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il PUNTO n. 1056 del  7 agosto  2026

di MARCO ZACCHERA 

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Per scrivermi o contattarmi:  marco.zacchera@libero.it

Numeri arretrati sul mio sito www.marcozacchera.it

 

Ricordo che “Il Punto” non va in vacanza ma – come ogni anno – da luglio fino alla fine di settembre rallenta le sue uscite più o meno a ogni quindici giorni.

 Il prossimo numero sarà quindi in uscita – salvo avvenimenti eccezionali – intorno al 21 agosto. Buone vacanze, almeno a chi le fa!

 

PREFERENZE, DEL MASTRO  & QUOTE ROSA

Fa fremere di interesse tutti gli italiani (?!) la discussione sulla nuova legge elettorale che commenterò solo quando il testo diventerà definitivo. Quello che mi rattrista è però vedere parti del centro-destra – e soprattutto Forza Italia – contrarie al ritorno del voto di preferenza, mantenendo il sistema delle liste bloccate.

Riempire le liste di gente che ha il solo merito di essere ossequiosa al rispettivo capo o capetto ha fatto brutalmente abbassare la qualità dei rappresentanti politici limitando gli elettori nelle loro possibilità di scelta. Sono per una elezione diretta ad ogni livello perché la gente ama e deve avere un contatto diretto con chi vota e poi giudicarlo.

Così come non servono più le quote rosa: le donne sono bene in grado di farsi apprezzare e non è un caso che la nostra premier oggi sia Giorgia Meloni.

Circa le intercettazioni a Del Mastro avrei invece concesso via libera, come peraltro era d’accordo il diretto interessato. Si sarebbero evitate sceneggiate dando più spazio al vero nodo politico  di questi giorni, ovvero le contraddizioni del “campo largo” che è  diviso su tutto, ed è di questo che il centro-destra dovrebbe parlare.

 

I MORTI DI CEUTA

Ci sono un paio di aspetti di cui si è parlato poco nel dramma di Ceuta.

In primis le responsabilità di una magistratura spagnola che con una sentenza assurda ha avviato una migrazione drogata ed ovviamente poi strumentalizzata da tutti, ma – anche in Spagna – evidentemente i giudici non pagano mai.

In secondo luogo il corrotto Sanchez (quello che per la sinistra italiana è tanto figo in patria è sommerso dagli scandali) e il suo governo sono moralmente responsabili di 80 persone morte in mare senza che fosse avviato alcun soccorso (immaginate se fosse successo sulle coste di Lampedusa, ricordate le accuse a Meloni per il naugragio in Calabria? ) nonostante fossero sotto gli occhi di tutti e a poca distanza dalle autorità ed inoltre lasciando poi per ore e per giorni decine di migliaia di persone senza acqua, cibo, servizi igienici e neppure un minimo di aiuti umanitari pur di “buttarli fuori” alla svelta, cose che in Italia sono inimmaginabili.

Condivido che la chiusura temporanea dello spazio di Shenghen sia stata più che altro un atto politico, ma è lo stesso che ha applicato la Francia alle proprie frontiere verso l’Italia, senza che a sinistra si scandalizzasse nessuno.

 

ORA E SEMPRE ANTIFASCISMO!

In rete c’è un documento che è davvero interessante (“ANPI: BOLOGNA DEMOCRATICA ED ANTIFASCISTA”) che vale la pena di essere riprodotto quasi integralmente:

Ci apprestiamo a celebrare l’anniversario della strage fascista del 2 agosto 1980, un appuntamento imprescindibile del calendario civile antifascista. (quindi c’è anche questo tipo di calendario !!!)

Come 46 anni fa la città di Bologna, medaglia d’oro alla Resistenza e medaglia d‘oro al valor civile sa affermare il suo impegno civile e la sua straordinaria vocazione democratica riempiendo le piazze.

Quando c’è bisogno Bologna risponde e sa farlo al meglio, capace di rendere la città presidio di vera resistenza democratica ed antifascista. Ancora una volta siamo stati chiamati a ribadire i nostri valori, gli stessi sanciti dalla Costituzione, a seguito di un gravissimo episodio che ha provocato la morte di un uomo.

Siano fatte verità e giustizia (…) e consideriamo del tutto strumentali e al limite dello sciacallaggio gli attacchi volti all’amministrazione comunale, cosi come le ricostruzioni diffuse sui social sulla vita di Abderrahim Fakir.

Rivendichiamo il diritto alla mobilitazione democratica anche attraverso la cancellazione dei decreti sicurezza. E per chi pensa di poter condizionare lo stato di diritto attraverso fantomatiche istruttorie che hanno il solo obiettivo di limitare la libertà di manifestare e l’azione di istituzioni democratiche, ribadiamo ancora una volta che Bologna resisterà un minuto in più.”

Seguono le firme, ancora più eloquenti ed istruttive del testo: 40 associazioni bolognesi che vanno dalle capofila ANPI e CGIL al “Cassero LGBTQIA+” e al  “Portico della pace”.

Non una parola né tantomeno condanne sulle violenze poi scoppiate in città da parte una ANPI dove di partigiani veri non ce n’è più nessuno, salvo forse qualche ultra-centenario, e che pure prospera ovunque, corroborata soprattutto da cospicui contributi pubblici e sfruttando per diritto acquisito ogni occasione o commemorazione senza possibilità di confronto o tantomeno di contraddittorio.

Un mantello che copre sempre tutto, compresi i violenti verso i quali – come sempre –  non c’è mai una condanna perché vale ogni giustificazione ammesso che – ovviamente – siano di estrema sinistra, altrimenti scatta immediato il “soccorso rosso” e tutti allora si stracciano le vesti per le immancabili (o presunte) provocazioni fasciste, buone per tornare in piazza a nuovamente sfasciare tutto.

Intanto la sinistra ufficiale ed istituzionale ha trasformato Bologna e parte dell’Emilia in un mondo a sé, auto-referenziato ed economicamente redditizio, perché alla fine compagni sì, ma la rivoluzione proletaria la facciamo domani.

Un mondo che ha nel PD della Schlein la sua (presunta) camicia pulita, nella CGIL e Landini la mobilitazione permanente in grado di bloccare il paese a comando, la galassia intorno a “Repubblica” e La7 che la difendono sui media e poi la selva dei comitati che vanno gestiti a gettone.

Ma, ovviamente, in Italia il pericolo è quello fascista (che dice, per esempio, l’ANPI sui NO TAV?), quello incardinato sulla strage del 2 agosto 1980 sui cui documenti segreti però – e chissà perché – da ultimo proprio l’ antifascistissimo premier Giuseppe Conte ha rimesso il segreto di Stato fino al 2029.

Misteri della Repubblica, perché se è vero che le sentenze vanno rispettate è anche lecito e moralmente doveroso ammettere i dubbi che permangono sugli autori materiali, le motivazioni e i mandanti veri della strage di Bologna (come per Ustica e tanti altri episodi di quegli anni) e che negli anni crescono sempre di più.

Sapremo mai la verità, depurata dalle convenienze politiche?

 

ARMI & GASOLIO

Rimango sempre più perplesso sui rapporti tra il nostro governo e l’Europa.

Da una parte Giorgetti deve chiedere di potersi indebitare per finanziare i tagli sul gasolio, dall’altra il ministro Tajani annuncia che l’Italia chiederà prestiti europei per 14,9 miliardi per potenziare difesa ed armamenti tramite il fondo europeo SAFE.

Intanto le compagnie petrolifere italiane aumentavano spesso senza motivo i prezzi dei carburanti anche quando scende il petrolio sui mercati mondiali ed aumentando comunque il prezzo anche di quello già contenuto nelle cisterne dei distributori e che quindi era costato di meno: una speculazione legalizzata, visto che poi non succede il contrario. Giova ricordare che il governo NON può bloccare o fissare i prezzi proprio per la normativa europea sulla concorrenza.

Si è arrivati a condizionare la scelta del CT della nazionale di calcio perché Pirlo allenava una squadra negli Emirati il cui finanziatore era russo e quindi la scelta “non è opportuna”, quando l’Italia non riesce o non vuole avere la chiarezza di almeno andare a vedere che fine che fanno le armi europee bruciate all’interno del calderone ucraino (3,7 miliardi europei donati dalla Von der Leyen solo la settimana scorsa).

Pochi lo hanno saputo o lo hanno scritto, ma ancora nei giorni scorsi in Ucraina ci sono state proteste ovunque per la corruzione del mondo intorno a Zelensky e al suo modo disinvolto di scegliersi i ministri, eppure l’Europa non ha fatto una piega, così come continua a non vedersi un minimo di presenza europea per spingere le parti al tavolo di potenziali trattative.

Se cinque anni fa qualcuno avesse proposto aumenti così imponenti delle spese militari ci sarebbero state sommosse e urla di “golpe” contro qualsiasi governo in carica, ora c’è un generalizzato silenzio.

Se poi le spese per gli armamenti fossero destinati almeno quasi tutte ad industrie italiane avremmo almeno fatto circolare ricchezza, ma invece pagheremo soprattutto armi tedesche ed americane finanziando chi ci fa e farà concorrenza negli altri campi: geniale!

Soldi SAFE che – ricordiamocelo – andranno comunque restituiti con gli interessi e sembra di rivedere l’ammaliante pubblicità di chi sostiene che i soldi “te li prestiamo in un giorno” ed è vero, tra sorrisi e pacche sulle spalle. Poi, però, i debiti devi pagarli e allora i tassi SAFE si scopre non saranno bloccati per sempre, ma solo per un po’ e capitali ed interessi li pagheranno comunque i nostri figli e nipoti.

Ci ripetono che è “il prezzo della libertà” e servono a difendere la povera Ucraina, ma perché l’Europa non usa allora lo stesso metro di paragone in tanti altri scenari del mondo?

 

LUNGOLAGO SERGIO RAMELLI

Una buona notizia da Verbania. La Giunta comunale ha deciso di intitolare un tratto del lungolago di Intra alla memoria di Sergio Ramelli, militante del “Fronte della Gioventù” assalito a sprangate a Milano da un gruppo di militanti di “Avanguardia Operaia” il 13 marzo 1975 e morto il 29 aprile, dopo 47 giorni di agonia. Alla fine ci furono pene molto lievi per gli assassini, ma forse l’aspetto più terribile fu l’ignavia, la persecuzione, il menefreghismo della preside e degli insegnanti dell’Istituto “Molinari” frequentato da Sergio, autentici complici morali del delitto. Grazie all’amministrazione verbanese per questo doveroso ricordo e all’associazione “Cultura & Tradizione” che lo ha sollecitato.

 

DOVE ANDATE A FERRAGOSTO ?

Se siete dalle parti del Lago Maggiore venite all’Isola dei Pescatori per Ferragosto!  Per il 45° anno alle ore 16, in piazzetta, sarò il banditore delle offerte per la parrocchia: una tradizione a metà tra lo spettacolo e lo show, poi alla sera processione con la statua della Madonna a bordo delle barche illuminate.

 

BUON TUTTO!   

(nb. ho tolto il consueto “un augurio a tutti” perché mi è stato fatto seriamente osservare che così facendo avrei da tempo offeso o almeno non considerato le lettrici femminili e quindi avrei dovuto scrivere “a tutti e a tutte”).

Vedete voi come siamo messi…                     

                                                                                                                Marco Zacchera

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