Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime piena condivisione dell’intervento del Garante dei diritti delle persone con disabilità del Comune di Grosseto, Diego Montani, che richiama l’attenzione delle istituzioni sulla necessità di assicurare continuità ai percorsi educativi e di inclusione durante il periodo estivo.
Le criticità segnalate da numerose famiglie del territorio grossetano, ancora in attesa, a fine luglio, di risposte certe sulla possibilità di garantire ai propri figli il necessario supporto educativo nei centri estivi, sollevano una questione che non può essere ricondotta esclusivamente all’organizzazione dei servizi. Esse richiamano, piuttosto, il dovere delle istituzioni di rendere effettivi diritti che l’ordinamento riconosce come fondamentali e che non possono subire limitazioni legate al calendario o alla disponibilità contingente delle risorse.
Il quadro normativo è chiaro. L’articolo 3 della Costituzione affida alla Repubblica il compito di rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona e la sua effettiva partecipazione alla vita sociale. La Legge n. 104/1992 tutela il diritto all’inclusione delle persone con disabilità; la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, ratificata dall’Italia con la Legge n. 18/2009, riconosce il diritto alla piena partecipazione alla vita della comunità, all’educazione e alle attività ricreative; il Decreto legislativo n. 62/2024, nell’ambito della riforma della disabilità, rafforza il principio del progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato, fondato sulla continuità della presa in carico. A ciò si aggiunge il consolidato orientamento della Corte costituzionale che, con le sentenze n. 80 del 2010 e n. 275 del 2016, ha ribadito come i diritti fondamentali delle persone con disabilità non possano essere compressi per ragioni esclusivamente finanziarie o organizzative.
L’estate rappresenta un tempo educativo di straordinaria importanza, nel quale si consolidano autonomie personali, relazioni e competenze maturate durante l’anno scolastico. Ridurre o interrompere il sostegno significa compromettere un percorso costruito con il contributo della scuola, delle famiglie e dei servizi territoriali, oltre ad aggravare il carico assistenziale che ricade quotidianamente sui nuclei familiari.
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani accoglie pertanto l’invito del Garante Diego Montani a promuovere una programmazione strutturale dei servizi educativi estivi, fondata sulla collaborazione tra enti locali, Azienda USL, istituzioni scolastiche, servizi sociali e Terzo Settore, affinché ogni intervento sia tempestivo, coordinato e realmente rispondente ai bisogni delle persone.
Da Grosseto arriva un richiamo che merita di essere ascoltato ben oltre i confini del territorio. La vicenda evidenzia come l’effettività dell’inclusione si misuri nella capacità delle istituzioni di garantire continuità ai percorsi educativi, soprattutto nei momenti in cui viene meno il riferimento quotidiano della scuola. È in questi passaggi che una comunità dimostra se considera la partecipazione delle persone con disabilità un principio irrinunciabile o un obiettivo subordinato alle contingenze. Trasformare questa criticità in un’occasione di confronto e di programmazione condivisa significherebbe offrire alle famiglie non solo risposte immediate, ma anche la certezza che l’inclusione costituisca una responsabilità permanente della collettività e non un impegno limitato al calendario scolastico.
Prof. Romano Pesavento
Presidente CNDDU











