Advertisement

FREE GREEN SICILIA

 

Advertisement

SULLE DICHIARAZIONE DEL S.P.G. DI CT

 

 

Nicolò Marino Sostituto Procuratore Generale di Catania  avrebbe detto tra l’altro a proposito di Catania così come riportato dalla stampa locale: “La città  indietro di 35 anni. Superficialità nelle concessioni…”. Parole sante! Ma nello stesso tempo ci chiediamo perché tali concessioni siano state date senza un presupposto trasparente e legale e sapendo che dietro si annidava la criminalità organizzata non da oggi? Eppure è lampante come da oltre mezzo secolo  i lidi della Playa e non solo sono sempre gli stessi, tranne qualcuno, e forse, tutto da riscontrare, anche i proprietari concessionari. Più volte tale dubbio aspetto che ha fatto in modo che la Playa fosse di fatto privatizzata a discapito della città, dei suoi cittadini e di tutti coloro (ovvero la stragrande maggioranza) di chi vuole o meglio avrebbe voluto godersi liberamente come sacrosanto diritto  la  spiaggia e il loro mare sperando che non sia inquinato per la totale assenza delle stesse istituzioni che hanno da sempre concesso l’ insediamento degli stabilimenti balneari sulla spiaggia e sulla costa lavica come ad esempio piazza Europa, Ognina , il Caito e la scogliera d’Armisi. Sì, siamo la città guarda caso con una moltitudine di centri commerciali molti di questi insediati con tanto di concessione comunale all’interno di aree a verde non edificabili destinate a verde pubblico come previsto dal PRG di Catania ancora vigente ma grazie a certi Sindaci e Giunte di questa città e trasformate in aree edificabili come gli Orti di Cibali, il boschetto della Playa, e ultimi gli Orti di via Palazzotto.Ma l’elenco è lungo e i Sindaci compiacenti diversi. Gentile Procuratore ci dispiace di aver dimenticato l’altro abuso contro il legale e sacrosanto  diritto dei cittadini di entrare e godersi, come nel rispetto del Regolamento del Verde Pubblico e Privato della città di Catania, ovvero il monumentale Giardino Bellini.  Sarebbe bastato  dare uno sguardo a tale indiscusso Regolamento comunale per capire cosa stiamo dicendo cosa che, a nostro modesto avviso, non avrebbe fatto il Sindaco e la sua Giunta che invece dovrebbero rappresentare, in quanto eletti dagli stessi, i  cittadini tutti, oltre che la normativa vigente per la salvaguardia dei beni culturali e paesaggistici riconosciuti con decreto regionale di cui il Giardino Bellini è un degno rappresentante grazie alle Associazioni Animaliste ed Ambientaliste che hanno formalmente chiesto all’ora Soprintendenza ai BB.CC e AA. l’imposizione di tale vincolo che ritardava da oltre un secolo. Eppure sono state presentate, anche dalla scrivente associazione, e anche  alla Procura di Catania più denunce sulla chiusura totale del Giardino Bellini a beneficio del solito imprenditore e a sfregio del diritto di ogni cittadino catanese e non a poter accedere liberamente e godersi quello che purtroppo resta dall’ottocento della meravigliosa Villa così come la identificano da sempre i catanesi. Punto di domanda: dove sono andati a finire gli esposti dettagliati delle Associazioni animaliste e catanesi e la richiesta di dimissioni del Sovrintendente attuale che ha dato l’ennesimo nulla osta alla trasfigurazione a nostro vedere illegale e irresponsabile  del bene culturale e monumentale simbolo da tre secoli della città? Comunque Free Green Sicilia oltre agli esposti presentati alle varie autorità territoriali presenterà un dettagliato esposto anche alla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo in quanto calpestati senza alcuna accortezza di civiltà e di rispetto dall’Amministrazione comunale di Catania e da ben tre anni consecutivi il tutto a vantaggio di privati e multinazionali dello spettacolo.

 

Alfio Lisi

Portavoce

Free Green Sicilia

Informazione equidistante ed imparziale, che offre voce a tutte le fonti di informazione

Advertisement
Articolo precedenteNasce il Comitato Festa San Gennarello: una comunità che cresce nella corresponsabilità e presenta il San Gennarello Festival
Articolo successivoIl talento e la grande narrativa di Lina Colacillo trionfano alla quinta edizione del Premio Anna De Luca

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui