Myriam Dal Don e Maria Grazia Bellocchio protagoniste giovedì 10 settembre a Castello in Musica: la violinista, già primo violino solista de I Solisti Veneti, e la pianista, docente al Conservatorio di Milano, saranno al Castello di Thiene con un programma dedicato a Mozart, Janáček e Beethoven.
CASTELLO IN MUSICA 2026
Castello in Musica, cinque appuntamenti dall’8 al 13 settembre al Castello di Thiene
Da Schumann e Beethoven a Mozart, Janáček e Šostakovič: la seconda edizione propone anche un pomeriggio per famiglie dedicato a Poulenc e Satie e si chiude il 13 settembre con un concerto a ingresso gratuito.
Dall’8 al 13 settembre 2026 il Castello di Thiene ospita i cinque appuntamenti della seconda edizione di Castello in Musica, rassegna nata dalla collaborazione tra Ludus Musicae e il Castello di Thiene. Il calendario alterna interpreti affermati, giovani musicisti e un appuntamento pensato per le famiglie e si inserisce nel percorso della dodicesima Masterclass di pianoforte e musica da camera del Maestro Massimo Somenzi, in programma dal 31 agosto al 13 settembre. La rassegna si chiude domenica 13 settembre con Emozioni al Castello, concerto offerto alla cittadinanza a ingresso gratuito.
Ad aprire il calendario, martedì 8 settembre alle 20.30, è il concerto per pianoforte di Daniele Martinelli, dedicato a Robert Schumann e Ludwig van Beethoven. Il programma si apre con la Fantasia in do maggiore op. 17, composta da Schumann nel 1836 e legata anche al progetto per il monumento a Beethoven a Bonn. Concepita inizialmente come una Sonata per Beethoven, in una prima versione recava i titoli Ruinen, Trophäen, Palmen. Schumann pensava di destinare parte dei proventi dell’opera alla realizzazione del monumento. Nel finale del primo movimento compare inoltre un richiamo all’ultimo Lied del ciclo beethoveniano An die ferne Geliebte. Al rapporto con Beethoven si affianca quello con Clara Wieck: in una lettera del 1838 Schumann descrisse il primo movimento come il più appassionato che avesse scritto e come un profondo lamento per lei. L’opera fu infine dedicata a Franz Liszt.
Segue la Sonata in la maggiore op. 101 di Beethoven, avviata nell’estate del 1815 e portata a compimento tra la fine del 1816 e l’inizio del 1817. Dedicata alla pianista Dorothea von Ertmann, si articola in quattro movimenti ed è una delle opere che aprono l’ultima stagione pianistica del compositore, segnata da una maggiore libertà formale e dal ritorno alla scrittura contrappuntistica.
Vincitore del Primo Premio al Premio Venezia del Teatro La Fenice e del Primo Premio al XVI Premio Nazionale delle Arti di Bolzano, Martinelli si è formato con Maria Grazia Bellocchio e prosegue attualmente gli studi al Conservatorio di Milano. La sua attività concertistica lo ha già portato al Teatro alla Scala di Milano, al Teatro La Fenice di Venezia e in Sala Verdi a Milano.
Un concerto per violino e pianoforte vede protagoniste, giovedì 10 settembre alle 20.30, la violinista Myriam Dal Don e la pianista Maria Grazia Bellocchio, con musiche di Wolfgang Amadeus Mozart, Leoš Janáček e Ludwig van Beethoven.
Il primo brano è la Sonata in sol maggiore K. 379 di Mozart, composta a Vienna tra il 7 e l’8 aprile 1781 e presentata per la prima volta l’8 aprile al Deutschordenshaus. Nello stesso anno fu pubblicata insieme ad altre cinque sonate per pianoforte e violino in una raccolta dedicata alla pianista Josepha Auernhammer.
Al centro del concerto la Sonata per violino e pianoforte di Leoš Janáček, l’unica per questa formazione giunta fino a noi: due lavori precedenti, entrambi del 1880, sono andati perduti. Janáček vi lavorò tra il 1914 e il 1915, negli anni iniziali della Prima guerra mondiale, per poi rivederla nel 1920. Lo stesso compositore ricordò di averla scritta all’inizio della guerra, quando in Moravia si attendeva l’arrivo delle truppe russe. La prima esecuzione ebbe luogo a Brno il 24 aprile 1922.
Chiude il programma la Sonata in la maggiore op. 47 “Kreutzer” di Ludwig van Beethoven, composta nel 1803 per il violinista George Bridgetower, che ne diede la prima esecuzione il 24 maggio dello stesso anno con Beethoven al pianoforte. La dedica passò successivamente al violinista francese Rodolphe Kreutzer, il cui nome rimase legato alla Sonata.
Per cinque anni primo violino solista de I Solisti Veneti, Myriam Dal Don ha suonato, tra l’altro, alla Carnegie Hall di New York e al Teatro Colón di Buenos Aires e insegna al Conservatorio di Padova. Maria Grazia Bellocchio, perfezionatasi con Karl Engel, è docente di pianoforte al Conservatorio di Milano e collabora stabilmente con il Divertimento Ensemble diretto da Sandro Gorli.
Sabato 12 settembre alle 20.30 Vincenzo Paci al clarinetto, Giancarlo Di Vacri alla viola e Massimo Somenzi al pianoforte propongono musiche di Dmitrij Šostakovič, Robert Schumann e Wolfgang Amadeus Mozart. I tre strumenti si alternano dapprima in due formazioni in duo, per riunirsi nella parte conclusiva del concerto.
Il concerto prende avvio con la Sonata per viola e pianoforte op. 147, ultima composizione di Šostakovič, terminata il 5 luglio 1975, poche settimane prima della morte, e dedicata al violista Fëdor Družinin. Nel secondo movimento il compositore recupera materiale dalla propria opera incompiuta I giocatori, tratta da Gogol’, mentre il terzo, un Adagio definito dallo stesso Šostakovič «in memoria di Beethoven», contiene un riconoscibile richiamo alla Sonata “al chiaro di luna”.
Seguono, per clarinetto e pianoforte, i Fantasiestücke op. 73 di Schumann, composti in appena due giorni, il 12 e 13 febbraio 1849. Originariamente intitolati Soiréestücke e concepiti per clarinetto e pianoforte, già nella prima edizione prevedevano parti alternative per violino o violoncello.
Chiude il programma il Trio in mi bemolle maggiore K. 498 di Mozart per pianoforte, clarinetto e viola, registrato dal compositore nel proprio catalogo il 5 agosto 1786 e legato alla famiglia Jacquin, per la cui figlia Franziska, allieva di Mozart, fu scritto. Il Trio è conosciuto come “Kegelstatt”: il soprannome deriva da un aneddoto non documentato che associa la composizione dell’opera a una partita a birilli. È invece documentata un’esecuzione in casa Jacquin con Mozart alla viola e Anton Stadler al clarinetto.
Vincenzo Paci è primo clarinetto dell’Orchestra del Teatro La Fenice di Venezia dal 1997 e ha collaborato, tra gli altri, con l’Orchestre National de France e l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Giancarlo Di Vacri è stato prima parte solista de I Solisti Veneti dal 1998 al 2022 e insegna viola al Conservatorio “Benedetto Marcello” di Venezia. Massimo Somenzi, pianista veneziano, tiene la masterclass da cui prende avvio la rassegna ed è stato per dodici anni direttore del Conservatorio “Agostino Steffani” di Castelfranco Veneto.
La giornata di domenica 13 settembre propone due appuntamenti.
Alle 17.30 Angela Graziani e il pianista Dario Falcone sono protagonisti di una narrazione con musica per pianoforte dedicata alle famiglie e ai bambini dai 6 anni in su. In programma L’Histoire de Babar, le petit éléphant di Francis Poulenc, su testo di Jean de Brunhoff. Poulenc ne abbozzò la musica durante un soggiorno a Brive-la-Gaillarde nel 1940, ispirato da un gruppo di bambini, e tornò successivamente sulla partitura, completandola nel 1945. La prima esecuzione ebbe luogo l’anno successivo.
Completano il programma I bambini musicisti, testo di Erik Satie del 1921, e Le chant guerrier du roi des haricots, brano pianistico del 1913 tratto dalla suite Menus propos enfantins.
Angela Graziani sviluppa da anni un percorso nell’ambito dell’animazione alla lettura e della narrazione per bambini e ragazzi ed è presidente dell’Associazione Ullallà Teatro, con cui collabora dal 2000. Dario Falcone si è diplomato in pianoforte al Conservatorio “Benedetto Marcello” di Venezia sotto la guida di Massimo Somenzi con il massimo dei voti, lode e menzione e ha successivamente conseguito il diploma accademico di secondo livello al Conservatorio “Gaetano Donizetti” di Bergamo con Maria Grazia Bellocchio, con il massimo dei voti e la lode. Finalista dell’International Piano Competition J.S. Bach in Memoriam Walter Blankenheim 2024-2025 di Saarbrücken, ha ottenuto nello stesso concorso una Honorable Mention.
Alle 20.30 la rassegna si chiude con un concerto offerto alla cittadinanza, a celebrazione della seconda edizione di Castello in Musica: Emozioni al Castello, per voce recitante e pianoforte, con Livio Gemmo Junior, autore dei testi e voce recitante, e Massimo Somenzi al pianoforte. Il programma alterna i monologhi originali di Gemmo a pagine pianistiche di Edvard Grieg, Isaac Albéniz, Claude Debussy, Ottorino Respighi, Dmitrij Šostakovič, Alberto Ginastera e Takashi Yoshimatsu. L’appuntamento è a ingresso gratuito, con prenotazione obbligatoria fino a esaurimento dei posti disponibili.
Imprenditore, poeta e manager thienese, Livio Gemmo Junior è alla guida dell’azienda di famiglia attiva nell’elettrotecnica di potenza. Scrive poesie e monologhi da oltre trent’anni, spesso recitati in pubblico con accompagnamento musicale al pianoforte, al violino o alla chitarra, ed è ideatore dei format POETRIP ed ENERGENCY. Ha aperto, tra le altre, le serate dedicate alle vincitrici del Premio Campiello Wanda Marasco e del Premio Strega Anna Foa.
Castello in Musica si affianca alla dodicesima edizione della Masterclass di pianoforte e musica da camera tenuta dal Maestro Massimo Somenzi, nella Sala del Camino del Castello dal 31 agosto al 3 settembre e dal 7 al 13 settembre.
Biglietti e informazioni
Biglietti per gli appuntamenti di Castello in Musica: www.castellodithiene.com
Informazioni
339.8134559
ludusmusicae@gmail.com
www.ludusmusicae.com
La rassegna è sostenuta da BCC Veneta, con il contributo della Città di Thiene e il sostegno di Brazzale S.p.A., Zuccato F.lli S.r.l. di Chiuppano (VI), Donaflor Thiene e Zanta pianoforti.










