San Teodoro Jazz, domani il gran finale:
Mila Trani, Logan Richardson e l’ultima notte delle STJ Sessions.
Sabato 5 settembre si chiude l’undicesima edizione:
“Menta Selvatica” al 2B di Lu Impostu,
Logan Richardson con “A Living Score” sul main stage di Piazza Gallura
e al Gallo Blu “Slappin’ On” prima dell’ultima jam session.
Comunicato stampa del 4 settembre 2026
Tre appuntamenti, tre luoghi e altrettante prospettive sulla musica per accompagnare il San Teodoro Jazz verso la conclusione della sua undicesima edizione. Domani, sabato 5 settembre, il festival diretto artisticamente da Matteo Pastorino vivrà la sua ultima giornata muovendosi ancora una volta attraverso il territorio: dal pomeriggio a Lu Impostu alla sera sul main stage di Piazza Gallura, fino alla notte del Gallo Blu, dove l’ultima STJ Session e la jam conclusiva metteranno il punto finale a sei giorni di concerti, formazione, sperimentazione e incontri.
La giornata comincerà alle 18.30 al 2B di Lu Impostu con “Menta Selvatica” di Mila Trani e Bartolomeo Barenghi. Alle 21 in Piazza Gallura arriverà uno degli appuntamenti internazionali più attesi dell’edizione, con Logan Richardson e il suo “A Living Score”, insieme a Tony Tixier e Zach Morrow. Alle 23 al Gallo Blu, infine, il festival tornerà a quella dimensione informale e condivisa che ne accompagna da anni le notti: “Slappin’ On” aprirà l’ultima STJ Session prima della jam conclusiva.
Un finale che riassume anche alcune delle direzioni percorse dal San Teodoro Jazz nel corso di questa edizione: l’incontro tra linguaggi e tradizioni differenti, la presenza di musicisti della scena internazionale, il dialogo tra progetti acustici ed elettrici e, soprattutto, la volontà di non separare rigidamente il concerto dall’esperienza collettiva del festival.
«Siamo arrivati alla fine di questa undicesima edizione con la sensazione che il San Teodoro Jazz continui a crescere senza perdere la propria identità – sottolinea il direttore artistico Matteo Pastorino –. In questi giorni abbiamo visto incontrarsi musicisti di generazioni diverse, giovani artisti e protagonisti della scena nazionale e internazionale, ma soprattutto abbiamo ritrovato quella comunità che negli anni si è costruita intorno al festival. Abbiamo portato la musica nelle piazze, sulle spiagge e in luoghi differenti di San Teodoro, cercando ogni volta di creare occasioni di ascolto, curiosità e condivisione. In un momento storico nel quale divisioni e distanze sembrano occupare sempre più spazio, continuo a credere che la cultura e la musica abbiano una responsabilità importante: far incontrare le persone e ricordarci il valore delle relazioni. È questo lo spirito con cui undici anni fa è nato il festival ed è quello con cui vogliamo continuare a farlo crescere».
- A Lu Impostu “Menta Selvatica” di Mila Trani e Bartolomeo Barenghi
Il primo appuntamento è alle 18.30 al 2B di Lu Impostu con “Menta Selvatica”, progetto che riunisce Mila Trani alla voce e ai testi e Bartolomeo Barenghi alla chitarra classica.
Nato nel 2025, “Menta Selvatica” si muove nell’incontro tra jazz, sonorità mediterranee, folklore italiano, ritmi caraibici, flamenco e fado, affidando a una formazione essenziale, composta da voce e chitarra, il dialogo tra questi differenti riferimenti musicali.
Mila Trani, artista italiana che vive a Barcellona, e Bartolomeo Barenghi porteranno così il festival verso un territorio sonoro nel quale linguaggi e provenienze differenti possono convivere all’interno dello stesso progetto.
Anche la scelta di Lu Impostu prosegue quella geografia diffusa che ha caratterizzato l’intera undicesima edizione. Nei giorni scorsi il San Teodoro Jazz ha attraversato Cala d’Ambra, Puntaldia, il MAST, Cala Ginepro, Costa Caddu e Piazza Gallura, insieme ai locali che ogni sera hanno accolto le STJ Sessions. La giornata conclusiva riparte ancora una volta dal rapporto con il territorio, prima di raggiungere il centro di San Teodoro per il concerto serale.
- Logan Richardson torna al San Teodoro Jazz con “A Living Score”
Alle 21 il pubblico si sposterà in Piazza Gallura, dove il main stage dell’undicesima edizione accoglierà Logan Richardson con “A Living Score”.
Richardson sarà al sax alto e all’elettronica, affiancato da Tony Tixier al pianoforte e Zach Morrow alla batteria.
Quello di Logan Richardson è anche un ritorno nella storia del San Teodoro Jazz. Il sassofonista figura infatti tra i protagonisti internazionali che il festival ha ospitato nel corso delle precedenti edizioni, e torna quest’anno all’interno di un programma che continua a mettere in relazione artisti affermati della scena internazionale, giovani musicisti e progetti di ricerca.
Con “A Living Score” il concerto di Piazza Gallura diventa il momento centrale dell’ultima serata e porta sul palco una formazione a tre nella quale sax alto ed elettronica, pianoforte e batteria costituiscono la materia musicale del progetto.
La presenza di Richardson nella giornata conclusiva si inserisce in un percorso che, anche quest’anno, ha affiancato musicisti provenienti da esperienze differenti senza rinunciare a uno degli obiettivi che accompagnano il San Teodoro Jazz fin dalle sue origini: aprire il festival alla contaminazione e alla sperimentazione, creando contemporaneamente occasioni di confronto tra musicisti di generazioni diverse.
- “Slappin’ On” e l’ultima STJ Session
Il festival non terminerà però con il concerto di Piazza Gallura. Alle 23 al Gallo Blu sarà ancora una volta la dimensione della session notturna ad accompagnare il San Teodoro Jazz verso la conclusione.
L’ultimo appuntamento è “Slappin’ On”, con Edoardo Meledina al basso, Paolo Corda alla chitarra, Livio Solinas al sax, Raffaele Puglia alle tastiere e Arturo Pischedda alla batteria.
Il progetto è dedicato al linguaggio del basso elettrico e dello slap e alla musica di Marcus Miller, muovendosi tra jazz, funk e una dimensione ritmica fortemente legata al groove.
Dopo il concerto arriverà l’ultima jam session dell’edizione.
Non è soltanto una formula scelta per chiudere le serate. Le jam hanno accompagnato negli anni la crescita del San Teodoro Jazz e rappresentano uno degli strumenti attraverso i quali il festival costruisce concretamente l’incontro tra musicisti. Il palco resta aperto, le formazioni possono cambiare e artisti con percorsi ed esperienze differenti si ritrovano a condividere la musica attraverso l’ascolto e l’improvvisazione.
È una dimensione che appartiene profondamente al progetto del festival e alla sua attenzione verso le nuove generazioni: creare occasioni nelle quali i giovani musicisti possano confrontarsi direttamente con artisti più esperti, facendo dello scambio di conoscenze una parte integrante della manifestazione.
- Oggi il Selmer Day e “Chimera” di Matteo Pastorino
Prima del finale di domani, il San Teodoro Jazz vive oggi, venerdì 4 settembre, una delle giornate centrali dell’edizione con il Selmer Day, nato dalla nuova collaborazione con Henri Selmer Paris.
Dallo showcase delle 14.30 al MAST, la giornata prosegue alle 18.30 a Costa Caddu – Padula Sicca, Spiaggia dei Cani, con Giacomo Smith al clarinetto e Saverio Zura alla chitarra. Alle 21 in Piazza Gallura Matteo Pastorino presenta “Chimera”, produzione originale Insulae Lab – Centro di Produzione Musica, insieme a Francesca Palamidessi, Federico Casagrande e Armando Luongo. La notte prosegue al Gallo Blu con la Selmer Jam by STJ, prima jam session firmata Henri Selmer Paris organizzata in Sardegna.
- Sei giorni di musica e incontri
Con gli appuntamenti di sabato si conclude un’edizione che ha attraversato spiagge, piazze, spazi culturali e locali di San Teodoro, facendo convivere concerti, laboratori e jam session.
Dall’anteprima del 31 agosto a Cala d’Ambra fino alla serata conclusiva, il festival ha continuato a sviluppare l’identità costruita nel corso degli anni: offrire spazio ai linguaggi contemporanei del jazz, favorire l’incontro tra generazioni differenti e creare occasioni concrete per i giovani musicisti.
Lo hanno raccontato anche i ritorni nel cartellone dei vincitori dello STJ Contest 2025: Marco Morandini, premiato come miglior solista e protagonista a Puntaldia con il suo trio, e i Far Side Quartet, miglior gruppo della scorsa edizione, tornati sul palco del MAST. Un modo per trasformare il concorso in un percorso che non si esaurisce con la premiazione, ma continua attraverso nuove opportunità di esibizione e confronto.
Accanto ai concerti, lo STJ Lab, curato da Sara Cuzzupoli e Serena Porcu, ha coinvolto bambini e ragazzi nella scoperta della musica attraverso il gioco e la sperimentazione, mentre le STJ Sessions hanno accompagnato le notti del festival mantenendo aperto quello spazio di incontro e improvvisazione che appartiene alla natura stessa del jazz.
Organizzato dall’Associazione Culturale San Teodoro Jazz, con la direzione artistica di Matteo Pastorino e con il sostegno e il contributo dell’Assessorato alla Cultura del Comune di San Teodoro, il San Teodoro Jazz arriva così all’ultima giornata della sua undicesima edizione mantenendo al centro musica, territorio, nuove generazioni e condivisione.
Tutti gli appuntamenti del San Teodoro Jazz sono gratuiti con offerta libera a sostegno dell’Associazione Culturale San Teodoro Jazz.










