On. Antonio Razzi (Popolo e Territorio): Interrogazione a risposta scritta: Il porto di Pescara è alla paralisi occorre urgentemente porvi rimedio

Roma, 05 giugno 2012. L’on. Razzi ha presentato una interrogazione a risposta scritta inerente la drammatica situazione di paralisi in cui versa il porto di Pescara.

«il governo, ha detto Razzi, deve farsi carico di una situazione davvero insostenibile che non può essere ignorata. Il porto di Pescara non solo è paralizzato dai detriti che e dal fango che porta il fiume, non solo vede annullarsi ogni attività portuale e di turismo, rischia di divenire anche una discarica a cielo aperto. Questa è una occasione. Ha proseguito, che il governo deve cogliere per dare credito alla sua volontà di programmazione, di crescita e di occupazione».

In allegato il testo dell'interrogazione

Interrogazione a risposta scritta presentata daANTONIO RAZZI Al Ministro dell’Ambiente e alle Infrastrutture Premesso che – il porto di Pescara è una struttura realizzata prescindendo dalle buone regole di costruzione; – alla base dei problemi attuali non solo c'è il mancato dragaggio del Porto di Pescara, giunto ormai al punto da precluderne la navigabilità a tutte le imbarcazioni dotate di un pescaggio non minimale, ma lungo le sponde del Fiume Pescara sgorga una quantità enorme di acque nere oltre alla confluenza del depuratore il più grande d’Abruzzo; – questo stato di cose provoca il progressivo ridimensionamento degli stock ittici, il caro gasolio, l'elevato livello dell'imposizione fiscale, la maggiorazione dei costi diretti e indiretti. Queste imbarcazioni infatti, circa 60, non possono effettuare in sicurezza le operazioni di attracco e ormeggio, rifornimento, sbarco del pescato, entrata ed uscita dal porto canale, a causa di fondali sempre meno profondi e di banchi sabbiosi sempre più estesi e irregolari; l'Abruzzo perde dopo 46 anni le rotte per l'Est , adesso le partenze si fanno solo da Ancona Porto, dando l’addio a 41 mila passeggeri. La Snav conferma che sono stati cancellati i collegamenti estivi con la Croazia con perdita conseguente di decine di posti di lavoro; questa estate, Pescara e l'Abruzzo rimarranno isolati: l'intera regione non avrà collegamenti marittimi con l'altra sponda dell'Adriatico; – lo scalo pescarese non ha nessuna possibilità di svolgere alcuna funzione, sia essa commerciale o di collegamento, non sono raggiungibili per acqua lo scalo di alaggio e i punti di rifornimento; – molti pescatori sono fermi, letteralmente arenati in porto, e dunque si ritrovano inchiodati e senza reddito ma è anche vero che altra parte della flotta pescarese si è spostata altrove, per esempio ad Ortona, dove hanno potuto continuare a pescare; – risposte immediate alle sollecitazioni del sistema economico imprenditoriale, legato alle attività del porto, e a scongiurare rischi di tenuta sul piano della sicurezza del sistema idraulico -è indubbio che siamo in ansia ed angosciati da tanta inerzia e dalle pesanti ripercussioni di un mancato e deciso intervento sul porto di Pescara; – sono pronti 40 milioni mai utilizzati;

Tutto ciò premesso si chiede al governo: quando è come intende muoversi per trovare una soluzione definitiva ed anche sufficientemente rapida vista la grande importanza sociale, occupazione, lavoro, turismo ed economica che riveste il porto di Pescara nell’economia del paese e nel quadro congiunturale complessivo proposto dal governo nel breve e lungo periodo?

Roma 5 giugno 2012

On. Antonio Razzi
Via Uffici del vicario, 21
00186 Roma
Tel. +39-06/67608166 Fax +39-06/67608750
E-mail: razzi_a@camera.it
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