«In questi giorni abbiamo assistito all’ennesima sfilata di dichiarazioni e interventi in difesa delle RSA e delle Case di Riposo della nostra regione. Belle parole, indubbiamente, alle quali però non è seguito un solo grammo di concretezza. Il settore sta affrontando una crisi quotidiana senza precedenti e il tempo delle promesse è scaduto: o la politica regionale assume decisioni rapide e coraggiose, o il sistema sociosanitario veneto andrà incontro a un tracollo inevitabile».
A lanciare l’allarme è Stefano Tabarelli, Segretario Regionale di UGL Salute Veneto, che interviene duramente sulla situazione di stallo in cui versano le strutture per anziani e non autosufficienti, schiacciate tra risorse insufficienti, una drammatica carenza di personale e una domanda di assistenza che cresce a ritmi vertiginosi.
«Non ci interessa la retorica del giorno dopo – incalza Tabarelli – ai lavoratori e alle famiglie servono soluzioni immediatamente attuabili. Come UGL Salute Veneto non ci limitiamo a protestare, ma sul tavolo della Regione poniamo cinque interventi prioritari e concreti per salvare il comparto»:
- 1. Azzeramento dell’IRAP: Cancellazione immediata dell’imposta per tutte le RSA, Case di Riposo e Comunità Alloggio, sia pubbliche che private. Una boccata d’ossigeno fondamentale per liberare risorse da reinvestire subito nei servizi e nella valorizzazione del personale.
- 2. Riforma delle IPAB in ASP: Trasformazione delle IPAB in Aziende Pubbliche di Servizi alla Persona, avviando un piano strategico di aggregazione per tutte quelle strutture al di sotto dei 120 posti letto, ottimizzando così efficienza e sostenibilità economica.
- 3. Centrale unica di acquisto presso Azienda Zero: Istituzione di un canale unico regionale per gli acquisti di materiale di consumo (pannoloni, ausili per l’igiene, beni essenziali) aperto a pubblico e privato, per abbattere i costi di gestione attraverso economie di scala.
- 4. Impegnative legate all’ISEE: Rimodulazione e assegnazione delle impegnative di residenzialità su base ISEE, per garantire criteri di reale equità sociale nell’accesso ai servizi assistenziali.
- 5. Più posti letto con il recupero dell’esistente: Incremento della capacità ricettiva del sistema favorendo il recupero, la riqualificazione e il riuso di strutture sanitarie oggi dismesse o sottoutilizzate sul territorio regionale.
«Queste cinque mosse rappresentano una mappa precisa per dare risposte immediate a un settore strategico per il Veneto e per garantire un’assistenza dignitosa ai nostri cittadini più fragili», conclude Tabarelli. «I margini di tolleranza sono azzerati, i bilanci delle strutture sono al collasso e i lavoratori sono stremati. La politica dimostri la propria responsabilità: basta parole, adesso servono i fatti».
Sanità Veneto, UGL Salute: “Ancora violenze sugli operatori. Sicurezza dei lavoratori fondamento della società civile”
Nei giorni scorsi un uomo armato di coltello è entrato al Pronto Soccorso di Cittadella danneggiando l’immobile e ferendo un autista soccorritore 118, un medico e gravemente un militare dell’Arma dei Carabinieri. “Siamo stanchi di dover commentare queste tragiche notizie con il timore che prima o poi ci scappi il morto” dichiara il segretario regionale della UGL Salute veneto Stefano Tabarelli. “Esprimiamo la nostra solidarietà agli operatori sanitari del pronto soccorso dell’ospedale di Cittadella vittime della feroce aggressione. “Sono stata inasprite le pene ed introdotto l’arresto in flagranza per chi commette violenza sugli operatori. Ora ci attendiamo uno sforzo anche a livello regionale con azioni preventive quali il piantonamento fisso, 24 ore su 24 ove non sia possibile la riapertura dei posti fissi di pubblica sicurezza. Si prenda come esempio la confinante Lombardia dove si stanno sperimentando i braccialetti antiaggressione”. Sull’argomento interviene anche Davide Bonapace, coordinatore regionale UGL Salute dell’emergenza urgenza del Veneto. “La salute e sorveglianza nei luoghi di lavoro rappresenta uno dei capisaldi dell’ordinamento italiano. Non solo un fondamento della società civile, etico e di legalità. Le aggressioni ai sanitari rappresentano l’offesa al bene comune quale è il personale sanitario e di ordine pubblico. Come si può pensare di curare il prossimo se non si pongono in sicurezza coloro che devono occuparsi dell’assistenza dei cittadini?”.











