“La riforma Maroni era già stata digerita dai lavoratori, anche se tra i mugugni: i tre anni di attesa avevano consentito a molti di salvarsi dalla cosiddetta scure dell'aumento dell'età. Non c'era alcun bisogno che si riprendesse un confronto spinoso e si rimettesse in discussione un provvedimento sostanzialmente adeguato”. Con queste parole la senatrice di Forza Italia Antonella Rebuzzi, eletta in Europa, chiarisce la sua posizione sul tormentone welfare che tra protocolli e smentite, ci affligge da più di un anno.

E aggiunge: “Le priorità del Paese sono ben altre, la sicurezza, il deficit pubblico, la perdita del potere d'acquisto delle famiglie. Le discussioni tra sordi, le consultazioni oziose di lavoratori spesso già in pensione, rischiano paradossalmente di far rimpiangere la legge Maroni anche a chi l' ha contrastata. I tempi stringono, il 31 Dicembre si avvicina: lo spettacolo risibile di un Consiglio dei ministri che sottoscrive, poi ritratta, poi annuncia, poi ritira, è una pessima pagina da leggere, soprattutto – conclude – per chi segue le vicende italiane dall'estero.”

Ufficio Stampa Sen.Antonella Rebuzzi
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