compimento del 1000° numero del Punto – giusto un anno fa – avevo promesso ai lettori che avrei raccolto in un libro gli articoli più interessanti. Un anno dopo il libro è quasi pronto, ma sta diventando molti di più che una rilettura di quanto apparso in 22 anni su queste colonne (ho recuperato anche il primo numero dell’agosto 2004!). Sarà quindi un volume ricco di fotografie, ricordi, interviste, articoli, reportage da tutte le parti del mondo raccontando non tanto la mia vita quanto la politica italiana e i suoi personaggi dagli anni ’70 ad oggi insieme ad una serie di approfondimenti di attualità su Trump, l’Italia e l’Europa, il clima e le guerre che non finiscono mai con tante esperienze africane, medio-orientali, dai congressi USA alla Cina del domani. Conto che interesserà tutti i lettori, l’uscita sarà ad ottobre, visto un…anniversario speciale! Il titolo provvisorio (ma aperto a suggerimenti ed idee): “Mille punti…fanno una vita”
PAUSA ESTIVA “Il Punto” non va mai in vacanza ma come ogni anno da luglio fino alla fine di settembre rallenta le sue uscite più o meno a ogni quindici giorni, anche per non disturbare troppo. Il prossimo numero sarà quindi in uscita – salvo avvenimenti eccezionali – intorno al 24 luglio. Buone vacanze a chi le fa!
L’ “ORDINE RESTRITTIVO” No, non avete capito. L’ “ordine restrittivo” invocato da Trump sul suo sito “Truth” non si riferisce alla Meloni ma a lui stesso, il presidente, quello che non perde occasione per svillaneggiare il prossimo. E’ lui che andrebbe rinchiuso per un adeguato soggiorno in psichiatria. Ha fatto bene Palazzo Chigi a non replicare perché il livello di indecenza presidenziale ha superato i limiti e tutte le persone normalmente intelligenti lo hanno capito. Stare zitti a questo punto ha significato superiorità politica, umana e morale. Trump probabilmente se è già dimenticato tutto, anche perché poche ore dopo aveva già cambiato argomento intervenendo far togliere la squalifica al centravanti USA, Balogun, dopo la sua espulsione contro la Bosnia, con la FIFA del compare di merende e di miliardi – il rivoltante e corrotto Gianni Infantino – che si è prontamente inchinata ai Suoi voleri creando un precedente e uno scandalo di dimensioni mondiali (mai si era vista la politica intervenire sui giudici sportivi ad un mondiale di calcio cancellando una doverosa squalifica per espulsione sul campo) facendo definitivamente cadere la ipocrita farsa dell’indipendenza sportiva che è invece in vendita, basta pagare. Meno male che poi il Belgio ha rifilato quattro pappine agli statunitensi che in campo non hanno avuto colpa per vanità del proprio leader, ma certo hanno perso una bella fetta di simpatia. Per Trump comunque la scorrettezza è cosa normale, negli affari come in politica o nello sport. E’ insomma il solito Trump, quello che sposta con la mano la sua pallina da golf finita nel bosco perché deve sempre vincere la partita e se per farlo si imbroglia, pazienza. Il problema è che Trump ha in mano la valigetta nucleare che potrebbe far saltare in aria il mondo, che si sente un invincibile Superman ed invece è solo un patetico narciso che andrà (finalmente) a casa il 20 gennaio 2029. Un tempo che ci sembra lontano ma non è poi così tanto anche perché qualche inciampo di salute gli può sempre accadere nel frattempo e soprattutto scopriremo come reagirà alla sconfitta cui sta condannando il partito repubblicano USA nel prossimo novembre. Se Trump si ritroverà senza maggioranza al Congresso vedremo come reagirà, perché uno può fare il gradasso finché vuole, ma se la barca affonda nell’ oceano annega anche il comandante. Oltretutto Trump non è solo nel far montare queste sciocchezze. Il fotogramma con la Meloni è evidentemente scelto con cura, tratto probabilmente da un video, ammesso che non sia semplicemente un falso creato ad hoc usando l’intelligenza artificiale, la parola spetta agli esperti. Visto che comunque un presidente USA non dovrebbe avere il tempo anche di scegliere foto avendo – si può pensare – di meglio da fare e evidente come dietro Trump abbia pure uno staff che gli procura le istantanee migliori e che poi lui usa sui social come un ragazzino. Anche perché, a ben guardare, la trasformazione di Giorgia Meloni da apprezzata leader mondiale “con una marcia in più” a una specie di infida poco di buono da parte di Trump è paradossale, visto che la “colpa” attribuitale è di non aver sostenuto con la NATO l’attacco USA all’Iran e di aver giustamente ribadito la correttezza italiana dei i trattati sull’uso delle basi aeree NATO in Italia. Un attacco all’ Iran che Sua Eccellenza non aveva neppure comunicato agli alleati, salvo poi suicidarsi in credibilità dovendo venire a patti proprio con i leader iraniani che da questa vicenda ne stanno uscendo al meglio e alla faccia di milioni di sudditi che non si possono ribellare, pena la forca. Sono quegli stessi iraniani che si erano illusi per le promesse di Trump a gennaio che non solo non si sono realizzate, ma che ha messo in piedi uno show sanguinoso senza un minimo di preparazione, intelligence, coordinamento. Lo stretto di Hormuz – che era libero al passaggio di tutti prima dell’iniziativa americana – è comunque per ora restato in mano iraniana con un regime uscito vincitore dal braccio di ferro con Washington e che potrà comunque condizionare il traffico e che – per permettere il passaggio alle petroliere – si vede in cambio riaprire l’accesso ai beni che gli erano stati bloccati. Una sconfitta totale per Trump, ridotto ora a mandare in giro fotografie. Piuttosto c’è aperto il problema dei rapporti della NATO con gli USA che vogliono comunque chiudere i rubinetti, ma guidati da un Trump che non è stato capace in un anno e mezzo di costringere “l’amico Putin” ad un qualche negoziato serio per chiudere il conflitto in Ucraina, un cancro di guerra grazie al quale però la stessa NATO sopravvive a sé stessa giustificando così in qualche modo l’imponente mole di miliardi che costa ai diversi paesi membri. Mentre scoppiettano ancora parole, promesse e boutade presidenziali – dalla Groenlandia a Cuba passando per il povero Venezuela – la politica americana si è trasformata in una farsa e chissà cosa ne penserebbero i Padri Fondatori che promossero la Costituzione americana giusto 250 anni fa. Quindi la Meloni faccia l’indifferente e non si abbassi a rispondere, così come non si risponde ai bambini a cui si toglie il pallone perché vogliono giocare da soli. Trump potrà appunto continuerà nel suo gioco, ma trovandosi sempre più solo. D’altronde non ha ancora capito che ogni leader occidentale oggi ha solo da guadagnare standogli lontano e non viceversa, per cui quell’ “ordine esecutivo” dovrebbe rivolgerlo prima di tutto a sé stesso.
PS Lo so che potrete prendermi in giro per aver scritto più volte due anni fa che Trump era il meno peggio come candidato presidente alle ultime elezioni presidenziali USA, ma credo che nessuno potesse in buona fede neppure immaginare allora questa sua deriva delirante.
FALSE E PATETICHE Va rispettato il dolore degli altri, ma vedere le donne velate di nero che si battono il petto, auto-flagellandosi e fanno finta di piangere per ore strappandosi le vesti durante gli interminabili funerali di Khamenei sono patetiche, ma anche false ed assurde. Intanto il regime non mostra neppure un video da cui risulti che il figlio della “guida suprema” (e a sua volta leader dello stato) sia ancora vivo, magari è morto da tre mesi e si fa finta di neppure saperlo. E’ questa la condizione della “libertà” in Iran: povera gente!
LIVELLI DEL LAGO Questa primavera fui uno dei pochi a sottolineare la serietà del nuovo accordo sul livello delle acque del Lago Maggiore che per qualcuno avrebbe “rovinato le spiagge” in estate avendo deciso di tenere alcuni centimetri più alto il livello in primavera come riserva idrica. La situazione climatica ha puntualmente confermato la mia tesi: oggi il lago scende di 4 cm. al giorno e in mezza settimana si è “bevuto” tutta la riserva primaverile. Ma nessuno, purtroppo, è mai “profeta in patria…”
BUONA SETTIMANA A TUTTI E BUONE FERIE A CHI LE FA Marco Zacchera
Numero scritto mercoledì 7 luglio 2026 |
il PUNTO n. 1054 del 10 luglio 2026 di MARCO ZACCHERA
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