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RANUCCI, SFORZINI: «REPORT HA INDAGATO ANCHE SU DI ME. PER QUESTO CHIEDO ALLA RAI: NON SPEGNETE QUELLE TELECAMERE, ANZI ACCENDETENE ALTRE. CHI FA POLITICA DEVE VIVERE IN UNA CASA DI VETRO»

 

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IL PRESIDENTE DI RINASCIMENTO NAZIONALE: «LA RAI CREI UNA SECONDA TRASMISSIONE D’INCHIESTA, CON UNA REDAZIONE AUTONOMA E CONCORRENTE, PER LA RETE2. CHI NON HA NULLA DA NASCONDERE NON HA NULLA DA TEMERE»

 

«Report ha indagato anche su di me, sul mondo politico nel quale mi muovo e su Rinascimento Nazionale. Sono stato dall’altra parte delle telecamere. Per questo oggi dico: non spegnete quelle telecamere, anzi accendetene anche altre.»

 

Lo dichiara Luca Sforzini, presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale, intervenendo sul caso Sigfrido Ranucci e proponendo che la Rai istituisca «una seconda redazione permanente di giornalismo d’inchiesta, autonoma e concorrente rispetto a Report, con piena libertà editoriale».

 

«Non voglio una Rai amica della destra e non la voglio amica della sinistra. Voglio una Rai abbastanza libera da essere scomoda a entrambe. Se Report fa domande anche a me o alla parte politica nella quale mi muovo, il mio compito non è chiedere che smetta: è rispondere.»

 

«Sono d’accordissimo con un principio molto semplice: chi non ha nulla da nascondere non ha nulla da temere dal giornalismo d’inchiesta. E gli italiani non sono spettatori ingenui: sanno distinguere la sostanza dalle macchinazioni, i fatti dalle forzature, le inchieste serie dalle ricostruzioni pretestuose. Per questo la risposta non può mai essere quella di limitare o indebolire il giornalismo d’inchiesta, ma semmai quella di rispondere ai fatti con altri fatti.»

 

«Come ricordava Caio Giulio Cesare, “la moglie di Cesare deve essere al di sopra di ogni sospetto”. È un principio di responsabilità pubblica che conserva ancora oggi tutta la sua forza. Se vogliamo ridare fiducia e speranza alla Nazione, chiunque ricopra ruoli di responsabilità istituzionale, politica, economica o mediatica deve sentire il peso di questo monito, scegliere e circondarsi di collaboratori che ne reggano il peso. Chi sceglie di occuparsi della cosa pubblica sceglie di vivere in una casa di vetro.»

 

«Il giornalismo d’inchiesta può sbagliare. Lo si smentisce, lo si critica, lo si contesta anche duramente. Ma alle domande scomode si risponde: non si spegne la telecamera che le pone. Questa non sarebbe una vittoria della politica sul giornalismo: sarebbe una sconfitta della democrazia.»

 

Sforzini conclude: «Per questo, al caso Ranucci la Rai deve rispondere con più giornalismo d’inchiesta – non con meno. Un Report non basta: facciamone due. Quindi, anziché accanirsi per spegnere Report e ipotizzare di sostituire Ranucci con un altro conduttore, la Rai lasci immutata la trasmissione su Rai3 così com è. E pensi piuttosto ad un altro format d’inchiesta da mandare in onda sulla Rete2, concorrenziale rispetto a Report. E si vedrà chi ha più filo da tessere. Sono stato dall’altra parte di quelle telecamere e per questo posso dire: non spegnetele.

 

Il potere che teme le domande è un potere che teme la trasparenza. E un potere che teme la trasparenza non merita fiducia. Chi esercita il potere deve temere le proprie risposte, non le domande dei giornalisti.»

 

Castello Sforzini di Castellar Ponzano, 19 Agosto 2026

 

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