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Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) guarda con particolare interesse al Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO) 2026-2028 del Ministero dell’Istruzione e del Merito, riconoscendone il valore quale principale strumento di pianificazione strategica integrata introdotto nell’ordinamento dall’articolo 6 del decreto-legge 9 giugno 2021, n. 80, convertito dalla legge 6 agosto 2021, n. 113, nell’ambito delle riforme della Pubblica Amministrazione funzionali all’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Il PIAO, disciplinato dal D.P.R. 24 giugno 2022, n. 81, che ha razionalizzato e unificato i principali documenti programmatori delle amministrazioni pubbliche, e dal D.M. 30 giugno 2022, n. 132, che ne definisce struttura e contenuti, rappresenta oggi uno degli strumenti più innovativi del processo di modernizzazione amministrativa. Esso supera una concezione frammentata della programmazione, integrando in un unico quadro sistemico la pianificazione strategica, la gestione della performance, la programmazione del fabbisogno di personale, la formazione del capitale umano, la prevenzione della corruzione, la trasparenza amministrativa, la transizione digitale e la semplificazione organizzativa.

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L’impostazione del PIAO 2026-2028 del Ministero dell’Istruzione e del Merito appare coerente con le più recenti Linee guida del Dipartimento della Funzione Pubblica (2025), che individuano nel Valore pubblico il paradigma di riferimento dell’intera azione amministrativa. Tale concetto, ormai centrale nella dottrina e nella normativa sulla performance pubblica, non coincide con il semplice miglioramento dell’efficienza organizzativa né con il raggiungimento degli obiettivi gestionali, ma identifica la capacità dell’amministrazione di produrre benefici concreti, misurabili e sostenibili per cittadini, comunità e territori, attraverso l’impiego efficace, economico e responsabile delle risorse pubbliche.

In questa prospettiva assume particolare rilievo la scelta del Ministero di considerare il Sistema nazionale di istruzione una filiera amministrativa unitaria nella quale Amministrazione centrale, Uffici scolastici regionali e istituzioni scolastiche autonome concorrono, secondo il principio di leale collaborazione istituzionale, alla realizzazione degli obiettivi strategici definiti nell’Atto di indirizzo politico-amministrativo per il 2026.

Il CNDDU valuta positivamente questa impostazione, poiché riconosce alle autonomie scolastiche una funzione non meramente esecutiva ma autenticamente progettuale nella costruzione del Valore pubblico. Le scuole non sono semplici articolazioni periferiche dell’Amministrazione, bensì organizzazioni complesse chiamate a interpretare i bisogni educativi delle comunità territoriali, promuovendo qualità dell’offerta formativa, innovazione metodologica, inclusione, orientamento e sviluppo delle competenze necessarie ad affrontare le profonde trasformazioni della società contemporanea.

Il triennio 2026-2028 rappresenta inoltre una fase di particolare rilevanza istituzionale. Con il completamento delle riforme strutturali previste dal PNRR, il sistema scolastico entra in una stagione nella quale la sfida principale non sarà più l’attuazione degli interventi finanziati, bensì la loro istituzionalizzazione, la valutazione degli effetti prodotti e la sostenibilità delle innovazioni introdotte. È proprio in questa fase che la qualità della governance amministrativa diviene fattore determinante per evitare che gli investimenti straordinari si traducano in risultati temporanei o privi di consolidamento organizzativo.

In tale contesto il CNDDU ritiene opportuno evidenziare alcuni profili suscettibili di ulteriore sviluppo.

La misurazione del Valore pubblico dovrebbe evolvere verso modelli valutativi maggiormente capaci di cogliere gli effetti sistemici delle politiche educative. Accanto agli indicatori tradizionali di efficienza, efficacia ed economicità, appare necessario sviluppare strumenti di valutazione che consentano di misurare la qualità complessiva del servizio scolastico attraverso parametri relativi al benessere organizzativo, alla riduzione dei divari territoriali, all’efficacia delle politiche di orientamento, alla continuità didattica, alla partecipazione delle famiglie, al successo formativo e alla capacità delle scuole di costruire reti educative con gli enti locali, il terzo settore, le università e il mondo produttivo.

Parimenti, la crescente centralità della trasformazione digitale e dell’intelligenza artificiale richiede che l’innovazione tecnologica sia accompagnata da un robusto investimento sulle competenze professionali del personale scolastico. Nessuna innovazione organizzativa può produrre effetti duraturi senza una contestuale crescita del capitale umano, che costituisce il principale fattore strategico dell’intero sistema nazionale di istruzione.

Il Coordinamento ritiene altresì indispensabile che il processo di semplificazione amministrativa prosegua con maggiore incisività. L’autonomia scolastica, sancita dal D.P.R. 275/1999, potrà esprimere pienamente le proprie potenzialità soltanto se accompagnata da una progressiva riduzione degli adempimenti burocratici che continuano a sottrarre tempo e risorse alle attività di progettazione educativa, innovazione didattica e ricerca metodologica.

In tale prospettiva, il CNDDU sottopone all’attenzione del Ministro Giuseppe Valditara alcune proposte operative.

Si ritiene prioritario istituire un Sistema nazionale permanente di monitoraggio della qualità educativa, capace di integrare gli indicatori amministrativi con indicatori di impatto sociale ed educativo, superando una concezione della performance limitata ai soli aspetti quantitativi.

Appare altresì strategico promuovere un Osservatorio nazionale sulle innovazioni organizzative delle istituzioni scolastiche, finalizzato a raccogliere, validare e diffondere le migliori pratiche sviluppate autonomamente dalle scuole, favorendo processi di apprendimento organizzativo e di miglioramento continuo dell’intero sistema.

Il CNDDU auspica inoltre un rafforzamento della governance partecipativa, prevedendo forme strutturate di consultazione delle comunità scolastiche nella definizione delle priorità strategiche nazionali. La qualità delle politiche pubbliche aumenta infatti quando i processi decisionali sono sostenuti da un confronto stabile con dirigenti scolastici, docenti, studenti, famiglie e rappresentanze del territorio.

Infine, appare necessario consolidare gli investimenti nella formazione in servizio del personale, trasformandola in uno strumento permanente di sviluppo professionale collegato ai processi di innovazione organizzativa, digitale e metodologica delineati dal PIAO. Le amministrazioni ad alta intensità di conoscenza, quale è il sistema scolastico, producono Valore pubblico nella misura in cui investono stabilmente sulle competenze delle persone che vi operano.

Il PIAO rappresenta oggi molto più di un documento programmatorio. Esso costituisce il paradigma attraverso il quale la Pubblica Amministrazione è chiamata a ripensare sé stessa secondo i principi della governance, della responsabilità istituzionale, della trasparenza e della valutazione degli impatti. Nel settore dell’istruzione ciò assume un significato ancora più profondo, poiché la qualità dell’azione amministrativa incide direttamente sulla qualità dei processi educativi e, conseguentemente, sullo sviluppo culturale, sociale ed economico del Paese.

La scuola italiana ha oggi l’opportunità di dimostrare che il Valore pubblico non nasce esclusivamente dall’efficienza amministrativa, ma dalla capacità delle istituzioni di generare fiducia, rafforzare la professionalità del personale, sostenere un’autonomia scolastica realmente responsabile e costruire un sistema educativo capace di interpretare i bisogni di una società in continua trasformazione.

In questa prospettiva, il PIAO dovrà progressivamente evolvere da strumento di pianificazione amministrativa a laboratorio permanente di innovazione istituzionale, nel quale ogni scelta organizzativa sia valutata non soltanto per i risultati prodotti all’interno dell’Amministrazione, ma soprattutto per il miglioramento concreto che determina nella qualità dell’istruzione, nella crescita culturale delle nuove generazioni e nella capacità della scuola di contribuire allo sviluppo democratico, sociale ed economico del Paese. Solo una governance capace di coniugare programmazione strategica, autonomia responsabile, innovazione e partecipazione potrà rendere il sistema nazionale di istruzione un autentico motore di sviluppo e di coesione sociale.

Prof. Romano Pesavento

Presidente CNDDU

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