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Vito Mancuso si è dimenticato di Gesù              Il teologo su La Stampa del 28 luglio:

“Per questo desidero chiarire il punto essenziale con questa frase in cui mi rispecchio totalmente: «Una guerra di aggressione è intrinsecamente immorale. Nel tragico caso in cui essa si scateni, i responsabili di uno Stato aggredito hanno il diritto e il dovere di organizzare la difesa, anche usando la forza delle armi». È il n. 500 del “Compendio della dottrina sociale della Chiesa” a cura del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace. Lo stesso sostengono il Catechismo (artt. 2265 e 2310) e soprattutto la tradizione della teologia morale, da Agostino a Tommaso fino al Vaticano II, secondo cui le Forze armate, quando difendono la libertà e la sicurezza dei popoli, «concorrono al mantenimento della pace»

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Visto? Il cristiano teologo cita la Dottrina sociale della Chiesa,  cita (ma guarda un po’) il Catechismo, cita Agostino e via di seguito,  e si dimentica del suo Gesù. Come mai? Forse “La Stampa” non avrebbe gradito? Il Vangelo era imbarazzante in questo caso?

Ad ogni modo, discorsi a favore delle armi, della guerra, della violenza, suonano davvero strane se a pronunciarle sono persone che si definiscono cristiane.

La difesa armata non è evangelica. Questo non significa che non si debba reagire all’ingiustizia e all’aggressione, ma è contro il vangelo difendersi ferendo e uccidendo. Non avrebbero senso, altrimenti, le seguenti parole di Gesù: “Ma a voi che ascoltate, io dico: Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi maltrattano. A chi ti percuote sulla guancia, porgi anche l’altra; a chi ti leva il mantello, non rifiutare la tunica (Lc 6, 27 – 29). Osserva giustamente Maurizio Burcini, consigliere nazionale di Pax Christi: “Con questo non intendo giudicare chi si trovasse costretto ad agire violentemente per difendere, ad esempio, il figlioletto aggredito: anch’io, che disquisisco e teorizzo di nonviolenza, potrei molto facilmente agire allo stesso modo”. Giudicabile, condannabile è la difesa armata preparata, organizzata, al fine preciso di uccidere l’ingiusto aggressore. Questi, pur essendo colpevole, non perde il diritto alla vita. La distinzione tra innocente, che ha diritto alla vita, e nocente (autore attuale o potenziale di gravi delitti), che tale diritto ha perso, non è evangelica.

Ma questo non è un problema che si pone in questo periodo, giacché il nostro paese non deve difendersi da nessuno. La minaccia russa è solo una spudorata menzogna di guerrafondai senza scrupoli.

 

Renato Pierri

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