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Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani ritiene che l’avvio della nuova assicurazione sanitaria integrativa per il personale scolastico costituisca un intervento rilevante sul piano del welfare di comparto, ma che le esclusioni emerse impongano una valutazione più attenta sulla corrispondenza tra le prestazioni assicurate e le effettive esigenze professionali dei destinatari.

Una copertura sanitaria costruita per il personale della scuola non dovrebbe infatti essere configurata come un prodotto assicurativo generalista. La specificità dell’investimento pubblico e l’ampiezza della platea interessata richiedono che il perimetro delle garanzie sia definito considerando anche i fattori di rischio e le condizioni proprie dell’attività lavorativa.

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Per il personale docente assumono particolare rilievo la prevenzione e il trattamento dei disturbi della voce, conseguenti all’uso professionale continuativo dell’apparato fonatorio; la tutela della vista, in considerazione dell’impiego quotidiano e crescente di videoterminali, registri elettronici e strumenti digitali; la diagnosi e il trattamento delle patologie muscolo-scheletriche; nonché l’accesso all’assistenza psicologica e psichiatrica nelle situazioni di stress lavoro-correlato e di progressivo esaurimento professionale.

Proprio l’esclusione della fisioterapia e delle prestazioni psicologiche e psichiatriche appare, sotto tale profilo, meritevole di riesame. Non si tratta di ampliare indiscriminatamente le garanzie, ma di orientare le risorse verso prestazioni che possano avere una funzione preventiva oltre che terapeutica, riducendo il rischio di cronicizzazione delle patologie, le assenze prolungate e i conseguenti costi organizzativi per l’amministrazione scolastica.

Anche la tutela visiva dovrebbe essere affrontata in questa prospettiva. Più che prevedere un rimborso generalizzato per l’acquisto di occhiali, sarebbe economicamente più razionale valutare una copertura circoscritta alle necessità certificate sul piano sanitario, con limiti temporali e massimali coerenti con la sostenibilità complessiva del piano.

Una particolare attenzione dovrebbe inoltre essere riservata alla prevenzione oncologica e cardiovascolare e alla diagnostica precoce. L’età media elevata di una parte consistente del personale rende infatti opportuno che il welfare sanitario non intervenga prevalentemente quando la patologia è già conclamata, ma favorisca l’accesso tempestivo agli accertamenti clinicamente appropriati.

L’efficienza di una polizza collettiva non si misura soltanto attraverso il numero delle prestazioni formalmente previste, ma attraverso il rapporto tra risorse impiegate, bisogni sanitari della popolazione assicurata e capacità delle garanzie di prevenire costi sanitari e lavorativi maggiori nel medio periodo.

Il CNDDU ritiene pertanto necessario che, dopo una prima fase di applicazione, il Ministero valuti i dati relativi all’effettivo utilizzo della copertura, alle prestazioni maggiormente richieste e alle esigenze rimaste prive di tutela, prevedendo, ove compatibile con le condizioni contrattuali e con gli equilibri economici della misura, una progressiva rimodulazione delle garanzie.

La nuova assicurazione sanitaria rappresenta un investimento significativo. Proprio per questo deve diventare uno strumento calibrato sulle caratteristiche della comunità professionale alla quale è destinata: prevenire le patologie maggiormente incidenti sull’attività lavorativa significa tutelare il personale e, nello stesso tempo, utilizzare in maniera più efficiente le risorse destinate al funzionamento del sistema scolastico.

Prof. Romano Pesavento

Presidente CNDDU

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