di Giulio Vittorangeli

APPELLI

[Ringraziamo Giulio Vittorangeli (per contatti: giulio.vittorangeli@tin.it) per questo appello, invitando chi ci legge ad aderire.
Biografia di Giulio Vittorangeli]

Ci sono popoli ai quali siamo stati, e siamo, profondamente legati, per quello che comunque hanno rappresentato nel processo di liberazione dell’umanita’ oppressa.

Una sorta di vera empatia etico-politica, non solo “semplice” conoscenza ed interscambio culturale, ma soprattutto e fondamentalmente partecipazione e coinvolgimento nella stessa direzione.

Il popolo del Nicaragua e’ uno di questi.

Chi ha vissuto il degrado degli anni ’80 italiani, che sarebbe imploso nei successivi anni ’90 con effetti devastanti fino ai nostri giorni, non puo’ non ricordare cosa felicemente ha rappresentato la rivoluzione popolare sandinista di quel piccolo grande paese centroamericano.

Ha scritto recentemente Pedro Casaldaliga, Vescovo di Sao Felix do Araguaia, Mato Grosso – Brasile: “Abbiamo accompagnato il processo di democratizzazione del Nicaragua e abbiamo ricevuto molte comunicazioni amiche, addirittura inviti ufficiali. Non faremo un’analisi delle opportunita’ del Nicaragua. Scriviamo come appassionati di questo popolo e delle speranze che ha suscitato, speranze alle quali non vogliamo rinunciare. Continuiamo a stare vicini a molte persone profondamente amate… Non siamo qui per dare consigli a un popolo; ma per amicizia, per una militanza comune, per una speranza, che e’ anche molto cristiana, riaffermiamo la nostra comunione con il Nicaragua profondo, con il sandinismo vero, con il contributo che il Nicaragua puo’ e deve dare a questa ’patria grande’ [l’America Latina – ndr], che Sandino, Bolivar e Marti’ sognarono e per la quale diedero la loro vita. Alle comunita’ cristiane del Nicaragua, con le quali abbiamo vissuto momenti piacevoli rinnoviamo la testimonianza del nostro affetto e solidarieta’… Abbracciamo queste comunita’ con il piu’ grande affetto e rinnoviamo la promessa fraterna di continuare a camminare verso il nuovo Nicaragua che si forma giorno per giorno, partendo da tutti i dolori, dalla realta’, dalla possibilita’ di trasformazioni radicali e dall’aiuto disinteressato. Il Nicaragua puo’ e deve essere il Nicaragua, il piccolo Nicaragua che il “Dio dei poveri” vuole, e che sogna tutto il continente. Un forte abbraccio, nell’utopia di Sandino e nella pace militante del Vangelo”.

*

Sorprende allora, in senso fortemente negativo, la totale disinformazione da parte dei nostri mass-media sulla distruzione causata dall’Uragano Felix in Nicaragua; tristemente ignorato anche da gran parte della stampa europea. Riproponiamo quindi l’appello lanciato dall’Associazione Italia-Nicaragua per una campagna di raccolta di fondi destinata all’emergenza e successivamente alla ricostruzione della zona atlantica colpita. L’uragano ha investito zone gia’ poco protette e allo stesso tempo molto povere, in cui le deboli case fatte di legno e lamiera hanno ceduto immediatamente a venti che hanno raggiunto i 270 kilometri orari. Nella citta’ di Bilwi (Puerto Cabezas) il 90% delle case e l’80% delle scuole sono rimaste senza tetto, la rete elettrica e telefonica inutilizzabile, e l’ospedale e’ stato evacuato prima che venisse reso inagibile dal passaggio dell’uragano. A Sandy Bay non c’e’ stata pieta’, la distruzione di case e’ stata quasi totale, sono rimaste in piedi solo 15 case: quelle che non erano di legno.

Le famiglie danneggiate sono 24.891, per un totale di 150.542 persone. 67 i morti confermati, 138 gli scomparsi e 135 le persone che sono state ritrovate e tratte in salvo. La maggior parte delle persone che si trovavano nei centri di accoglienza a Bilwi (Puerto Cabezas) sono ritornate nelle loro case ed attualmente sono 1.277 quelle che si trovano ancora nei 13 rifugi rimasti.

Anche se il dato ancora non e’ ufficiale, alle 67 persone decedute se ne potrebbero aggiungere nelle prossime ore altre 67 gia’ riportate come morte, il dato non e’ ancora stato verificato dalla Defensa Civil.

Indipendentemente da quelle che saranno le cifre finali di questo disastro, e’ evidente che ancora una volta saranno le popolazioni piu’ povere ed emarginate a soffrire le conseguenze di una politica governativa dei precedenti governi che storicamente ha abbandonato ampi settori della popolazione nicaraguese, in special modo quelli delle popolazioni autoctone (miskitos, ramas, sumos y magagna) della Costa Atlantica.(«Il Dialogo – Periodico di Monteforte Irpino»)

*

Nonostante l’assenza totale di questa tragedia dai nostri media ci auguriamo che la solidarieta’ non manchi.

I versamenti vanno effettuati sul conto corrente bancario n. 19.990 Banca Popolare di Milano, agenzia 21 – Intestato: Coordinamento Nazionale Associazione Italia-Nicaragua, Via Mercantini 15 – 20158 Milano, Abi: 05584 – Cab: 01621 (Causale: “Emergenza Uragano Felix”).
Tratto da
Notizie minime de
La nonviolenza è in cammino

proposto dal Centro di ricerca per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza

Direttore responsabile: Peppe Sini.
Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac@tin.it

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