“Partiti che si formano per far fuori i loro alleati, o quantomeno per obbligarli alla resa , -afferma il parlamentare socialista Enrico Buemi – di certo non nascono sotto buoni auspici. Dopo quattordici anni di osanna per il sistema maggioritario, che avrebbe dovuto ridurre il numero dei partiti, e moralizzare la vita politica, non si può certo dire che tutto questo si sia realizzato. Al contrario i risultati sono evidenti: un proliferare di partiti e partitini e una continua fibrillazione del sistema politico e delle maggioranze. Adesso, gli stessi che criticavano il sistema proporzionale della prima repubblica, lo propongono con il correttivo dello sbarramento, senza il quale la loro tanto declamata vocazione maggioritaria rimarrebbe una velleitaria aspirazione. È singolare che, alla luce di questi di certo non esaltanti tre lustri di storia italiana, – prosegue il capogruppo della Rnp in Commissione giustizia della Camera – non ci si renda conto che le leggi elettorali non possono essere usate come una mazza per costringere elettori e forze politiche ad accettare la legge dei più forti, anche se, come è evidente, sono quelli che hanno sbagliato di più. Nei paesi europei di minore presunzione ma di più lunga storia democratica, le grandi famiglie politiche, socialista e democratica popolare che si sono formate attraverso processi politici di lungo periodo, continuano ad esprimere la loro capacità di governo senza cambiare tutti i giorni nomi ai partiti e leggi elettorali. La vera riforma – conclude Buemi – sarebbe che riprendessimo anche noi quella strada”.

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