L’intervista esclusiva, Antonello De Pierro a tutto campo tra cinema, politica e gogna mediatica
Il presidente dell’Italia dei Diritti-De Pierro, intercettato a Piazza Vittorio in occasione dell’anteprima nazionale di “Election Day”, analizza con la consueta luciditร e fermezza le piaghe della societร digitale, l’ipocrisia dei palazzi romani e il valore civile della settima arte tricolore nella sua storica “crociata” contro l’egemonia hollywoodiana
Roma,ย 11, luglio 2026 โ A margine della convulsa e partecipatissima anteprima nazionale del film Election Day, svoltasi nella splendida e multietnica cornice dell’arena dell’Esquilino per la XXVI edizione di โNotti di Cinema a Piazza Vittorioโ, abbiamo incontrato il giornalista Antonello De Pierro. Il presidente del movimento Italia dei Diritti-De Pierro, giunto all’evento accompagnato da Maria Lanzo, vice responsabile per Pomezia del movimento, si รจ concesso a una lunga e sferzante conversazione. Con il suo stile inconfondibile, un mix perfetto di rigore etico, acume politico e passione artistica, De Pierro ha tracciato una linea di demarcazione netta tra il cinema che serve al Paese e le derive morali che rischiano di affossarlo.
Presidente De Pierro, la sua presenza a Piazza Vittorio, accompagnato dai vertici territoriali dell’Italia dei Diritti-De Pierro, conferma il suo legame indissolubile con gli eventi culturali della Capitale. Cosa lโha spinta a presenziare all’anteprima dell’opera di Giorgio Amato?
ยซLa mia presenza, e quella della delegazione dell’Italia dei Diritti che mi ha accompagnato, non รจ un semplice atto di cortesia istituzionale o, peggio ancora, un passaggio mondano sui red carpet capitolini, pratiche dalle quali mi distanzio da sempre con fermezza. Presenziare a eventi di questa portata รจ un preciso dovere civile, un atto di militanza intellettuale. Sostenere il cinema italiano, specialmente quando si tratta di opere coraggiose e indipendenti come quella di Giorgio Amato, significa difendere l’identitร profonda del nostro paese. Viviamo in un’epoca di preoccupante desertificazione culturale, e l’arena dell’Esquilino, con il suo pubblico caloroso, rappresenta una trincea di resistenza che va presidiata. Quando il cinema sposa l’impegno sociale, io ci sono e ci sarรฒ sempre, perchรฉ la cultura รจ il primo pilastro su cui rifondare i diritti dei cittadiniยป.
Lei รจ storicamente ricordato nel mondo dell’emittenza radiotelevisiva per la sua direzione di Radio Roma, durante la quale ha condotto una vera e propria “crociata” a favore del cinema nostrano. Questa serata rappresenta in qualche modo la prosecuzione di quella battaglia?
ยซAssolutamente sรฌ, non ho mai indietreggiato di un millimetro rispetto a quelle posizioni. Ai tempi della mia direzione a Radio Roma imposi una linea editoriale chiarissima: dare spazio, voce e dignitร al cinema Made in Italy, ai nostri registi, ai nostri attori e a tutte le eccezionali maestranze che il mondo ci invidia. La definimmo, non a torto, una crociata contro l’invasione massiccia, totalizzante e colonizzatrice del cinema d’oltreoceano. Hollywood ha colonizzato le menti e i palinsesti, imponendo spesso modelli culturali estranei alla nostra storia e fagocitando i canali di distribuzione a scapito delle produzioni nostrane. Vedere stasera un’arena piena per un film italiano, distribuito da Medusa e prodotto da Sunshine in collaborazione con Prime Video, dimostra che la nostra battaglia era giusta. Dobbiamo riappropriarci le nostre storie. Il cinema italiano ha una funzione terapeutica e pedagogica per la societร che i blockbuster americani non potranno mai avereยป.
Veniamo al film Election Day. La pellicola scarnifica in maniera spietata il meccanismo della gogna mediatica e della superficialitร dei social network. Da giornalista che conosce bene i meccanismi della comunicazione, come giudica lโaffresco dipinto dal regista?
ยซGiorgio Amato ha inferto un fendente micidiale al perbenismo imperante. Il film, attraverso il meccanismo della commedia dal ritmo serrato, mette a nudo una veritร drammatica: viviamo nell’era del giudizio istantaneo. Oggi basta una manciata di secondi, un video decontestualizzato o un tweet impulsivo per distruggere la reputazione di un individuo, trasformandolo in un bersaglio o, per contro, in un eroe effimero. Il dibattito pubblico รจ stato sostituito da un tribunale inquisitorio digitale permanente, dove non esiste il diritto alla difesa, non esiste la presunzione di innocenza e dove la complessitร umana viene ridotta a un algoritmo. La vicenda della deputata Renata Innocenti, interpretata da una straordinaria Angela Finocchiaro, รจ lo specchio esatto di questa fragilitร . La gogna social non cerca la veritร , cerca il sangue mediatico. E questo, per chi come me difende i diritti e la dignitร umana, รจ un abominio che va denunciato con forzaยป.
Il motore immobile del dramma nel film รจ l’insulto razzista rivolto dal compagno della protagonista, il giornalista Carlo De Santis, interpretato da Antonio Gerardi, a un calciatore di origini africane durante una diretta TV. Una dinamica che fa esplodere l’ipocrisia politica. Qual รจ la sua lettura di questo cortocircuito?
ยซร il cuore pulsante della pellicola, il momento in cui crolla il velo di Maya. La Innocenti professa un’Italia inclusiva, uno slogan politico che recita di “non lasciare indietro nessuno”, ma il fango le esplode in casa, generato dall’uomo che condivide con lei la quotidianitร . La battuta del trailer che risuona sullo schermo รจ emblematica della disperazione e della rabbia del personaggio: โMa tu hai la minima idea della valanga di merda che mi hai buttato addosso il giorno delle elezioni?โ. Qui emerge l’ipocrisia di certa politica contemporanea. Troppo spesso i valori etici e morali, persino quelli sacrosanti riconosciuti dalla nostra Costituzione, vengono ridotti a mera propaganda elettorale, sia da destra che da sinistra. Si professano grandi ideali in pubblico, ma poi manca la struttura morale nel privato. Il film smaschera questa schizofrenia con una precisione chirurgicaยป.
Nelle note di regia, Giorgio Amato lancia un severo j’accuse contro l’escalation d’odio, la xenofobia e il ritorno di spettri quali il fascismo, il nazismo e il sovranismo becero, accusando la politica di speculare su queste paure. Si sente di sottoscrivere queste parole?
ยซLe sottoscrivo parola per parola, senza riserve. Da anni, come osservatore politico e come leader del nostro movimento, denuncio una preoccupante involuzione sociale. Assistiamo a un aumento esponenziale della violenza verbale sui social media, che poi inevitabilmente si traduce in episodi di intolleranza e discriminazione nelle strade delle nostre cittร . Questa deriva xenofoba e il riemergere di rigurgiti nazionalisti e neofascisti sono i sintomi di una crisi profonda, economica ma soprattutto valoriale. La colpa piรน grave, come giustamente evidenzia Amato, รจ di quella politica parassitaria che, anzichรฉ ergersi a baluardo della Costituzione e utilizzare un linguaggio univoco contro l’odio, preferisce cavalcare i bassi istinti della pancia del Paese per racimolare qualche voto in piรน. Speculare a prescindere sulla pelle delle minoranze e dei migranti per fini elettorali รจ un atto di sciacallaggio politico inaccettabile. Chiedere una giustizia certa per ogni crimine al di lร di chi l’abbia commesso รจ un diritto/dovere sacrosanto a cui la politica riesce sempre meno a rispondere. Chiedere che un immigrato, se vuole vivere sul suolo italiano, rispetti le nostre leggi, altrimenti non รจ il benvenuto e deve essere perseguito duramente, รจ un diritto per i cittadini e un dovere per la politica, che spesso non riesce a soddisfare questo concetto elementare e preferisce speculare a prescindere per mascherare la propria incapacitร . Questo non lo chiedono solo gli italiani, ma anche gli stranieri integrati e rispettosi del nostro ordinamento.ย Ciรฒ รจ una tutela anche per questi ultimi, che al contrario di chi viene a delinquere รจ il benvenuto.ย Ma c’รจ chi ha costruito la soliditร del suo scranno elettorale sulla propaganda razzista, senza che abbia alcuna capacitร di affrontare un problema, la cui risoluzione รจ molto ardua, se non impossibile. Ma la pancia e l’ignoranza di alcuni italiani รจ permeabile a qualsiasi proclama, anche il piรน illogico. Purtroppo l’humus subculturale in cui affogano alcune mangiatoie elettorali รจ il vero problema del nostro paeseยป.
Nonostante i temi pesantissimi, il film resta una commedia che ha saputo strappare sorrisi alla platea, guidata da un grande Giorgio Tirabassi che ha fatto gli onori di casa all’Esquilino insieme al resto del cast, con tanti ospiti come Adriana Russo, Maria Monsรจ, Salvatore Marino, Alex Partexano, Metis Di Meo e Conny Caracciolo. Crede che la satira e l’ironia siano ancora armi efficaci?
ยซSono le armi piรน affilate che abbiamo. Il cinema ha il dovere sacro di fare la sua parte, e farlo attraverso la commedia leggera รจ forse la via piรน complessa ma efficace. Il sorriso terapeutico permette di veicolare messaggi di una complessitร inaudita, costringendo lo spettatore a guardarsi allo specchio senza i filtri della retorica. Stasera, nonostante l’assenza della Finocchiaro, il cast presente, capitanato da un immenso e generoso Giorgio Tirabassi, ha dimostrato una sintonia straordinaria. Vedere amici come Adriana Russo, magnificamente accompagnata da un professionista della comunicazione del calibro di Francesco Caruso Litrico, o Metis Di Meo, Salvatore Marino, Alex Partexano, Maria Monsรจ e Conny Caracciolo riuniti per questa causa, รจ la prova che l’arte autentica sa ancora fare aggregazione intorno ai valori veri. Il film si chiude con una certezza: l’amore e la solidarietร restano gli unici motori capaci di sconfiggere gli ostacoli del cinismo contemporaneo. Questo รจ il messaggio che mi porto dietro da questa splendida notte a Piazza Vittorio, ed รจ il messaggio che la politica italiana dovrebbe finalmente fare proprioยป.
(Foto di Giancarlo Fiori)











