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 GLI ALIMENTI AI FINI MEDICI SPECIALI
SONO SALVAVITA E PRESIDIO D’URGENZA

LA PRESIDENTE RUOPPOLO AL SENATO RICORDA L’IMPORTANZA DI SUPERARE LE DIFFERENZE TERRITORIALI E DI ASSICURARNE LA DISPONIBILITA’ NELLA FASE DI TRANSIZIONE VERSO L’ETA’ ADULTA

LE INIZIATIVE DEL GRUPPO DIETETICA E NUTRIZIONE DI SIMMESN

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ROMA, 23 SETTEMBRE – All’interno dell’evento AFMS e sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale: un’agenda di policy per superare le disparità regionali, svolto a Roma in Senato presso il Chiostro del Convento di Santa Maria sopra Minerva, è intervenuta anche Margherita Ruoppolo, presidente SIMMESN. L’evento, promosso dalla senatrice Elena Murelli e dall’Intergruppo Parlamentare Celiachia, Allergie Alimentari, Intolleranza al Lattosio e AFMS, ha visto (tra gli altri) gli interventi di Maurizio Muscaritoli (presidente della Società Italiana di Nutrizione Clinica e Metabolismo) ed Annalisa Scopinaro (presidente di Uniamo).

La presidente Ruoppolo, dopo aver ricordato che SIMMESN ha accompagnato il lavoro dell’Intergruppo fin dalle prime fasi dei suoi impegni, ha sottolineato che circa un terzo delle Malattie Metaboliche Ereditarie, “è trattabile con una dieta speciale e personalizzata rendendo l’intervento nutrizionale un presidio d’urgenza e salvavita. Gli Alimenti a Fini Medici Speciali (AFMS) costituiscono così a tutti gli effetti terapie insostituibili per molti soggetti con MME. Sebbene l’Italia vanti un modello d’eccellenza mondiale nello Screening Neonatale Esteso (SNE), il valore della diagnosi tempestiva può essere compromesso dai ritardi nella presa in carico e dall’accesso a questi alimenti che può compromettere irreparabilmente la salute del neonato”.

Tra le criticità ricordate dalla presidente SIMMESN durante l’incontro in Senato, le più rilevanti e preoccupanti sono quelle differenze riscontrabili tra Regioni e, talvolta, addirittura tra aziende sanitarie della stessa Regione, nei prodotti disponibili, nelle procedure autorizzative e nei tempi di erogazione. È necessario quindi completare il riconoscimento nei LEA e nel Nomenclatore Tariffario delle prestazioni dietetico-nutrizionali mediche e dietistiche indispensabili alla presa in carico multidisciplinare.

Inoltre è necessario, ha affermato Ruoppolo, che sia assicurata “la continuità di trattamento dietetico nella transizione all’età adulta e negli spostamenti interregionali, senza interruzioni o riavvio di procedure autorizzative per terapie croniche, questo perché proprio nell’adulto l’aderenza alla terapia dietetica subisce un crollo drammatico, ostacolata non dalla mancanza di consapevolezza, ma dalla complessità dell’integrazione sociale. Se non garantiamo alimenti speciali adatti alla vita sociale e percorsi di presa in carico dedicati all’adulto, rischiamo di sprecare l’investimento sanitario fatto alla nascita”.

Tra i compiti fondamentali di una società scientifica vi è quello di promuovere e diffondere cultura scientifica, trasformando le evidenze in strumenti concreti per la pratica clinica. In questa prospettiva, SIMMESN attraverso il suo Gruppo di lavoro Dietetica e Nutrizione, che integra competenze cliniche e dietetico-nutrizionali ha prodotto due lavori complementari sugli AFMS, dedicati rispettivamente alla definizione di criteri condivisi di appropriatezza e qualità dei prodotti e all’armonizzazione dei percorsi di prescrizione ed erogazione. Un ulteriore ambito di impegno della SIMMESN riguarda la ristorazione scolastica: è infatti in corso, ha ricordato la presidente, “un’iniziativa congiunta con ASAND, nata per colmare un vuoto operativo e normativo nella gestione delle diete speciali metaboliche a scuola. L’obiettivo è analizzare non soltanto gli aspetti clinici, ma anche quelli organizzativi della ristorazione collettiva, affinché la prescrizione dietetica possa essere applicata correttamente e in sicurezza anche nel contesto scolastico”.

Margherita Ruoppolo ha concluso affermando che “SIMMESN è pronta a mettere a disposizione delle Istituzioni le competenze e i documenti elaborati dal proprio Gruppo di lavoro Dietetica e Nutrizione. L’eccellenza dello Screening Neonatale Esteso, di cui l’Italia è modello nel mondo, ha senso solo se alla diagnosi precoce corrisponde una terapia nutrizionale altrettanto tempestiva, continuativa ed equa. Il nostro obiettivo comune deve essere un modello nazionale in cui appropriatezza scientifica, fornitura immediata e tempestiva di dieta e terapia, inclusione sociale ed equità di accesso siano pienamente garantite a ogni paziente: dalle prime ore di vita con lo SNE, lungo tutte le transizioni e per tutto l’arco dell’età adulta, superando per sempre ogni inaccettabile disuguaglianza regionale”.

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