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LA CITTÀ È DI TUTTI!

Sul futuro dell’Urbanistica giuliese c’è uno strano silenzio.

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Il 16 aprile abbiamo fatto, col nostro gruppo consiliare, questa Interrogazione:

  • Chi redigerà il Perimetro del Territorio Urbanizzato (PTU) e il nuovo Piano Urbanistico Comunale (PUC) previsti dalla L.R. 58/2023?
  • Non si ritiene necessario incaricare un urbanista di rango accademico e di provata esperienza nella pianificazione urbanistica?
  • Come mai su un tema così importante per la città c’è l’assoluto silenzio?

Da regolamento del consiglio comunale l’interrogazione si sarebbe dovuta discutere entro 10 giorni. Sono passati quasi 5 mesi e non è accaduto.

Nel frattempo il 16 giugno scorso c’è stata la proroga per la Perimetrazione del territorio urbanizzato che dovrà essere approvata entro il 21 dicembre 2026.

Sono passati da allora quasi tre mesi ma nell’urbanistica giuliese tutto continua a tacere.

Nel frattempo abbiamo avuto notizia da fonte attendibile che la Perimetrazione è stata fatta, ed è pronta! Se è pronta perchè non se ne sa niente?

Non c’è stata nessuna riunione della Commissione Urbanistica ove sono presenti anche i gruppi di opposizione, cosa dobbiamo dedurne? Che la Perimetrazione è stata elaborata in gran segreto, da poche persone?

Non crediamo di andare lontani dalla verità se ippotizziamo che nell’ufficio tecnico comunale, al riparo da occhi indiscreti sono stati presenti quantomeno il sindaco Costantini che ha la delega all’urbanistica e l’ing. Paolo Bonaduce che è presidente della commissione urbanistica.

Non che costoro non se ne possano occupare, anzi, ma il problema è che qui mancano la TRASPARENZA e la PARTECIPAZIONE. In un campo, quello urbanistico, dove si decidono le rendite fondiarie delle varie proprietà e l’assetto complessivo del nostro territorio che non può che essere di grande qualità e vivibilità, rispettoso quindi dei diritti di tutti i cittadini, anche di coloro che non sono proprietari.

Le scelte urbanistiche incidono spesso in maniera irreversibile sul territorio e se sono sbagliate fanno danni definitivi. La tradizione giuliese in urbanistica è stata un esempio in tutto l’Abruzzo grazie alle scelte compiute dall’urbanista di livello internazionale Eddy Salzano negli anni ’70 col sostegno della popolazione giuliese, quando a Francavilla si edificava sull’arenile. Ora, quella tradizione, a cui sono stati inferti alcuni brutti colpi dalle ultime amministrazioni, va semplicemente rispettata e non è concesso a nessuno di decidere in solitudine senza rendere conto all’intera città.

La materia urbanistica è una delle più delicate dell’attività amministrativa di un Comune e va trattata con la dovuta attenzione che significa:

  • Attivazione delle competenze: cioè urbanisti di livello per la redazione delle proposte. Facciamo notare che il Comune non ha urbanisti nel proprio organico.
  • Coinvolgimento di tutti i consiglieri eletti (di maggioranza e di opposizione) nella commissione urbanistica e in consiglio comunale.
  • Partecipazione e Discussione pubblica, concedendo il tempo necessario perché non sia un’ipocrita operazione di facciata. Vanno coinvolti i cittadini, i tecnici di settore, gli operatori economici, le forze politiche, i sindacati, le associazioni ambientaliste e i comitati di quartiere (quelli aboliti dall’amministrazione comunale) dovrebbero essere resi partecipi nelle scelte. L’Urbanistica partecipata è una realtà in tante città civili e realmente democratiche, a Giulianova invece, prendendosi gioco degli elettori è stata solo promessa dal candidato sindaco Costantini nel 2019.
  • Preliminarmente: analisi dello stato di attuazione del PRG vigente e analisi dei nuovi bisogni urbanistici.

Perciò chiediamo all’amministrazione Costantini un immediato cambio di rotta: il futuro di Giulianova non si decide a porte chiuse. È inaccettabile che la PTU possa essere elaborata nel segreto dell’ufficio tecnico, scavalcando la Commissione Urbanistica, il Consiglio e la cittadinanza.

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