STOP ALLA TORTURA DEGLI ANIMALI IN CINA
Stop the cat torture e Giustizia per Wang Wang
DOPPIO APPUNTAMENTO ROMA E MILANO
25 SETTEMBRE 2026
Venerdì 25 settembre 2026, Roma e Milano saranno unite in una mobilitazione nazionale per dire basta alle crudeltà e alle atrocità commesse contro gli animali in Cina, chiedendo a gran voce l’introduzione di una legge specifica a tutela dei loro diritti.
La protesta si articolerà in due appuntamenti in contemporanea: A Milano, con un presidio organizzato da Feline Guardians Italia e Avanguardia Animalista, che si terrà a partire dalle ore 11:30 di fronte al Consolato Generale della Repubblica Popolare Cinese (Via Benaco 4). Una protesta pacifica ma determinata per dare voce ai gatti vittime di torture e violenze inaudite, chiedendo giustizia anche per WangWang e i suoi cuccioli. A Roma, con una manifestazione organizzata dal movimento “Giustizia per WangWang”, insieme a diverse sigle animaliste, in Piazzale Ugo La Malfa (di fronte al Circo Massimo) dalle ore 15:00 alle ore 19:00.
Gli eventi intendono richiamare l’attenzione delle istituzioni sul tema della crudeltà sugli animali, chiedendo al Governo cinese di adottare leggi severe a tutela della fauna e d’intervenire in modo decisivo contro il fenomeno dei video di torture, che alimentano un business sommerso sui social.
“Di fronte a questo orrore e alla sua diffusione, con il conseguente rischio di emulazione, non possiamo restare in silenzio” dichiara la rappresentante di Feline Guardians Italia, ricordando anche l’inchiesta di Padova sulla scomparsa dei gatti nel quartiere Stanga. Per tale vicenda, le fonti investigative ipotizzano un legame con un network illegale online, specializzato nella produzione e nella compravendita a pagamento di video e foto di brutali sevizie sugli animali. I quattro giovani indagati avrebbero adescato i felini per filmare le violenze estreme, alimentando così un mercato nero di contenuti cruenti diffusi sul web.
“Il caso di Wang Wang ha suscitato un’ondata di indignazione in tutto il mondo, dando vita a manifestazioni, iniziative e appelli in numerosi Paesi. Wang Wang, i suoi cuccioli e tutte le vittime innocenti non devono essere dimenticati. Nessun altro animale deve subire la stessa sorte, per questo è necessario un blocco definitivo a questo orribile mercato di sevizie.” Denuncia l’organizzatore di #GiustiziaperWangWang Italia.
Alla manifestazione di Roma parteciperanno diverse sigle animaliste e il partito REA che illustrerà la richiesta di moratoria internazionale rivolta alla Repubblica Popolare Cinese e inviata alle più alte cariche dello Stato.
SCHEDA INFORMATIVA
| MILANO Stop the cat torture Cosa: Presidio di protesta Dove: Consolato Generale della Repubblica Popolare Cinese – Via Benaco 4 Quando: Venerdì 25 settembre 2026 Orario: ore 11:30 |
ROMA
Giustizia per Wang Wang Cosa: Manifestazione pubblica Dove: Piazzale Ugo La Malfa (di fronte al Circo Massimo) Quando: Venerdì 25 settembre 2026 Orario: dalle 15:00 alle 19:00 Organizzatore: Giustizia per Wang Wang |
Pagine Social:
Giustizia per Wang Wang: https://www.facebook.com/people/Giustizia-per-WangWang/61593380374234/
Stop animal abuse:
https://www.instagram.com/libe.rty332?stkn=MW1hbHQxZHczY3hidg%3D%3D&utm_source=ig_contact_invite
Note:
Storia di WangWang
Il 28 giugno 2026, a Jieyang, in Cina, una cagna randagia di nome Wang Wang e i suoi tre cuccioli di due settimane sono stati torturati e uccisi da un gruppo di cinque ragazzi di età inferiore ai 14 anni. L’attacco brutale è stato premeditato e filmato con l’obiettivo di monetizzarlo vendendo il video online. Le torture hanno incluso percosse con bastoni aculeati, strangolamento e l’aver dato fuoco alla madre mentre era ancora viva. Poiché gli autori avevano meno di 14 anni, l’età della responsabilità penale in Cina, non hanno affrontato alcuna accusa penale. Ogni 3 minuti in Cina torturano un animale per vendere i video online e monetizzare.
Stop the cat torture
Il fenomeno di “Stop the cat torture” è strettamente legato alla drammatica diffusione online di video di violenza estrema contro gli animali, spesso prodotti a scopo di lucro o per sadismo e condivisi su piattaforme social come Telegram, X e YouTube. Queste reti criminali sfruttano gli algoritmi e la curiosità morbosa degli utenti per monetizzare la crudeltà. Di fronte a questa piaga, organizzazioni internazionali come la SMACC lavorano incessantemente per identificare i creatori e spingere i giganti della tecnologia a oscurare i contenuti in tempo reale. Per arginare il fenomeno, è fondamentale che gli utenti evitino categoricamente di cercare, commentare o condividere tali filmati, limitandosi a segnalarli tempestivamente agli strumenti di moderazione delle piattaforme o alle autorità competenti.










