Lo dichiara Giuseppe Conforzi, capogruppo di Fratelli d’Italia nel Municipio Roma X, intervenendo sulle criticità che interessano il Pronto soccorso del Grassi di Ostia.
«Le dimissioni protette servivano a prendere in carico persone fragili che, terminate le cure ospedaliere, non potevano semplicemente essere mandate a casa: anziani soli, cittadini senza una rete familiare, persone in grave difficoltà sociale ed economica. Quel progetto terminò nel 2023 e non venne rinnovato, nonostante fosse stata richiesta la sua continuità. Oggi vediamo le conseguenze di quelle scelte».
«Quando manca una presa in carico sociale efficace – prosegue Conforzi – il problema non scompare. Si trasferisce altrove. E troppo spesso finisce dentro il Pronto soccorso, dove persone che non hanno più necessità esclusivamente sanitarie rimangono perché non esiste una soluzione immediata per il loro reinserimento e la loro assistenza. A pagare sono i soggetti fragili, ma anche medici, infermieri e tutti gli altri pazienti».
«Per questo il PD del X Municipio, prima di organizzare manifestazioni davanti al Grassi sulla cabina audiometrica e impartire lezioni alla Regione, dovrebbe rispondere a domande molto semplici: perché nel 2023 non vennero rinnovate le dimissioni protette sociali? Quali risorse sono state successivamente stanziate? Quante persone vengono oggi effettivamente prese in carico dopo le dimissioni ospedaliere?».
«Roma Capitale e il Municipio X hanno competenze e responsabilità precise sul sociale. L’amministrazione Gualtieri non può pretendere di trasformare ogni problema del Grassi in un processo alla Regione Lazio, ignorando ciò che non ha funzionato sotto casa propria. Il sociale vero non si affronta con le passerelle: servono risorse, servizi e persone prese in carico. E su questo, dal 2023, il PD deve delle spiegazioni ai cittadini di Ostia».
Così in una nota Giuseppe Conforzi, capogruppo di Fratelli d’Italia nel Municipio Roma X.











