Medici senza ferie, i legali C&P: «Alla fine della carriera possono valere migliaia di euro»
La carenza di personale costringe molti camici bianchi a rinviare il riposo.
Il contenzioso sulle ferie non godute cresce: 2.200 pronunce nel primo semestre 2026 e focus della Corte dei conti sui bilanci sanitari.
Nel solo 2026 C&P ha ottenuto 400 mila euro per i propri assistiti attraverso conciliazioni, oltre 1 milione dall’avvio dell’attività
Milano, 11 luglio 2026 – Un medico ospedaliero su cinque è costretto a rinunciare o a rinviare le ferie per la cronica carenza di personale. È il quadro che emerge dalle recenti denunce delle organizzazioni sindacali, che descrivono un’estate ancora una volta caratterizzata da organici insufficienti e difficoltà nel garantire il diritto al riposo.
Ma cosa succede alle ferie che non vengono mai godute?
Secondo Consulcesi & Partners, quando il mancato utilizzo delle ferie dipende da esigenze organizzative dell’amministrazione e non dalla libera scelta del lavoratore, quelle giornate non si estinguono automaticamente. Alla cessazione del rapporto di lavoro possono infatti trasformarsi in un diritto alla monetizzazione, come confermato da un orientamento ormai consolidato della giurisprudenza nazionale ed europea.
Un fenomeno in forte crescita
L’interesse crescente verso questo tema trova conferma anche nei numeri del contenzioso. Le elaborazioni di Consulcesi & Partners (C&P) indicano che nel primo semestre 2026 sono state censite circa 2.200 pronunce in materia di ferie non godute nel pubblico impiego, contro le oltre 600 dello stesso periodo del 2025, con un tasso di accoglimento dei ricorsi intorno al 98%.
Sul piano economico, le decisioni già pubblicate hanno comportato il riconoscimento di circa 14,5 milioni di euro tra indennizzi e spese legali. La proiezione a fine anno supera i 28 milioni di euro, senza considerare le numerose controversie definite attraverso accordi transattivi, che non confluiscono nelle statistiche ufficiali.
Nel solo primo semestre 2026 il network di Consulcesi & Partners ha ottenuto per i propri assistiti circa 400 mila euro attraverso conciliazioni, mentre dall’avvio dell’attività il valore complessivo riconosciuto ai clienti ha superato 1 milione di euro.
Anche la Corte dei conti accende i riflettori
La crescente rilevanza del fenomeno emerge anche dal nuovo Questionario sul bilancio 2025 degli enti del Servizio sanitario nazionale predisposto dalla Corte dei conti.
Per la prima volta viene dedicata particolare attenzione alla gestione delle ferie residue, chiedendo alle aziende sanitarie di verificare le posizioni con ferie accumulate oltre i 18 mesi, gli obblighi contributivi, la corretta contabilizzazione del fondo ferie e le misure adottate per contenere il fenomeno.
Un segnale che dimostra come le ferie non godute rappresentino oggi non solo una questione di tutela dei lavoratori, ma anche un tema di corretta gestione amministrativa e di equilibrio dei bilanci pubblici.
Serve consapevolezza prima della pensione
«Ogni estate si torna a parlare di ferie negate per carenza di personale», osserva Bruno Borin, responsabile del team legale di Consulcesi & Partners. «Quello che spesso sfugge è che quelle giornate di riposo possono assumere anche un valore economico quando il rapporto di lavoro termina. Per questo è fondamentale che medici e dipendenti pubblici conoscano i propri diritti e verifichino la propria posizione prima di andare in pensione o lasciare l’amministrazione».
Webinar gratuito il 16 luglio
Per approfondire i requisiti richiesti dalla giurisprudenza, le più recenti sentenze e le modalità di tutela dei lavoratori pubblici, Consulcesi & Partners organizza il 16 luglio un webinar gratuito con gli avvocati Marco Tortorella e Francesco Del Rio, moderato dal giornalista Ciro Imperato.
L’incontro offrirà un aggiornamento sulle ultime pronunce, sull’onere della prova in capo alle amministrazioni e sulle condizioni che consentono di ottenere la monetizzazione delle ferie non godute alla cessazione del rapporto di lavoro.











