Garlasco, la procura conferma l’accusa: per Sempio si va verso il rinvio a giudizio
La Procura di Pavia chiude nuovamente le indagini sull’omicidio di Chiara Poggi. Il capo d’accusa nei confronti di Andrea Sempio resta quello di omicidio aggravato. Ora la difesa ha venti giorni per presentare memorie, documenti e chiedere un interrogatorio. Poi la richiesta di rinvio a giudizio.
Il fascicolo di Garlasco torna a una svolta. La Procura di Pavia ha notificato alla difesa di Andrea Sempio la nuova chiusura delle indagini sull’omicidio di Chiara Poggi, confermando l’impianto accusatorio e il capo d’accusa già contestato. Per Sempio, dunque, l’inchiesta non si chiude con un’archiviazione: il prossimo passaggio indicato dalla Procura è la richiesta di rinvio a giudizio.
È un nuovo capitolo di una vicenda giudiziaria che, a quasi vent’anni dalla morte di Chiara Poggi, continua a produrre interrogativi, accertamenti e contrapposizioni nelle aule di giustizia.
L’avviso di conclusione delle indagini arriva al termine di una nuova fase investigativa, durante la quale sono stati approfonditi diversi elementi già presenti nel fascicolo. Tra questi, le tracce genetiche, le impronte rilevate nella villetta di via Pascoli e gli accertamenti sulle caratteristiche antropometriche di Sempio.
Al centro dell’attenzione degli investigatori è rimasta anche l’impronta indicata negli atti come “33”, sulla quale sono stati eseguiti ulteriori approfondimenti. Un altro elemento esaminato riguarda il materiale genetico maschile individuato sotto le unghie di Chiara Poggi e le valutazioni sulla sua possibile riconducibilità alla linea paterna della famiglia Sempio.
Sono elementi che, nell’eventuale processo, dovranno essere sottoposti al vaglio del giudice e al contraddittorio tra accusa e difesa. La loro interpretazione è infatti contestata dai legali di Sempio, che continuano a sostenere l’estraneità del loro assistito all’omicidio.
La procedura ora prevede un passaggio preciso. Dalla notifica dell’avviso, la difesa dispone di venti giorni per depositare memorie, produrre documentazione, chiedere nuovi accertamenti o sollecitare l’interrogatorio dell’indagato. Soltanto successivamente la Procura potrà formalizzare davanti al giudice la richiesta di rinvio a giudizio.
Sempio, da parte sua, ha sempre respinto l’accusa di aver ucciso Chiara Poggi.
La nuova inchiesta si intreccia inevitabilmente con la vicenda processuale di Alberto Stasi, condannato in via definitiva a sedici anni per l’omicidio della giovane. Gli sviluppi dell’indagine su Sempio rappresentano infatti anche un elemento di interesse nell’ambito delle valutazioni sulla revisione della condanna di Stasi.
Ma la nuova fase giudiziaria non modifica, allo stato, il principio fondamentale: la chiusura delle indagini non significa condanna e neppure accertamento definitivo della responsabilità. Se la Procura presenterà la richiesta, sarà il giudice a decidere sull’eventuale rinvio a giudizio di Sempio.
Il caso Garlasco si prepara così a entrare ancora una volta nelle aule di tribunale. Con un’accusa confermata, una difesa pronta a contestarla e una domanda che, dopo quasi due decenni, resta al centro della vicenda: che cosa accadde davvero nella villetta di via Pascoli la mattina del 13 agosto 2007?










