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Sommario: IL CENTRO-DESTRA DEVE DECIDERE – SERVIZIO CIVILE NAZIONALE – Approfondimento: QUEL PASTICCIO  BRUTTO DELL’ OMS – DUE POSIZIONI DA MEDITARE

DOV’E’ IL CENTRO-DESTRA?

Archiviata l’ennesima sceneggiata del partitino di Renzi che vive di rendita ricattando il governo con atteggiamenti che ricordano gli esattori della camorra in cravatta che periodicamente passano a riscuotere il pizzo, resta il fatto che non appena il rischio da coronavirus si è un minimo allentato sono subito riprese le liti nel governo.

Visto che l’esecutivo di Conte è un muro di gomma non credo si andrà presto a una crisi ma il centro-destra deve comunque attrezzarsi adesso per il futuro o – anche vincendo prima o poi le elezioni – si ritroverà incapace a gestire un cumulo di macerie.

Temo che all’attuale opposizione manchi (purtroppo) una visione strategica della situazione.

L’Italia è in pieno disastro, ma non la si governa con gli show muscolosi o solo slogan che possono conquistare una maggioranza di delusi, di insoddisfatti, puntando ad un voto di protesta che può avere delle fiammate, ma che – è dimostrato – se non è convinto non regge nel tempo.

Sei mesi fa scrivevo che era indispensabile impostare subito un programma semplice, chiaro ma attuabile per governare il paese e soprattutto trovare una intesa forte tra Salvini, la Meloni e quello che resta di Forza Italia. Se ancora oggi – dopo il caos che è tuttora in corso – questi leader non capiscono che il tempo è drammaticamente scaduto e che occorre proporre qualcosa di diverso ma di unitario e alternativo  alla nazione, non se ne esce.

L’antagonismo strisciante Fdi-Lega uccide l’alternativa alla sinistra mentre servirebbe subito un governo-ombra che denunci il malaffare ma faccia anche proposte credibili, non demagogiche e soprattutto abbia un respiro di alcuni anni per intervenire perché la situazione è tragica e peggiorerà.

Conte è un burattino-burattinaio che cambia scenari, idee, posizioni perché sa che è l’unico modo per mediare ad oltranza giocando sulla paura delle elezioni per i suoi partner. Si barcamena tra la demagogia più sfrenata dei 5 Stelle, il pragmatismo del PD uso a gestire, un Renzi che tira alla pietanza quotidiana dopo aver rinunciato ad ogni ipotesi di rinnovamento.

Conte è così diventato inossidabile perchè – se cade – per la sinistra dopo di lui sarebbe il diluvio.

Ma il centro-destra non può perdere altro tempo: la gente non capisce le divisioni, è stufa marcia della sinistra ma non vede crescere una alternativa ed il tempo sta giocando contro Salvini, mentre la Meloni cresce perché erode voti di coalizione, ma non ne raccoglie molti fuori dai confini politici della “fu” Casa o Popolo delle libertà.

Il risultato è che temo non si andrà a votare prima del 2023, ma intanto avremo un altro presidente della repubblica di centro-sinistra con una magistratura, i media, la grande finanza schiacciata a sinistra perché a loro va bene così.

La linea di fuoco è sempre quella e l’esempio del mega-prestito chiesto dalla FCA (Fiat) che pure ha furbescamente portato la propria sede in Olanda e a Londra per pagare meno tasse è lineare: io ti aiuto, tu mi aiuti, i tuoi media mi aiutano, così io resisto e ti do il prestito.

Dove sono nel centro-destra uomini (e donne) nuove e credibili? Ci sono, ma sono timorosi e stanno coperti perché chi dissente è ingoiato e sparisce, il sistema elettorale che impone sempre il “signorsì” al capo-partito non perdona.

Vorrei sapere presto il nome del prossimo ministro dell’economia espressione del centro-destra e quel nome deve subito andare in TV, farsi conoscere, avere credibilità: solo così si costruisce l’alternativa e si vincono le elezioni, ma soprattutto il “dopo”.

Ma non prendiamoci in giro: servono idee chiare ed univoche sul ruolo dell’Europa e dell’Italia in Europa, sulle scelte economiche strategiche perchè non si potrà accontentare tutti. Bisogna avere una strategia sulle nostre alleanze internazionali (soprattutto se Trump vincerà nuovamente a novembre) ma nella chiarezza e non facendo i soliti italiani traffichini e “furbetti” che non incantano più nessuno.

Amici del centro-destra, non si può stare dentro e fuori dall’euro, dentro o fuori l’Europa, strizzare l’occhio agli USA, alla Russia e contemporaneamente sorridere ai cinesi: bisogna decidersi.

Per farlo serve studiare, applicarsi, approfondire, specializzarsi, crescere, DECIDERE: se il centro-destra ci crede lo faccia, altrimenti potrà anche vincere delle battaglie, ma mai la guerra e la storia – dal 1994 in poi – è purtroppo  lì a dimostrarlo.

SERVIZIO DI COMUNITA’

“L’Alpino”, il mensile dell’ANA, ha pubblicato in evidenza una mia lettera in cui ricordo che durante le mie 5 legislature in Parlamento ho votato anche la legge sulla soppressione del servizio di leva obbligatorio, ma che è ora di ripensare a quella scelta.

Allora votai convintamente perché ricordavo bene il mio periodo di “naia” sostanzialmente inutile (al gruppo Pinerolo in artiglieria da montagna, 9a batteria, conducente muli, a Pontebba e Tolmezzo nel 1974). Tempo di vita sprecato anche perché svolto tra persone inefficienti che non avevano nessuna voglia e motivazione, oltre a materiali assolutamente obsoleti.

Credo che oggi – soprattutto vista l’emergenza che in qualche modo continuerà – una legge seria da proporre subito sarebbe quella di imporre a tutte/i i giovani del nostro paese un periodo di “servizio alla comunità” di sei mesi da svolgere tra i 18 e i 25 anni in un servizio civile o militare liberamente scelto sulla base di una serie di possibilità offerte da enti, amministrazioni locali, istituti ecc. Sei mesi con una piccola paga (tipo quello che ci davano allora) per formare soprattutto il “senso di appartenenza” alla propria comunità nazionale e dare una mano in tutti quei servizi oggi insufficienti e scoperti.

Per tanti giovani sarebbe una scoperta e una vera e propria scuola di vita.

In questo quadro l’opzione di servizio militare dovrebbe essere incentivata e sempre possibile, avendone i requisiti psicofisici, magari in questo caso portandola ad almeno un anno di ferma per permettere un sufficiente addestramento, ma con allora – nel secondo semestre, ad addestramento ultimato – un riconoscimento economico dignitoso e rinnovabile un altro anno a titolo di ferma volontaria.

Avremmo ripristinato un numero maggiore di elementi disponibili come forza armata ma anche di protezione civile o di supporto alle forze dell’ordine .

Approfondimento: QUEL PASTICCIACCIO BRUTTO DELL’OMS

In questi mesi di Coronavirus spesso si è parlato e si è scritto di una sostanziale inefficienza e dipendenza politica dell’Organizzazione Mondiale della Sanità nei confronti della Cina e sono progressivamente emersi particolari sempre più imbarazzanti su questo “carrozzone mondiale” che partito per tutelare la salute nel mondo ed è diventato un grande centro di potere politico con enormi costi di gestione e risultati incerti messi tragicamente in luce proprio dalla pandemia.

I lettori de IL PUNTO mi daranno atto di averne già parlato e sottolineo un ottimo reportage di Milena Gabanelli sul Corriere della Sera in cui si documentano delle aberrazioni incredibili.

Già dal punto di vista finanziario i bistrattati USA versano 893 milioni di dollari l’anno contro gli 85,8 della Cina. Bill Gates è il secondo offerente, terzo ente privato il Rotary International con 132 milioni di dollari (e da rotariano la cosa mi scoccia un po’…). La scelta del direttore Tedros Adhaniom Ghebreyesus – fortemente voluta dalla Cina – è stata sconcertante. Il primo atto di questo bel soggetto – ex ministro degli esteri etiope e l’Etiopia è un suddito di Pechino – è stato di nominare  e Robert Mugabe, l’ex presidente dello Zimbabwe, “ Ambasciatore di buona volontà dell’Oms in Africa per le malattie non trasmissibili.” Quello stesso Mugabe recentemente defunto, dittatore per decenni dello Zimbawe (l’ex Rhodesia) che da paese tra i più prosperi dell’Africa è stato da lui ridotto alla fame e famoso per le continue violazioni dei diritti umani, ma amico fidatissimo proprio dei cinesi che l’hanno puntellato (e armato) finchè hanno potuto.

Poi la gestione cinese della crisi che per settimane ha negato l’evidenza, nascosto i numeri, ignorato gli allarmi di Taiwan, incarcerato i medici che segnalavano il crescere dell’epidemia e i rischi connessi.

Eppure – nonostante che ben 100 paesi abbiano chiesto una indagini internazionale indipendente sulla genesi dell’epidemia – la Cina ha detto di no ed è riuscita a bloccare tutto, complice la tremebonda Europa e soprattutto l’Italia che da furbetta pensa agli affari con Pechino senza neppure accorgersi che ne esce regolarmente ancora più da perdente.

Servirebbe invece fare chiarezza e non solo sul coronavirus ma innanzitutto sui conti e le spese (faraoniche) dell’OMS e poi sulla sicurezza delle reti 5G o sulla lotta contro la contraffazione dei farmaci, perché pochi sanno che la metà dei farmaci contraffatti nel mondo sono proprio cinesi.

OMS: DUE INTERVENTI  A CONFRONTO

Immaginate voi chi siano i due premier  politici che lunedì hanno portato il loro saluto all’assemblea dell’OMS e chiedetevi quale sia il più concreto a rappresentare gli interessi della propria nazione

DICHIARAZIONE N. 1 : “Sin dall’inizio della pandemia abbiamo promosso il rafforzamento della leadership globale e della solidarietà internazionale per gestire al meglio l’emergenza e accelerare soluzioni sostenibili a breve e lungo termine guidate da scienza, ricerca e medicina, dovendo rispondere in modo sollecito a una crisi globale che tocca tutta l’umanità e soprattutto quella dei paesi meno organizzati dal punto di vista sociale e sanitario…”

DICHIARAZIONE N. 2 : “Se l’OMS non si impegna in sostanziali miglioramenti operativi nei prossimi 30 giorni, renderò definitiva la mia decisione temporanea di sospendere i finanziamenti e riconsidererò la nostra adesione all’OMS”. Seguono 4 pagine di denuncia sul “fallimento della risposta”  dell’OMS  al Covid-19  e “un’allarmante carenza di indipendenza dalla Repubblica Popolare cinese” … “L’OMS ha ripetutamente dato giudizi “inaccurati e fuorvianti”, spesso riprendendo le posizioni cinesi, tra cui la non trasmissione del virus da uomo a uomo tali da rendere assurde le lodi sulla “trasparenza” del direttore generale dell’OMS alla Cina dopo l’incontro del 28 gennaio a Pechino con il presidente Xi, nonché le pressioni dello stesso Xi sul numero uno dell’OMS perché non dichiarasse l’emergenza epidemica. ” …”In assenza di cambiamenti significativi non permetterò che i miei contribuenti  continuino a finanziare un’Organizzazione che ad oggi chiaramente non sta servendo gli interessi della comunità internazionale…”

BUONA SETTIMANA A TUTTI                                        MARCO ZACCHERA

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