“Eri”, la radio, il blocco emotivo e la difesa dell’infanzia: vi racconto tutto
Voglio condividere con voi un momento importante e un pezzo della mia anima che sta prendendo il volo. In questi giorni il mio nuovo brano, **”Eri“**, ha tagliato un traguardo bellissimo: è ufficialmente **in rotazione radiofonica** (con passaggi regolari ogni 4 ore circa). Un’energia pazzesca che mi dà la spinta per fare il punto sul senso di questo progetto e su ciò che c’è dietro le note.
### “Eri”: quando la mente sa e il cuore resta ostaggio
Il brano nasce di getto in autostrada. Parla di un legame asimmetrico, impossibile, di quel doloroso cortocircuito in cui la mente adulta riconosce lucidamente l’alt-out di una situazione, mentre il cuore rimane sospeso nel rimpianto.
Per raccontarlo non ho scelto la classica ballata malinconica, ma una produzione techno serrata. La cassa dritta è il battito accelerato di un’anima sotto sforzo, un modo per trasformare la disperazione in un’energia cinetica, catartica e liberatoria.
### La lettura psicologica: l’origine dei blocchi emotivi
Analizzando la dinamica di “Eri”, entriamo dritti nel cuore di un meccanismo psicologico complesso: la dissonanza e il trauma del blocco emotivo. Quando subiamo ferite profonde o ci leghiamo a contesti tossici, la nostra psiche si frammenta. La parte razionale sa cosa bisognerebbe fare per salvarsi, ma la parte ferita — spesso rimasta ancorata a un bisogno d’amore inespresso o negato — si immobilizza.
Ed è proprio scavando in queste dinamiche di manipolazione, isolamento e sottomissione psicologica che si arriva a toccare il nervo scoperto delle derive più abbiette, prime fra tutte quelle legate alla **pedofilia e allo sfruttamento dell’infanzia**.
### Un messaggio chiaro: protezione assoluta e tolleranza zero
Spezzare i legami malati, riconoscere le manipolazioni e dare voce alle parti più fragili di noi significa anche e soprattutto difendere chi non ha ancora gli strumenti per difendersi. L’infanzia e la purezza dei più piccoli devono essere protette da qualsiasi forma di abuso, isolamento o violenza psicologica e fisica. Non ci possono essere zone grigie, sconti o tolleranza verso chi circuisce, manipola o calpesta la dignità e la sicurezza dei minori.
La scrittura, la musica e la condivisione pubblica servono anche a questo: a fare luce nelle zone d’ombra, a denunciare ogni forma di sopruso e a ribadire con forza un messaggio **fermamente anti-pedofilia e a tutela dell’innocenza**.










