Advertisement

L’ansia che precede l’attesa del vaccino anti-coronavirus ormai è dentro a ciascuno di noi. Detta ansia però, almeno a mio modo di “psicanalizzare” le intenzioni di chi produrrà e metterà in commercio questa nuova (?) scoperta, si presenta con due indici diversi di ansietà: il primo è quello della popolazione che, a digiuno in materia sanitario-scientifica, sta ad aspettare semplicemente  fiduciosa, il secondo indice è rappresentato dalla controparte che lo produce, la quale, non essendo matematicamente sicura sugli effetti di detto vaccino per i motivi che dirò in appresso, ansia quest’ultima sicuramente diversa rispetto a quella del cittadino stanti ovviamente le superiori  cognizioni scientifiche sull’ efficacia rispetto a quest’ultimo, deve pensare giocoforza all’impatto economico che, nel caso di fallimento del prodotto, esso si riverserebbe automaticamente anche negli stessi produttori.

Oggi, si dice che il noto vaccino antinfluenzale tanto raccomandato, non so se  per una questione di reddito delle aziende o davvero per motivi di salute nell’interesse del cittadino, avrebbe un’efficacia presumibile intorno al 60 %, come ho sentito dire dai mass-media, mentre quello che starebbe per venire alla luce per il Covid  in area geografica occidentale sarebbe di circa il 90 %,  mentre in Russia sarebbe del 92 % (cose anche queste sentite dai mass-media).  Non voglio parlare dello stoccaggio e conservazione, convinto che una soluzione potrebbe essere trovata.

Advertisement

Detto questo, a parte la “schifoseria” che vorrebbe far prevalere politicamente una parte rispetto all’altra, realtà che mette in evidenza ancora una volta l’esistente disumanizzazione sociale per scopi abietti che, peraltro, non sono tanto diversi, soprattutto in questa pandemia,  da quelli dei produttori del farmaco in questione, io penso che realtà della specie vadano bandite con forza, anche in base all’assunto che la cultura, anche sanitaria, è un patrimonio di tutti che deve essere elargito gratis da chi ha la fortuna di averla. Come ?  Rendendo subito, se efficace,  di pubblico dominio la formula, compatibilmente con sicurezza assoluta e controlli altrettanto efficaci.

Non mi stancherò mai di ricordare infatti  un versetto di una enciclica papale che recita: “Se tu sei quello che sei, lo devi perché c’è  l’altro…”

Il discorso sarebbe da completare, ma chi ha un po’ di senno, lo farà da solo.

Arnaldo De Porti

Belluno-Feltre

Advertisement
Articolo precedenteMaltrattamenti e diritti animali
Articolo successivoCoronavirus: siglato accordo di collaborazione tra Aidr e la sartoria Marzullo per sostenere gli artigiani con la tecnologia

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui