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Via Cristoforo Colombo: pista  ciclo-pedonabile o  pista per monopattini e motocross? Ovvero una più che improbabile pista ciclo-pedonabile non prevista dalla normativa vigente che mette a rischio quotidianamente l’incolumità dei pedoni e degli stessi ciclisti che l’attraversano a loro rischio e pericolo cosa che si continua a tacere irresponsabilmente.

 

Cosa ha da spartire la cosiddetta pista pedo-ciclabile di via Cristoforo Colombo con un vera e sicura “pista ciclabile” e con un percorso pedonale?  Poco o niente visto che ha poco da spartire con quella che dovrebbe essere una “pista ciclabile ” autonoma e senza barriere di metallo e quella che dovrebbe essere un’autonomo “percorso pedonale esclusivo” dove i pedoni e i ciclisti non rischiano di farsi male incrociandosi o essere investiti per poter accedere ed uscire dalla stessa non prevista dalla legge  “pista ciclo-pedonabile” (forse  inventata  di sana pianta), insinuadosi tra i mezzi a motore auto, camion, pullman, motocicli e così via , che attraversano tale strada più che utilizzata  da un numero consistente di autoveicoli in ogni ora del giorno anche a velocità sostenuta. Non solo ma la ringhiera installata ai lati del percorso  sopraelevato ed in cemento rischia di essere essa stessa  un pericolo per ciclisti e pedoni così come gli avallanenti per permettere giustamente l’attraversamento da un lato all’altro della strada dei pedoni  in quanto questi  saranno poco visibili ai mezzi che arrivano. Direi invece di chiamarla propriamente “pista da moto-cross e monopattini” ovvero un orrore progettuale che mette quotidianamente a rischio l’incolumità di pedoni e ciclisti sarebbe forse più responsabile chiuderla del tutto.. E per finire chiediamo al Sindaco: oltre ai rischi per ciclisti e pedoninnon tenuti in considerazione  quanto è costata al Comune tale obbrobrio di cemento e metalli? Un altro aspetto  fuori da ogni grazia e da ogni sensata logica  è stata la piantumazioni di alberi ancora giovani che crescendo occuperanno un largo spazio che  non esiste con tutte le conseguenze immaginabili quando questi dovrebbero essere piantati nelle aiuole o nei parchi della città. Un altro aspetto della non applicazione della normativa vigente in materia di percorsi pedonali e percorsi o piste ciclabili. O meglio quante vere e sicure piste ciclabili potevano essere realizzate in città, visto che ne è del tutto sprovvista se non per la passeggiata a mare,  con il denaro speso per tale più che improbabile pista ciclo-pedonabile?

 

Alfio Lisi

Portavoce

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