Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) considera meritevole di attenzione la riflessione proposta dal Garante della disabilità del Comune di Grosseto, Diego Montani, in relazione al progetto “Mare per Tutti”. La questione sollevata offre l’occasione per interrogarsi su un principio essenziale: quando un servizio viene presentato come accessibile, l’accessibilità dovrebbe riguardare l’intera esperienza della persona e non esaurirsi nella possibilità di superare il primo ostacolo fisico.
“Mare per Tutti” costituisce un’iniziativa di significativo valore sociale, finalizzata a favorire la fruizione del mare da parte delle persone con disabilità. Proprio per questa ragione riteniamo costruttivo il richiamo del Garante alla necessità di verificare costantemente la corrispondenza tra gli obiettivi del progetto e le condizioni concretamente offerte agli utenti.
Nella propria segnalazione, il Garante riferisce di essere stato informato da una famiglia circa alcune possibili difficoltà relative alla fruibilità della postazione balneare da parte di una persona con grave disabilità motoria. Si tratta di circostanze riportate nella segnalazione e, come correttamente richiesto dallo stesso Garante, da sottoporre alle opportune verifiche da parte degli uffici competenti. Il CNDDU non dispone di elementi autonomi per pronunciarsi sul singolo episodio e non intende pertanto formulare valutazioni sulle strutture o sui soggetti interessati.
Ciò che riteniamo invece importante è la questione generale posta dalla vicenda. Una passerella rappresenta uno strumento fondamentale, ma l’accessibilità diventa effettiva quando esiste continuità tra ingresso, percorso, postazione, servizi e possibilità di avvicinarsi al mare, tenendo conto delle differenti esigenze delle persone.
È questa la prospettiva indicata anche dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità: gli ambienti e i servizi devono essere progressivamente organizzati affinché le barriere non limitino autonomia, partecipazione e libertà di scelta.
Il CNDDU condivide pertanto l’opportunità di un confronto istituzionale tra Amministrazione comunale, Garante, Consulta per la disabilità, associazioni, operatori e persone che utilizzano il servizio, affinché gli standard di accessibilità possano essere sempre più chiari, verificabili e coerenti con le esigenze concrete degli utenti. Non si tratta di mettere in discussione il progetto, ma di contribuire al suo continuo miglioramento.
Particolare attenzione dovrebbe essere riservata anche alla qualità delle informazioni disponibili prima della prenotazione. Conoscere preventivamente le effettive caratteristiche dei percorsi, dei servizi e degli ausili consente alla persona e alla famiglia di compiere una scelta consapevole e adeguata alle proprie necessità. La trasparenza delle informazioni rappresenta, sotto questo profilo, una componente essenziale dell’accessibilità.
Riteniamo inoltre importante che le persone con disabilità partecipino stabilmente alla valutazione delle politiche che le riguardano. L’esperienza diretta può infatti contribuire a individuare criticità difficilmente rilevabili attraverso una verifica esclusivamente amministrativa e può offrire indicazioni preziose per migliorare la qualità complessiva del servizio.
Come docenti impegnati nella promozione della cultura dei diritti umani, riteniamo che l’inclusione non debba essere intesa come concessione di una possibilità particolare, ma come costruzione delle condizioni necessarie affinché ciascuno possa esercitare i propri diritti con dignità e con il maggior grado possibile di autonomia.
Il CNDDU auspica pertanto che il confronto proposto dal Garante possa rappresentare un’occasione per consolidare e migliorare ulteriormente “Mare per Tutti”, valorizzando quanto di positivo è stato realizzato e intervenendo, laddove le verifiche ne evidenziassero la necessità, sugli aspetti suscettibili di perfezionamento.
Una buona politica inclusiva non teme la verifica: la considera parte della propria crescita. Ed è proprio in questo spirito che riteniamo debba essere letta la questione sollevata a Grosseto.
Perché l’accessibilità non si misura soltanto dalla possibilità di entrare in un luogo, ma dalla possibilità concreta di viverlo. E l’inclusione, per essere pienamente tale, non può fermarsi alla fine di una passerella.
Prof. Romano Pesavento
Presidente CNDDU










