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Un italiano su 2 ha perso un dente, già accaduto a 26% trentenni 

Ricerca Mentadent su 2mila persone tra 18-75 anni presentata oggi a Roma

 

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Roma. “Un adulto italiano su 2 ha già perso almeno un dente naturale, 7 persone su 10 temono che possa accadere in futuro, ma solo 4 su 10 si sentono sicure di sapere come proteggere i propri denti nel tempo”. È quanto emerge in sintesi da una recente ricerca condotta da Mentadent su 2.000 cittadini tra i 18 e i 75 anni, presentata oggi a Roma presso la Sala Enea del Sina Bernini Bristol Autograph Collection, in occasione dell’edizione 2026 del Mese della Prevenzione Dentale, promosso da ANDI – Associazione Nazionale Dentisti Italiani – e Mentadent.

Secondo la ricerca, solo 1 adulto su 10 valuta la propria salute orale come “eccellente”. La perdita dei denti riguarda inoltre anche le fasce più giovani: il 26% del campione, a 30 anni, ha già perso almeno un dente. Il fenomeno, sottolineano gli esperti, va oltre la salute orale: la perdita dei denti non incide soltanto sulla funzionalità della bocca, ma “può compromettere sicurezza in sé, relazioni sociali e qualità della vita”. Tra coloro che hanno perso un dente, infatti, 1 persona su 2 dichiara di provare ansia e circa 3 su 10 si sente in imbarazzo relativamente a questa condizione. Quasi 1 persona su 4, inoltre, ha evitato di sorridere nelle foto per preoccupazioni legate ai propri denti o al proprio sorriso.

Allo stesso tempo, dalla ricerca, emerge un divario tra consapevolezza e azione. Molti italiani sanno che la prevenzione è importante, ma solo 4 persone su 10 si sentono davvero sicure dei comportamenti da adottare per proteggere i denti nel tempo ed evitarne la perdita. Otto su 10 ritengono comunque che la prevenzione valga lo sforzo anche in assenza di problemi evidenti, mentre 7 persone su 10 si prenderebbero più cura dei denti se la prevenzione fosse più accessibile.

A questo si aggiungono ostacoli di diversa natura, tra i quali la difficoltà di accesso a controlli regolari e percorsi di cura continuativi per una parte della popolazione. La ricerca evidenzia inoltre che la perdita dei denti non è riconducibile a un’unica causa. Tra le persone che hanno già perso almeno un dente, le patologie del cavo orale, in particolare carie e malattie gengivali, rappresentano il principale fattore indicato. Vengono citati anche altri elementi, come l’età e l’invecchiamento, alcune condizioni di salute e abitudini legate ad alimentazione, fumo e igiene orale. Proprio perché i fattori di rischio sono molteplici, la prevenzione deve essere personalizzata: parte dalla conoscenza del proprio profilo di rischio e si traduce in comportamenti quotidiani corretti e controlli periodici dal dentista.

“Perdere i denti non è normale a nessuna età e non deve essere considerato una conseguenza inevitabile dell’invecchiamento- ha fatto sapere Fabio Scaffidi, coordinatore ANDI Nazionale del Mese della Prevenzione Dentale- I denti, come qualunque altra parte del corpo, cambiano nel tempo, ma questo non significa che la loro perdita sia un destino già scritto. La prevenzione quotidiana, insieme a controlli regolari e a una corretta relazione con il dentista, può aiutarci a invecchiare in salute e a mantenere i nostri denti sani più a lungo”. Da questa consapevolezza prende il via il 46° Mese della Prevenzione Dentale, la più longeva iniziativa italiana dedicata alla prevenzione orale, promossa da ANDI – Associazione Nazionale Dentisti Italiani – e Mentadent. Sebbene negli anni siano stati compiuti importanti progressi e 8 persone su 10 ritengano che la prevenzione valga lo sforzo anche in assenza di problemi evidenti, molte persone non sanno realmente da dove cominciare o quali comportamenti siano davvero decisivi per proteggere i denti nel tempo e prevenirne la perdita.

In un contesto in cui le informazioni sulla salute sono sempre più numerose e frammentate, il ruolo del dentista “diventa ancora più centrale: non solo professionista della cura, ma punto di riferimento per aiutare le persone a distinguere le informazioni corrette e tradurle in comportamenti quotidiani”, hanno sottolineato gli esperti durante la conferenza. Dalla ricerca risulta infatti che gli esperti sanitari, in particolare dentisti e igienisti, sono le fonti considerate più affidabili quando si parla di salute orale, ma anche che le persone chiedono loro un linguaggio più vicino alla vita quotidiana, meno tecnico e più facile da mettere in pratica.

“L’eccellenza clinica da sola non basta se non è accompagnata da una comunicazione efficace tra medico e paziente, finalizzata al mantenimento della salute orale- ha evidenziato Corrado Bondi, presidente nazionale ANDI- La prevenzione è la massima espressione della nostra responsabilità sociale e deontologica come odontoiatri: attraverso il Mese della Prevenzione Dentale non promuoviamo soltanto la salute orale, ma riaffermiamo l’autorevolezza e il valore sociale della nostra professione. Il successo dell’iniziativa passa dalla nostra capacità di ascolto e di guida, con un linguaggio comprensibile e motivante, capace di tradurre le informazioni in abitudini quotidiane di prevenzione”.

Per l’edizione 2026, il Mese della Prevenzione Dentale vuole riportare l’attenzione su ciò che fa “davvero” la differenza nel preservare la salute orale nel tempo: conoscere i propri fattori di rischio, adottare corrette abitudini quotidiane e affidarsi regolarmente al dentista per individuare precocemente eventuali problemi e intervenire prima che diventino irreversibili. Per contribuire a tradurre questi principi in azioni concrete nasce l’HUB del Mese della Prevenzione Dentale, uno spazio digitale che raccoglie indicazioni pratiche validate dagli esperti e organizzate attorno a tre principi: conoscere il proprio sorriso, adottare corrette abitudini quotidiane e prendersi cura del proprio stile di vita.

“La nostra ricerca ci ha permesso di riconoscere un divario tra consapevolezza e azione- ha concluso Ugo De Giovanni, General Manager Personal Care Italia, Unilever- È proprio in questo spazio, tra ciò che si sa e ciò che si fa, che possiamo dare un supporto concreto, condividendo informazioni chiare, autorevoli e basate su evidenze scientifiche per promuovere una corretta prevenzione orale. Per questo, insieme ad ANDI, abbiamo realizzato l’HUB del Mese della Prevenzione Dentale: uno spazio digitale che raccoglie contenuti semplici, autorevoli e validati dagli esperti per aiutare le persone a capire quali comportamenti fanno davvero la differenza e valorizzare il dialogo con il dentista”.

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