Il cinema italiano è la nostra identità e basta all’invasione hollywoodiana, intervista esclusiva ad Antonello De Pierro
Il presidente dell’Italia dei Diritti–De Pierro, ospite della serata di venerdì a “Cinemagia – Cinema Damare”, rilancia la sua crociata a difesa della produzione cinematografica nazionale tra grandi ospiti, giovani talenti e il fascino del Castello Miramare di Maccarese
Fiumicino 30 luglio 2026 – Nella splendida cornice estiva del Castello Miramare di Maccarese, tra le luci del grande schermo e la brezza del litorale romano, il festival Cinemagia – Cinema Damare si è confermato uno dei punti fermi dedicati al cinema indipendente. Tra le personalità di maggior spicco e carisma presenti alla serata di venerdì, condotta con charme e professionalità da Elena Presti, abbiamo incontrato Antonello De Pierro.
Giornalista di lungo corso, per dieci anni alla guida di Radio Roma, e presidente del movimento politico Italia dei Diritti–De Pierro, De Pierro ha fatto del sostegno alla settima arte Made in Italy una vera e propria battaglia di civiltà e di cultura. Accompagnato da Loredana Bontempi, responsabile dell’Italia dei Diritti per l’VIII Municipio di Roma, il presidente ci ha concesso un’ampia e accorata intervista.
Presidente De Pierro, la Sua presenza a “Cinemagia – Cinema Damare” conferma ancora una volta il Suo legame indissolubile con il cinema italiano. Che impressione Le ha destato questa serata a Maccarese?
«Un’impressione eccellente. Eventi come Cinemagia – Cinema Damare sono polmoni d’ossigeno per la nostra cultura. Quando vedi un luogo magico come il Castello Miramare di Maccarese riempirsi di persone, di giovani, di addetti ai lavori che si guardano negli occhi per condividere storie e proiezioni sotto le stelle, capisci che il cinema è ancora vivo e pulsante.
Voglio fare i miei più sentiti complimenti all’ideatrice e organizzatrice Sveva Bucci. È una giovane donna straordinaria, una figura carismatica e visionaria che ha saputo raccogliere l’eredità importante di suo padre, il produttore Claudio Bucci, per trasformarla in una piattaforma viva, dinamica, al servizio dell’arte e del territorio. E naturalmente una menzione speciale va a Elena Presti, che venerdì ha condotto la serata con una maestria, una grazia e una presenza scenica davvero impeccabili.»
Lei da anni definisce la Sua battaglia a favore del cinema italiano come una “crociata”. Da dove nasce questa passione e perché prende i contorni di una vera e propria lotta?
«Nasce dalla consapevolezza che il cinema non è un semplice prodotto commerciale, non è una merce qualsiasi: è l’anima di un popolo, la memoria storica e la carta d’identità culturale di una nazione. La mia è una crociata contro l’invasione sistematica del cinema d’oltreoceano. Da decenni assistiamo a un monopolio hollywoodiano che rischia di omologare i linguaggi, di colonizzare le nostre menti e di soffocare le produzioni locali.
È una battaglia che ho iniziato oltre vent’anni fa sulle frequenze di Radio Roma, durante i dieci anni in cui ne sono stato direttore. Utilizzavo l’emittente per dare voce agli autori nostrani, ai giovani registi, agli attori che non trovavano spazio nei grandi circuiti. Quando ho fondato il movimento politico Italia dei Diritti–De Pierro, ho portato con me questa stessa identica priorità. Difendere la nostra cinematografia significa difendere le nostre maestranze, la nostra lingua, la nostra bellezza e la nostra indipendenza di pensiero.»
A questo proposito, la serata di venerdì ha visto momenti d’eccezione, come il premio conferito ad Éva Henger e Massimiliano Caroletti per il film “The Contract”. Quanto è importante che l’Italia dimostri di saper costruire progetti di respiro internazionale?
«È fondamentale. Il film The Contract, diretto da Massimo Paolucci e scritto e prodotto con coraggio da Massimiliano Caroletti ed Éva Henger, dimostra esattamente che l’Italia può fare cinema di altissimo livello senza complessi di inferiorità. Avere nel cast un attore del calibro del Premio Oscar Kevin Spacey è la prova che quando la creatività e l’intraprendenza italiana si mettono in moto, sono capaci di attrarre i più grandi nomi del panorama mondiale. È stato un premio meritatissimo, che rende orgogliosa tutta la nostra industria audiovisiva.»
Durante la serata hanno brillato anche grandi figure femminili, da Antonella Ponziani a Barbara De Nuntis. Che effetto fa vedere così tanto talento riunito in un unico festival?
«È una gioia per il cuore e per gli occhi. Antonella Ponziani è un’icona, l’ultima immensa musa del grande Federico Fellini: vederla in giuria apporta un valore storico e poetico inestimabile a tutta la rassegna.
E poi c’è Barbara De Nuntis, un’attrice e regista di una sensibilità e di un’eleganza rare. Barbara ha presentato e diretto un cortometraggio straordinario, Pulsus, scritto di suo pugno e interpretato da due giovani promesse meravigliose come Lucrezia Raco e Davide Florio. Vederla vincere il premio come Miglior Corto Under 18 è la dimostrazione di come una grande artista sappia mettersi al servizio delle nuove generazioni, scavando nelle emozioni più intime dei giovani. Il cinema italiano ha un disperato bisogno di figure complete e appassionate come Barbara De Nuntis.»
Ad accompagnarla a Maccarese c’era Loredana Bontempi, responsabile per l’VIII Municipio di Roma dell’Italia dei Diritti-De Pierro. Quanto è importante il legame tra l’impegno politico e il territorio sui temi culturali?
«È un legame inscindibile. L’Italia dei Diritti non è un partito chiuso nelle stanze del palazzo; è una realtà viva che sta in mezzo alla gente, nei quartieri, tra le strade. La presenza di Loredana Bontempi qui con me stasera testimonia quanto il nostro movimento sia compatto nel promuovere la cultura come volano di sviluppo sociale e territoriale.
Loredana sta facendo un lavoro straordinario sul territorio dell’VIII Municipio di Roma, ascoltando i cittadini e promuovendo iniziative di valore. Portare i nostri dirigenti a respirare l’atmosfera di eventi come Cinemagia serve a ribadire la nostra linea: la politica deve tornare a supportare l’arte, perché un territorio senza cultura è un territorio destinato al degrado.»
Presidente De Pierro, un’ultima domanda. Se dovesse lanciare un appello ai giovani autori e al pubblico che ama il cinema, cosa direbbe?
«Ai giovani autori dico: abbiate il coraggio di raccontare le vostre storie, non scimmiottate i modelli americani, cercate le vostre radici e la vostra verità. Il movimento Italia dei Diritti sarà sempre al vostro fianco per tutelare la vostra libertà espressiva.
Al pubblico dico: tornate nelle sale, frequentate le rassegne sotto le stelle, scegliete i film italiani. Sostenere il nostro cinema significa sostenere noi stessi, la nostra storia e il nostro futuro. Il cinema Made in Italy è una magia antica che non deve morire mai, ed eventi come quello ideato da Sveva Bucci sono la prova che la speranza è più viva che mai.»
(Foto di Giancarlo Fiori e Luigi Luongo)











