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MILANO, SFORZINI (RINASCIMENTO NAZIONALE): «BURGIO PUÒ ESSERE IL CANDIDATO UNITARIO DEL CENTRODESTRA. INVITO TUTTA LA COALIZIONE A CONSIDERARE LA SUA FIGURA»

 

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Roma, 10 ago. – «Carmelo Burgio può rappresentare una possibile candidatura unitaria dell’intero centrodestra a sindaco di Milano. Ho ascoltato nelle sue dichiarazioni grande buonsenso, equilibrio, rispetto dello Stato, delle istituzioni e dei reciproci ruoli. È un uomo di Stato che si presenta con grande credibilità sulla scena politica italiana. Per questo invito tutto il centrodestra a considerare seriamente la sua figura».

 

Lo ha dichiarato Luca Sforzini, presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale, intervenendo a Radio Cusano Campus, nel corso di un’intervista dedicata al ruolo politico e culturale del Centro Studi, al rapporto con Futuro Nazionale e alle prospettive della nuova destra italiana.

 

Sforzini ha sottolineato in particolare le posizioni espresse da Burgio sui temi della sicurezza e dei rapporti istituzionali: «Ho ascoltato ragionamenti di grande equilibrio sui rapporti con il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica e sulla necessità di collaborazione con il prefetto Gabrielli. È il linguaggio di un uomo delle istituzioni che conosce lo Stato, ne rispetta le articolazioni e comprende che amministrare Milano significa innanzitutto assumersi una grande responsabilità. Una candidatura di questo livello merita di essere valutata dall’intero centrodestra».

 

Nel corso dell’intervista Sforzini ha quindi rivendicato la funzione pienamente politica del Centro Studi Rinascimento Nazionale, nato come luogo di elaborazione, proposta, formazione della classe dirigente e produzione di una visione complessiva per il Paese.

 

«Il Centro Studi accompagna la crescita di Futuro Nazionale attraverso un lavoro costante di elaborazione politica e culturale, ma il nostro orizzonte riguarda l’intero Paese. Elaboriamo idee, formuliamo proposte, provochiamo discussioni e cerchiamo di contribuire alla costruzione di una nuova cultura politica. È esattamente ciò che i partiti hanno progressivamente smesso di fare».

 

Secondo Sforzini, infatti, «il grande problema dell’Italia del 2026 è che i partiti, a destra come a sinistra, hanno sostanzialmente rinunciato all’elaborazione. Sono scomparse le sezioni nelle quali ci si confrontava, si ragionava, si litigava e magari si arrivava a decisioni che erano il risultato di un percorso politico. Troppo spesso la politica si è ridotta alla gestione di piccoli interessi personali o, nel peggiore dei casi, di grandi interessi eterodiretti».

 

Una crisi che, per Sforzini, emerge anche dal dibattito sulla legge elettorale: «Continua a essere negata agli elettori la possibilità di esprimere direttamente le proprie preferenze, lasciando a segreterie e ristrettissimi gruppi dirigenti la scelta di chi debba sedere in Parlamento. È parte di un progressivo distacco della rappresentanza politica dal popolo e, direi, dalla nazione».

 

Il presidente di Rinascimento Nazionale ha quindi indicato tre esempi del lavoro politico sviluppato dal Centro Studi.

 

«Nei giorni scorsi abbiamo invitato a riflettere sulle possibili coincidenze fra alcune istanze che stanno emergendo attorno a Futuro Nazionale e alcuni temi del grillismo delle origini. La nostra iniziativa ha provocato scandalo e discussione. Benissimo: significa che abbiamo svolto il nostro compito. La politica cresce anche quando qualcuno ha il coraggio di mettere sul tavolo ragionamenti che gli altri preferiscono non affrontare».

 

Secondo terreno di elaborazione è quello del federalismo. «Oggi, 10 agosto, ricorrono esattamente venticinque anni dalla scomparsa di Gianfranco Miglio. Abbiamo affidato al professor Paolo Luca Bernardini, nostro autonomista e studioso del federalismo, una riflessione sulla sua eredità e dedicheremo a Miglio una giornata di studi al Castello Sforzini di Castellar Ponzano. Recuperare Miglio significa interrogarsi seriamente sull’organizzazione dello Stato, sulle autonomie e sul rapporto fra territori e potere centrale. È una riflessione che proponiamo a Futuro Nazionale, ma anche all’intero centrodestra italiano».

 

Il terzo terreno è quello della costruzione della proposta politica di Futuro Nazionale. Sforzini ha respinto l’idea che una forza con ambizioni nazionali possa fermarsi ai soli temi della sicurezza e dell’immigrazione: «Sicurezza, identità e possibilità di uscire di casa senza sentirsi in pericolo sono esigenze fondamentali e profondamente sentite dalla popolazione. Ma naturalmente non bastano. Se Futuro Nazionale vuole consolidare e ampliare il consenso che sta raccogliendo deve progressivamente presentarsi come un vero partito della nazione».

 

«Questo significa – ha proseguito – costruire una proposta sull’economia, sul sociale, sullo Stato, sulle autonomie, sulla politica estera e su tutti i grandi temi sui quali si governa una nazione. Significa soprattutto ridisegnare gli equilibri culturali del centrodestra dando spazio e rappresentanza alle molte sensibilità della destra italiana: liberale, liberista, libertaria, sociale, nazionale, sovranista, federalista, tradizionalista e risorgimentale. Sono culture politiche diverse che possono concorrere alla costruzione di una nuova sintesi».

 

Sforzini ha inoltre richiamato l’esperienza elettorale di Vigevano, sostenendo che abbia mostrato l’esistenza di uno spazio politico più ampio rispetto a quello fotografato dai sondaggi: «Futuro Nazionale ha davanti una possibilità importante. Ma maggiore è il consenso, maggiore diventa la responsabilità di costruire idee, programmi e classe dirigente».

 

Nessuna invasione di campo, invece, sulle future alleanze: «Le decisioni partitiche e le scelte sulle coalizioni competono al generale Roberto Vannacci e alla guida politica di Futuro Nazionale. Il Centro Studi svolge un’altra funzione: elaborare politicamente, indicare prospettive, produrre idee e contribuire alla costruzione di una visione».

 

«Dal nostro lavoro – ha concluso Sforzini – emerge però una convinzione molto chiara: l’Italia ha bisogno di un governo di nuova destra, capace di raddrizzare la rotta e di tornare aderente ai bisogni della gente comune. La sinistra ha dato cattiva prova di sé e, in parte, anche il centrodestra. Se vogliamo costruire qualcosa di nuovo non basta amministrare ciò che esiste: bisogna tornare a pensare politicamente l’Italia».

 

Luca Sforzini – Presidente

Centro Studi Rinascimento Nazionale

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