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A Pomezia aumenta la Tari ma anche i disservizi, Italia dei Diritti De Pierro contesta la giunta Felici

Italia dei Diritti denuncia la stangata TARI, oltre 2,3 milioni di euro in più a carico dei cittadini per un servizio carente.

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Roma 25 agosto 2026: Strade trascurate, erba alta, quartieri abbandonati e cassonetti straripanti: questo è lo scenario con cui i residenti e le attività commerciali di Pomezia e Torvaianica si trovano a convivere quotidianamente. A fronte di un servizio di igiene urbana visibilmente deficitario, l’Amministrazione comunale risponde imponendo un pesante aggravio economico sui bilanci delle famiglie.

Il Consiglio Comunale dello scorso 30 luglio ha approvato il nuovo piano finanziario TARI per i prossimi anni, introducendo forti rincari. Dai dati economici presi in esame emerge che, se nel 2024 il costo complessivo del servizio ammontava a 14,3 milioni di euro, nel 2026 la cifra raggiungerà i 16,7 milioni di euro. L’operazione si traduce in un aumento netto di oltre 2 milioni e 370 mila euro (+16,5%), scaricato interamente sulla comunità.

A questo incremento si sommano i balzelli fissi stabiliti da ARERA (pari a ulteriori 7,60 euro a famiglia per la copertura dei costi relativi ai rifiuti in mare, cassa calamità e bonus) e l’applicazione automatica del 5% di addizionale provinciale.

«Non è accettabile richiedere un maggiore sforzo economico ai cittadini a fronte di un servizio che funziona peggio – spiega Orazio Patanè vice responsabile per Pomezia dell’Italia dei Diritti De Pierro – Le promesse elettorali incentrate sul decoro e sul cambio di passo si sono tradotte esclusivamente nell’aumento delle bollette. La maggioranza approva un piano privo di adeguate contromisure per il territorio, spingendo al limite la pazienza dei residenti.»

Il movimento rifiuta inoltre le giustificazioni fornite sui rincari: «Respingiamo la narrazione secondo cui tali aumenti servano a migliorare la gestione dei rifiuti. In passato, con risorse economiche inferiori, la città garantiva livelli di pulizia e manutenzione decisamente più elevati. Questa stangata – conclude Patanè – rappresenta l’ennesima dimostrazione delle difficoltà amministrative della Giunta Felici.»

Ufficio stampa Italia dei Diritti provincia di Roma

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