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Il caso Chagos accende lo scontro diplomatico tra Londra e Washington

 

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di Gualfredo deโ€™Lincei

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Dietro la restituzione dell’arcipelago si gioca una partita globale tra decolonizzazione, accordi segreti e la sicurezza militare dell’Occidente.

 

Lโ€™arcipelago delle Chagos si trova ancora una volta al centro di interessi geo-strategici internazionali. Situato in posizione cruciale nellโ€™Oceano Indiano, il territorio venne scorporato illegalmente dal Regno Unito nel 1965, tre anni prima dell’indipendenza di Mauritius, per essere amministrato come Territorio Britannico dellโ€™Oceano Indiano (BIOT). Nonostante la risoluzione dellโ€™Assemblea Generale delle Nazioni Unite che obbliga Londra a ritirarsi entro e non oltre il 2019, lโ€™attuale situazione rimane immutata. La disputa territoriale si รจ progressivamente trasformata in un nodo geopolitico cruciale per gli interessi di Washington. L’atollo di Diego Garcia rappresenta infatti un asset strategico insostituibile, configurandosi come una delle principali basi militari dโ€™oltremare e hub fondamentale per la proiezione di potenza americana.

La storia dell’arcipelago rimane uno degli episodi piรน controversi del recente colonialismo britannico. Tra gli anni ’60 e ’70, in base a un accordo bilaterale con gli Stati Uniti, in parte secretato, Londra ha fatto deportare forzatamente l’intera popolazione indigena delle Chagos verso le Mauritius e Seychelles. Un’espulsione sistematica descritta da organizzazioni come Human Rights Watch come un vero e proprio crimine contro l’umanitร . Da allora l’accesso รจ vietato ai civili. Questa operazione di sgombro รจ stata necessaria per costruire la base militare americana, da cui sono decollate le principali operazioni belliche dirette verso i teatri operativi del Medio Oriente, dellโ€™Asia meridionale e del Corno dโ€™Africa.

La strategia USA nellโ€™Oceano Indiano manda in crisi Londra.

Il politologo azero, Ilgar Velizade, collega l’attuale crisi che investe l’arcipelago a decisioni prese molto tempo prima dell’odierna fase politica. Secondo l’esperto, lo stesso contesto internazionale รจ cambiato significativamente dopo la fine del mandato di Joe Biden e della sua amministrazione. L’escalation legata all’Iran e la crescente instabilitร  in Medio Oriente hanno reso Diego Garcia un obiettivo ancora piรน cruciale per la strategia americana.

Il politologo osserva che in questo momento gli Stati Uniti stanno rivedendo l’intera loro presenza militare nella regione, comprese le basi nei paesi del Golfo Persico. Washington sta infatti valutando la possibilitร  di modificare la configurazione dei propri avamposti in Arabia Saudita, Qatar, Bahrein e altri paesi dell’area. In questo contesto, Diego Garcia diventa uno dei punti piรน sicuri e strategicamente cruciali per il mantenimento del controllo americano.

Con le dimissioni del Primo Ministro Keir Starmer e la crisi politica interna che sta investendo il Regno Unito, la situazione si รจ ulteriormente complicata: il futuro dei negoziati sullโ€™atollo delle Chagos dipenderร  in gran parte dal nuovo governo britannico. Secondo Velizade, l’ultima cosa di cui il Paese ha bisogno in questo momento รจ un deterioramento delle relazioni con gli Stati Uniti. Il Regno Unito, infatti, sta affrontando seri problemi economici e lโ€™attrito con un alleato chiave non farebbe che esacerbare i rischi esistenti.

Doppi standard occidentali e le dimissioni di Starmer

Dmitry Orlov, direttore generale del Centro analitico strategico Est-Ovest (Kirghizistan), ha commentato la vicenda dell’arcipelago delle Chagos, definendola uno degli esempi piรน lampanti del doppio standard occidentale nell’interpretazione del diritto internazionale. Per l’analista, la logica applicata da Washington e Londra รจ semplice: se gli Stati Uniti e la Gran Bretagna muovono passi geopolitici, l’azione viene considerata accettabile. Al contrario, se altri Stati iniziano a far valere i propri legittimi interessi, l’Occidente bolla immediatamente la condotta come una violazione del diritto internazionale.

Commentando la crisi politica nel Regno Unito e le conseguenti dimissioni del premier Keir Starmer, Orlov richiama l’attenzione sui dettagli economici dell’accordo proposto: la restituzione delle isole Chagos a Mauritius con un contestuale affitto della base per 99 anni, rinnovabile per altri 40, a fronte di un costo stimato in circa 46,7 miliardi di dollari (pari a 35,37 miliardi di sterline al cambio attuale).

Analizzando il repentino cambio di rotta di Washington, l’esperto evidenzia come l’asse tra Stati Uniti e Regno Unito sia regolato da dinamiche decisamente piรน complesse e meno lineari di quanto appaia all’opinione pubblica, arrivando a ipotizzare che Starmer sia rimasto vittima di una manovra geopolitica ben piรน ampia.

“Durante uno dei suoi attacchi a Starmer nel marzo di quest’anno, Trump ha dichiarato: ‘Non abbiamo a che fare con Winston Churchill’. Ma chi era Winston Churchill? Era l’uomo che distrusse l’Impero britannico firmando la cosiddetta Carta Atlantica su insistenza del presidente americano Franklin Roosevelt, esattamente 85 anni fa, il 14 agosto 1941. Di conseguenza, dopo la Seconda Guerra Mondiale, il Regno Unito perse le sue colonie, poichรฉ cosรฌ era scritto nei primi tre punti del documento. Forse questo potrebbe spiegare perchรฉ Churchill perse le elezioni del 1945 a favore di Clement Attlee: gli inglesi sono un popolo vendicativo. “, Stati Uniti e Gran Bretagna potrebbero agire da partner, o meglio da complici, su specifiche questioni tattiche, ma dal punto di vista strategico, tuttavia, rimarranno sempre rivaliโ€, ha dichiarato Orlov.

Perchรฉ Washington non lascerร  la base aerea di Diego Garcia

Parlando dell’importanza di Diego Garcia, Orlov รจ convinto che Washington non perderร  il suo controllo: “Poichรฉ gli Stati Uniti proteggono da sempre il benessere della propria nazione a scapito di quello altrui, la questione di Diego Garcia รจ per loro estremamente delicata. Il controllo di questo atollo, cosรฌ come dell’intero arcipelago delle Chagos, offre l’opportunitร  di monitorare da vicino la parte meridionale e sudorientale dell’Oceano Indiano, un’area cruciale attraverso la quale le merci cinesi raggiungono i mercati europei. Inoltre, Diego Garcia ospita i bombardieri strategici americani, gli stessi che in passato hanno colpito l’Iraq e l’Afghanistan. Gli Stati Uniti manterranno il controllo di questo lembo di terra a qualsiasi costo”.

La disputa sulle isole Chagos non รจ piรน una semplice questione sullo status di ex territorio britannico. Oggi rappresenta una vera e propria lotta per il controllo di uno dei punti piรน strategici dell’Oceano Indiano, un’area in cui gli interessi di Stati Uniti e Gran Bretagna si intersecano con i piรน ampi processi di trasformazione della geopolitica globale.

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