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SPORTMEMORY RICORDA QUANDO LE DONNE NON POTEVANO CORRERE UNA MARATONA, A UN ANNO DALLA SCOMPARSA OMAGGIA IL GRANDE E INDIMENTICATO PUGILE SANDRO MAZZINGHI E ANNUNCIA L’AVVIO DEL PROGETTO SU SPORT E DISABILITÀ VISIVA “AD OCCHI APERTI”.

 

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Online il numero di settembre su

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Quando le donne non potevano correre una maratona.

Nell’editoriale di Marco Panella, la straordinaria storia di Kathrine Switzer, la donna che il 19 aprile 1967 correndo la maratona di Boston ha cambiato il mondo, migliorandolo per tutti. Incredibile a pensarlo oggi, ma solo 50 anni fa alle donne non era consentito di iscriversi ufficialmente alle maratone. Con un piccolo stratagemma Kathrine Switzer riuscì ad iscriversi, ebbe il suo pettorale e, nonostante il tentativo di fermarla, terminò la maratona ed ebbe il suo tempo ufficiale. Da allora 261, il numero del suo pettorale. è diventato un simbolo di libertà ed oggi, con il network internazionale 261 Fearless, accompagna tutte le donne che tramite la corsa vogliono affrancarsi da situazioni di disagio.

 

Sandro Mazzinghi nelle parole del figlio David.

In copertina del numero di settembre, un racconto intimo e familiare per ricordare a un anno dalla scomparsa Sandro Mazzinghi, pugile italiano tra i più grandi con i suoi sei titoli europei e gli otto titoli mondiali. Protagonista di match indimenticabili, pugile di fisicità straordinaria, Sandro Mazzinghi è stato un campione sul ring e nella vita, un uomo che non ha mai dimenticato il sudore e i sacrifici che gli fecero guadagnare il successo e che non ha mai dimenticato di essere e di fare il padre.

 

Ad occhi aperti. Sport e disabilità visiva

Sport e disabilità visiva diventano narrazione per favorire l’inclusione sociale. Questo l’obiettivo del progetto Ad occhi aperti che nasce dalla collaborazione tra la storica Azienda per i Servizi alla Persona S.Alessio-Margherita di Savoia – la più grossa struttura del Centro e Sud Italia che da oltre 150 anni si occupa di riabilitazione, educazione, formazione e inclusione sociale di ciechi ed ipovedenti – e Sportmemory per divulgare storie, esperienze e buone pratiche. Da ottobre il magazine ospiterà la rubrica mensile, entro dicembre sarà presentato il primo documentario e prenderà il via la linea di podcast. Una sfida Ad occhi aperti che riguarda tutti.

 

Tante le storie sul numero di settembre di Sportmemory.

Massimo Liberati, 113 match, 110 vinti, 2 sconfitte, uno pari, i titoli WACO Pro italiano, europeo e mondiale di kickboxing racconta il suo match più lungo, quello durato cinque anni e iniziato quando ne aveva solo otto.

Marco Profili racconta della sua vela, iniziata a Senigallia 1966, seduto su un dinghy quando da bambino guardava l’orizzonte di un mare senza vento, sperando che il nonno quel vento lo facesse arrivare. Il vento sarebbe arrivato, lo avrebbe portato alle regate oceaniche e a diventare uno dei più innovativi imprenditori dell’eolico.

Fabio Branchini racconta la sua vita fortunata di calcio, iniziata sul campetto di scuola e che lo avrebbe portato nelle giovanili della Roma e poi ad allenare la Nazionale di Malta e la nazionale militare italiana.

Emiliano Rossi racconta lo spazio magico del ring che non ha più lasciato da quando aveva 16 anni e che continua a frequentare oggi da Maestro, sostituendo la toga da avvocato con pantaloncini e guantoni.

 

 

E poi i le storie di personaggi straordinari.

 

Salvatore Antibo, campione del mezzofondo, protagonista tra le altre imprese della straordinaria vittoria dei 5.000 ai Campionati Europei di Spalato del 1990. Una vita sportiva tra ori, l’epilessia, oggi subdola compagna di vita che non gli impedisce di correre ancora per prendersi i suoi sogni. E anche questa volta sarà oro.

Omobono Tenni, il Diavolo Nero, primo motociclista italiano a vincere nel 1937 il Tourist Trophy dell’Isola di Man, circuito stradale tra i più impegnativi al mondo.

Ottavio Missoni, che prima di essere lo stilista cha ha lasciato segni e colori al mondo, è stato uno dei più apprezzati atleti universitari italiani.

Giannis Antetokoumpo che a Sepolia, il quartiere popolare di Atene dove nasce da genitori nigeriani clandestini, giocava a basket dividendo un unico paio di scarpe con il fratello. Scarpe che gli faranno fare una lunga strada e che lo porteranno a essere protagonista dell’ultimo titolo NBA con i Milwaukee Bucks.

Raimondo Lanza Branciforte di Trabia, l’ultimo dandy del ‘900 con una vita eclettica spesa tra nobiltà, grande borghesia, misteri, passioni, calcio, motori e belle donne. Presidente del Palermo ogni estate si piazzava nella suite più lussuosa dell’Hotel Gallia di Milano, allora sede del calcio mercato, dove era solito ricevere dirigenti, giornalisti e calciatori completamente nudo nella vasca da bagno. Una vita che segna un’epoca. O forse la sua fine.

 

Racconti, esperienze, memorie, esempi e futuro.

La formula narrativa di Sportmemory lascia il segno e continua a crescere con i 15 mila lettori che ad agosto hanno scelto non la notizia da leggere di sfuggita, ma di concedersi il tempo dell’approfondimento e della riflessione con i racconti di Sportmemory.

Sportmemory è un marchio registrato nella disponibilità esclusiva di Artix.
La testata è registrata presso la Sezione Stampa e Editoria del Tribunale di Roma.

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