Cari amici,

inviamo testo del Manifesto di Arezzo. E' stato steso da alcuni amici dell'UDC quale contributo per la costruzione del Partito Popolare Europeo in Italia. Unitamente a questo Vi invitiamo a fare le Vostre proposte e considerazioni, saranno molto gradite.

Vi informiamo inoltre che Luca interverrà ad un incontro di Cultura di Pentecoste con il Presidente del Rinnovamento nello Spirito Santo Salvatore Martinez, giovedì 11 ottobre alle ore 20.30 presso il Centro Famiglia di Nazareth, via Formigina, 319 – Modena. L'incontro a per tema “La Famiglia e le sfide del relativismo all'inizio del terzo millennio”.

Cordialmente,

Segreteria Senatore Marconi.

“Il PPE: un modello anche per l'Italia”

1. Davanti alla duplice sfida del relativismo etico e dell'integralismo
islamico, l'Europa, e con essa l’Italia, si salva solo se ritrova l'orgoglio
e le radici della sua identità cristiana. Siamo all'inizio di una fase
politica nuova su scala mondiale, dove si impone una politica
dell'identità. L'UDC deve essere l'avanguardia e la protagonista di
questa politica dell'identità.

2. La sfida della politica dell'identità ha una dimensione globale. Per
affrontarla bisogna partire dall'Europa. L'UDC deve impegnarsi per
sollecitare il PPE a svolgere con forza e decisione il proprio ruolo di
partito dell'identità cristiana dell'Europa.

3. Dire identità significa dire educazione. Prima di essere politica ed
economica, la crisi del paese è crisi dell’educazione, cioè della
capacità di trasmettere da una generazione all'altra i valori, le virtù e
gli atteggiamenti fondamentali, che rendono la vita degna di essere
vissuta e che mobilitano le energie delle giovani generazioni per
affrontare le sfide della vita e della storia. Famiglia, Scuola,
Università, Formazione Professionale, Ricerca Scientifica e Cultura
devono tornare a stare al centro della vita nazionale.

4. Le forze politiche attuali sono decisamente inadeguate ai problemi del
secolo nuovo. Invece della politica dell'identità domina, sia a destra
che a sinistra, la politica dell’immagine, dell'assistenzialismo e
dell'indecisione nell'affrontare i problemi del Paese. L'Italia non si
salva senza una nuova leva di energie, che vengano dal popolo a dare
un di più di forza ideale e di creatività ad una politica che è altrimenti
sclerotizzata e senza speranze. Dobbiamo rivolgerci al popolo dei
movimenti cristiani e delle parrocchie, dell'associazionismo sociale e
culturale. Dobbiamo rivolgerci al popolo dei lavoratori dipendenti, dei
commercianti, degli artigiani, dei coltivatori diretti, e di tutti quelli che
con il loro lavoro fanno vivere questo paese. Dobbiamo rivolgerci a
quelle piccole e medie imprese che sono l'asse portante dell'Italia, ma
che non riescono a diventare classe dirigente. Dobbiamo rivolgerci al
popolo delle famiglie che sono il vero soggetto oppresso dal mondo di
oggi, sia culturalmente che socialmente ed economicamente.

5. Per sollecitare ed accogliere queste energie l’UDC deve rinnovare se
stessa; c'è bisogno di un partito nuovo, ancor più trasparente, che
garantisca l’applicazione reale delle regole, che consenta un corretto
confronto democratico, in cui la linea sia decisa in un libero dibattito e
la classe dirigente selezionata con una competizione aperta e leale. Per
catalizzare nuove energie, bisogna evitare che prevalgano, a tutti i
livelli, gruppi dirigenti ristretti, che ritengono di avere un diritto di
controllo del partito grazie ad una specie di privilegio di anzianità o di
contatto amicale con i suoi vertici. Abbiamo bisogno di un partito che
faccia formazione, che si rivolga in modo convincente alle donne ed ai
giovani, con un’equa ripartizione delle risorse tra il centro e la
periferia.

6. L'Italia ha bisogno di restituire valore e significato al merito nei diversi
ambiti e settori della vita, demolendo le barriere del clientelismo e del
corporativismo, che ostacolano ad ogni passo e negli ambiti più diversi
la crescita della nazione. Dobbiamo liberalizzare creando condizioni di
vera concorrenza a favore dei consumatori; dobbiamo rivedere,
secondo criteri di trasparenza e di equità, il sistema dei prezzi
amministrati; dobbiamo abbattere insieme un’insostenibile fiscalità ed
un sistema di incentivi che si presta a favoritismi e strumentalizzazione
politica, nonché aumentare gli sforzi per garantire sicurezza ai cittadini
e creare le condizioni per un reale rilancio delle regioni del
Mezzogiorno.

7. Se la dimensione della politica vera, della grande politica, della
politica che è reale esercizio di sovranità popolare è quella europea,
allora l'UDC non può non considerare prioritario l’impegno per unire
le forze che in Italia fanno riferimento al PPE, prima fra tutte Forza
Italia. Con Forza Italia, infatti, condividiamo l'appartenenza al PPE e la
comune collocazione all'opposizione. Ci divide oggi una visione
diversa della strategia dell'opposizione e la visione dello sviluppo
futuro del sistema politico italiano. Invitiamo Forza Italia ad essere più
europea, a non idealizzare il bipolarismo all'italiana come se fosse già
la realizzazione di un vero e funzionante sistema europeo
dell'alternanza. Sollecitiamo Forza Italia a sostenere la nostra proposta
per un sistema elettorale sul modello tedesco, proporzionale, con una
soglia di sbarramento del 5%, con l'indicazione politica preventiva del
candidato alla guida del governo, con la possibilità della sua
sostituzione con un voto di sfiducia costruttiva e con l’espressione
della preferenza, per garantire un rapporto diretto tra eletti ed elettori.
Chiediamo, quindi, a Forza Italia di scegliere per il PPE e per il centro.
Siamo nel PPE anche con il Partito dei Pensionati e l'UDEUR.
All’UDEUR chiediamo però di riflettere sulla possibilità di continuare
a governare ancora con i comunisti.

8. L'UDC ha candidato Pier Ferdinando Casini alla guida del governo,
con convinzione lo ha sostenuto e lo sostiene. Il significato di questo
gesto non è stato adeguatamente compreso e forse non siamo
nemmeno riusciti a spiegarlo. Non si tratta, infatti, di un problema di
leadership nel senso usuale del termine. La situazione italiana non si
normalizzerà fino a quando non vi sarà a sinistra il ripudio della via
mediatica e giudiziaria alla rivoluzione e nel centro-destra la
costruzione di un vero partito dei moderati, con una leadership
istituzionale e non carismatica. La questione della leadership del
centro-destra è conseguente a quella della normalizzazione
democratica.

9. Vogliamo fare delle prossime elezioni europee una grande occasione
unitaria per tutti coloro che credono nei valori del PPE in Italia e si
impegnano per essi. Bisogna lavorare intensamente fin da adesso per
questo obiettivo, a partire da quanto già costruito con il recente
Congresso Nazionale, continuando, dunque, a sostenere e rafforzare la
Segreteria di Lorenzo Cesa. Confidiamo che con questo lavoro comune
si possa tracciare una nuova via per la nostra politica nazionale e per il
centro in Italia.

10. L’UDC deve essere il partito che apre un cammino trasparente,
limpido e pulito verso l’impegno politico per i militanti cristiani in
Italia, attingendo dallo straordinario patrimonio di impegno gratuito e
di energie positive che si sono rivelate nella grande manifestazione del
Family Day a Roma, seguendo il Magistero di Benedetto XVI.
Lì è la speranza dell’Italia e dell’Europa.

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