Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani, nel ricordo della terribile tragedia del Ponte Morandi, si stringe intorno alle famiglie delle 43 vittime e alla città di Genova.
Il 14 agosto 2018, nel pieno degli spostamenti delle famiglie in vista del Ferragosto, il crollo improvviso del viadotto Polcevera ha spezzato vite, sogni e progetti.
In un attimo, quel tragico evento ha scosso profondamente il Paese, trasformandosi in uno dei drammi più dolorosi e inaccettabili della nostra storia recente.
Come educatori e promotori dei diritti fondamentali, il CNDDU ribadisce che la sicurezza dei cittadini, la tutela della vita e la cura delle infrastrutture pubbliche costituiscono un dovere civico e morale imprescindibile.
Custodire la memoria di quel giorno significa non solo onorare chi non c’è più, ma anche rinnovare l’impegno per una società più responsabile, dove la dignità umana e la sicurezza collettiva siano sempre messe al primo posto.
La scuola ha il compito fondamentale di trasmettere alle giovani generazioni il valore della legalità e della responsabilità civile. È tra i banchi di scuola che dobbiamo coltivare la cultura della cura, del rispetto dei beni comuni e dell’impegno sociale, affinché i nostri ragazzi crescano con la consapevolezza che la sicurezza è un diritto umano inalienabile. Solo attraverso un’educazione basata sulla trasparenza e sulla solidarietà potremo porre le basi per un futuro in cui simili tragedie non si ripetano mai più, trasformando il dolore in un faro di giustizia e responsabilità per l’intera comunità nazionale.
Prof.ssa Rossella Manco
Segreteria Nazionale CNDDU











