Cristina Zaccanti e Carlo Bravi in merito alle recenti vicende giudiziarie riguardanti Mario Adinolfi.
Noi, Cristina Zaccanti e Carlo Bravi, già referenti regionale e provinciale del Popolo della Famiglia (PdF) in Piemonte ed a Torino, in naturale e dolorosa continuità con quanto da noi formalmente espresso e richiesto nel comunicato dello scorso 11 aprile 2026, non possiamo oggi esimerci dal prendere una posizione chiara ed esplicita di fronte ai drammatici sviluppi che hanno colpito i vertici nazionali del nostro movimento.
La notizia del provvedimento di arresto ai domiciliari nei confronti di Mario Adinolfi (fondatore e Presidente in carica del Popolo della Famiglia [PdF]), avvenuta lo scorso 8 luglio 2026 a seguito di gravi accuse quali truffa aggravata e continuata, appropriazione indebita, abusivismo finanziario ed evasione fiscale, ci riempie di profonda amarezza e sconcerto. Le indagini confermano purtroppo lo scenario che avevamo tentato di scongiurare: un sistema di raccolta del risparmiolegato alla cosiddetta “Scommessa collettiva” che, nell’ultimo decennio, ha drenato circa 5 milioni di euro – stando a quanto la stampa riferisce – dalle tasche di decine di persone, in gran parte militanti e simpatizzanti in buona fede, che al nostro progetto politico avevano affidato non solo i propri ideali, ma anche i propri risparmi di una vita.
Già tre mesi fa avevamo sollevato con forza il problema, chiedendo pubblicamente allo stesso Adinolfi un riscontro documentato e trasparente sui tempi e le modalità di restituzione di quelle somme. Sentivamo l’obbligo morale di tutelare la credibilità della nostra comunità. Oggi assistiamo a un epilogo triste e doloroso, che ferisce profondamente famiglie e militanti che in Piemonte e in tutta Italia si sono sacrificati per anni.
Il nostro pensiero e la nostra totale solidarietà vanno in questo momento alle tante vittime di questa vicenda che attendono la restituzione del proprio denaro e che vedono compromessi i propri progetti di vita; come pure alle figlie dello stesso Adinolfi, che nelle vicende in corso si trovano senza colpa a vivere una situazione così dolorosa. A tutti costoro assicuriamo che l’impegno profuso sul territorio piemontese rimarrà saldamente ancorato alla Dottrina Sociale Cristiana ed in particolare ai valori della Vita, della Famiglia e della Libertà educativa; ma anche – non meno importante – ai principi di trasparenza e legalità, respingendo qualunque commistione tra le battaglie valoriali e gli interessi finanziari personali di singoli dirigenti.
In fede e per dovere.
Torino, 10 luglio 2026
Cristina Zaccanti
Popolo della Famiglia Piemonte
Carlo Bravi
Popolo della Famiglia Torino











