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COLOSSEO, MORTI SUL LAVORO: CONFINTESA, ‘STATO RESPONSABILE PER QUANTO ACCADUTO’

«Andrea Moretti aveva 22 anni. È morto nella notte, legato alle funi a dieci metri d’altezza, dentro il monumento più visitato d’Italia. Alla sua famiglia va il pensiero di tutta Confintesa. Le indagini chiariranno dinamica e responsabilità. Una cosa però si può dire già oggi: questo non era un cantiere privato, il committente era lo Stato. È lo Stato che sceglie chi lavora sul proprio patrimonio, con quali tempi e in quali orari. Anche di notte, quando il monumento è chiuso ai visitatori. La chiusura del Colosseo e la sospensione dei lavori sono state decisioni giuste, ma non bastano. La legge già assegna al committente il compito di verificare l’idoneità delle imprese. Ma quella verifica oggi è quasi interamente documentale: certificati, attestati, dichiarazioni. Per i lavori più pericolosi, quelli in quota, su funi e di notte, le “carte in regola” non bastano. Qualcuno deve controllare in cantiere, prima che il lavoratore salga, che formazione, squadra e soccorso ci siano davvero. Nei cantieri pubblici quel qualcuno deve essere l’Amministrazione. Confintesa porterà al CNEL la proposta di rafforzare in questo senso gli obblighi del committente pubblico, perché diventi un’iniziativa legislativa e non l’ennesima promessa fatta il giorno dopo. Chi affida il lavoro ne risponde. A maggior ragione quando è lo Stato». Francesco Prudenzano, segretario generale di CONFINTESA, commenta così la morte dell’operaio 22enne Andrea Moretti avvenuta mentre installava il nuovo impianto di illuminazione nel Colosseo.

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