di Silvia Grattieri

Nei mesi estivi si frequentano case che per la maggior parte dell’anno rimangono sole, nascondiglio ideale di oggetti che ad un certo punto della loro vita hanno deciso di ritirarsi, di togliere il disturbo.
Molti di loro, vere e proprie nullità, aspettano solo una mano giovane e immemore che compirà il loro destino. Altri, ben pochi a dire il vero, consci della propria forza, vivono, strumento potente di un passato che parla.
E proprio qui, nella casa di montagna di famiglia, ho trovato uno di questi personaggi di un passato vicinissimo, ma già così distante, pronto a raccontare verità e facezie a chi abbia un po’ di tempo e curiosità.
XX volumi di “Nozioni pratiche e di cultura generale per la donna”: dal parto podalico alla stiratura della camicia, dal senso critico e buon gusto al malato in casa, dalla plastica come custodia ideale al viaggio in treno. Un vero e proprio manuale per la donna alla fine degli anni 60, disorientata in una società che la vuole madre e moglie perfetta, ma che la spinge anche ad inserirsi nel mondo del lavoro, biasimandola per questo. Ecco quindi che mentre si impara a rivestire il tavolino toilette con pizzo a volants, un capitolo centrale è dedicato alla bellezza della donna che lavora.
“Non siate appariscenti” recita l’incipit, “le vostre capacità si devono leggere sul vostro viso”; nulla deve accendere dubbi sulla vostra onestà. Necessariamente il trucco dovrà essere discreto: al bando fondotinta (si invece ad una crema bianca leggermente grassa), rossetto aggressivo e occhi “alla Cleopatra” (solo se l’occhio è piccolo e rotondo è consentito allungarlo un po’). I capelli saranno curati andando dal parrucchiere un volta la settimana e puntandoli con le forcine la sera prima di andare a letto (ogni tanto e consigliato uno shampo antiforfora). Le mani mostreranno una manicure accurata e smalti chiari; un anello e l’orologio saranno gli unici ornamenti. Si sa, la donna che zoppica non è un bel vedere, e quindi, sebbene nessuno vi controllerà i piedi in ufficio, farete regolarmente la pedicure e non vi dimenticherete nemmeno della ceretta (“ah, che orrore le gambe da orsetto!”). Niente poi scie di profumo, ma un indispensabile deodorante sia d’estate che d’inverno. Ma soprattutto curerete l’igiene personale. “La donna che lavora deve sapere di pulito”. E allora farete il bagno o la doccia tutti i giorni; potrete lavarvi “in gran fretta, con movimenti rapidi ed energici; sarà oltretutto una maniera insolita di fare ginnastica”. Ve l’ho detto, ho trovato un tesoro!(2righe.com)

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