La fiction su Carlo Acutis e l’ignoranza di tanta gente
La fiction “Il mio nome è Carlo”, andata in onda domenica 27 settembre su Canale 5, ha avuto grande successo. E questo dimostra l’ignoranza di tanta gente in materia religiosa. Purtroppo nessun regista italiano ha il coraggio di realizzare un bel film su qualche santo mostrando l’altra faccia della medaglia. A nessun regista è venuto in mente di raccontare la vita, per fare un esempio (interessato ovviamente e capirete subito perché), di santa Gemma Galgani, alla quale il sottoscritto ha dedicato il suo bel libro (modestia a parte) “La sposa di Gesù crocifisso”. A nessun regista purtroppo viene in mente di realizzare un film su Bernardette, dopo avere letto il bel libro del sottoscritto “Nostra Signora di Lourdes. La Madonna che non conosceva il Vangelo”. Spes ultima dea. E veniamo a Carlo Acutis. Sul sito “Santi e beati” si legge: “Poi, improvvisa come un fulmine a ciel sereno, arriva la leucemia, quella acuta (aggettivo azzeccatissimo!) che non lascia scampo, e che lui accoglie con un sorriso [sic!], offrendo la sua vita per il Papa e per la Chiesa”. Qualcuno sa spiegarmi che cosa significa offrire la propria vita per il Papa e per la Chiesa? Il Padre misericordioso ha bisogno della malattia, della sofferenza e della morte prematura di un ragazzo, per salvare Papa e Chiesa? Se le cose riferite sono vere, vuol dire che il ragazzino, come tanti santi adulti del resto, che offrivano a Dio le proprie sofferenze, magari procurandosele, del Vangelo aveva capito ben poco. Ma lo hanno dichiarato santo anche perché dal cielo avrebbe fatto due miracoli: due guarigioni che i medici non sono riusciti a spiegare. Ora, quante guarigioni avvengono nel mondo tutti i giorni che i medici non riescono a spiegare? Si, ma per quelle due guarigioni è stato pregato Carlo Acutis. E quante preghiere a Dio, alla Madonna, a mille santi, da parte di madri disperate arrivano inutilmente in cielo tutti i giorni? Il Signore fa discriminazioni inspiegabili? Conclusione: il cristianesimo è una religione seria, la Chiesa cattolica con queste canonizzazioni la rende poco seria.
Renato Pierri










