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A Pomezia 450 famiglie proprietarie di una casa non la possono abitare perché non hanno l’agibilità, Italia dei Diritti De Pierro chiede intervento urgente per la risoluzione del problema
“E’ inaudito che al giorno d’oggi in Italia chi ha una casa di proprietà non possa abitarla per problemi non derivanti dalle proprie volontà”. Con queste parole Carlo Spinelli IdD sintetizza il problema che colpisce 450 famiglie di Pomezia neo proprietarie di una casa nell’ex area Banci a Pratica di Mare
Roma 11 agosto 2026: Il problema degli alloggi è sicuramente uno dei tanti che affliggono l’Italia ed è sicuramente uno dei più importanti da risolvere. Le motivazioni che spingono a questo problema sono tante, la mancanza di alloggi, e il mancato recupero di quelli esistenti che risultano sfitti, abbandonati o fatiscenti. Ci sono poi casi in cui gli alloggi ci sono, i proprietari anche ma gli stessi non possono usufruirne perché non vengono concesse da parte delle autorità comunali le agibilità che servono per poter rendere una casa abitabile, il tutto per dei vizi di forma o per la mancanza di urbanizzazione del territorio nel quale sorgono. Eppure ci sono sempre delle soluzioni, magari temporanee, che possono sopperire al problema, soluzione che con un po’di buona volontà da parte degli enti interessati, si potrebbero trovare con facilità. Questo purtroppo non sta succedendo nel comune di Pomezia e circa 450 famiglie si trovano proprietarie di una casa, a pagare un mutuo che ne ha consentito l’acquisto, e a non poterne usufruire per la mancanza di agibilità. Il problema lo espone Carlo Spinelli segretario provinciale romano e responsabile per la Politica Interna del movimento Italia dei Diritti De Pierro:” Avere una casa di proprietà, pagare un mutuo e dover stare in affitto, è sicuramente illogico. Eppure c’è chi è costretto a farlo per le solite lungaggini burocratiche che l’Italia ci offre quotidianamente e che creano alla cittadinanza problemi più o meno gravi da affrontare la cui risoluzione diventa difficile a causa dell’immobilismo degli enti che dovrebbero intervenire per facilitarne la risoluzione. A Pomezia succede questo, nel comprensorio che sorge nell’ex Area Banci a Pratica di Mare, circa 450 famiglie si trovano in una condizione assurda, proprietarie di un appartamento dentro il quale non possono abitare perché privo di agibilità. Il tutto per problemi che riguardano le condotte idriche, che a quanto pare sia in fase di risoluzione, e degli allacci alla rete fognaria. Alcune abitazioni sono occupate – prosegue Spinelli – dai legittimi proprietari perché hanno avuto la fortuna di vedersi riconosciuta l’agibilità grazie a una risoluzione temporanea del problema, altri invece hanno acceso un mutuo che stanno ovviamente pagando, e si trovano costretti ad abitare in affitto e ad avere quindi una doppia uscita finanziaria mensile per usufruire di un’abitazione, altri invece non riescono ad avere una risposta positiva alla richiesta di un mutuo perché le banche chiedono, per poter licenziare la pratica, l’agibilità dell’appartamento che di fatto non è stata ancora concessa. Per risolvere il problema, si potrebbe fare in modo che si trovi una soluzione temporanea per lo smaltimento delle acque nere fognarie, come del resto è in essere per le case che sono state dichiarate agibili, in modo che tutti gli appartamenti possano ricevere l’agibilità ed essere abitate da chi già paga un mutuo, e poter permettere a chi invece ne ha fatto richiesta di accenderne uno, di poter ricevere risposte positive dalle banche. Invitiamo quindi la sindaca di Pomezia a intervenire per poter dare le giuste risposte alle 450 famiglie che si trovano in questa difficile quanto anomala situazione. Noi come movimento Italia dei Diritti De Pierro continueremo a vigilare sulla situazione attendendo sviluppi positivi, pronti a scendere in piazza al fianco delle famiglie coinvolte in questa assurda vicenda perché non può esistere in Italia al giorno d’oggi – conclude Spinelli – che chi ha una casa di proprietà non possa usufruirne per colpe non derivanti dalle proprie volontà”.

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